| Mi piace molto leggere i diari di bordo dei miei colleghi camperisti. Le loro avventure sono per me fonte di ispirazione e molto spesso di emulazione. Al contrario, però, degli altri viaggiatori io non riesco mai ad effettuare un viaggio scevro da disavventure e imprevisti che, pur non rovinandomi il piacere di viaggiare, riescono comunque a disturbare il tranquillo svolgimento del mio vagabondaggio. Leggo continuamente che gli altri camperisti non hanno mai imprevisti, i loro camper non sono mai soggetti ad inconvenienti, trovano facilmente parcheggi, mangiano divinamente in ristoranti in cui si spende poco. Io, purtroppo, questa fortuna non la posseggo. Difficilmente porto a termine il mio viaggio senza qualche nuovo difetto al mezzo, se vado al ristorante mangio malissimo spendendo moltissimo e spesso passo la giornata a cercare inutilmente un parcheggio. A tutt'oggi non ho ancora capito se sono io od il mio vr ad essere sfortunato. Spesso credo di essere la vittima ignara di qualche rito vudu. Per spiegarmi meglio vi faccio l'esempio di un mio viaggio tipico che dovrebbe illustrarvi ciò che mi aspetta non appena le ruote del mio camper lasciano il cortile di casa. |
Abitando io in un paese di mezza montagna, posto sulla regionale che porta al colle del Sestriere, ho la possibilità di andare solamente verso due direzioni: o sù o giù. Qualunque sia, però, il mio senso di marcia trovo immancabilmente l'Ape 50 che, nascosta nei recessi stradali, aspetta in agguato il mio arrivo per piazzarsi proprio davanti al muso del mio camper. Prima di me sono passati altri veicoli, ma l'ignobile triciclo non si è mosso dal suo nascondiglio. Stava aspettando proprio me. Ora voi potete immaginare a che velocità possa andare un mezzo del genere tanto più se carico. Un buon podista non ha difficoltà a camminargli di fianco. A peggiorare la situazione la strada che ho imboccato è a divieto di sorpasso e pertanto non posso far altro che accodarmi all'Ape e aspettare con pazienza l'occasione buona per liberarmene, anche perchè il conduttore di questo mezzo diabolico non viaggia a destra, ma esattamente a centro strada rendendo vani tutti i miei tentativi di superarlo. Per fortuna che il podista che cammina affiancato al mezzo traditore è una persona gioviale per cui inganniamo l'attesa con un'amena conversazione e gustandoci un buon caffè. La velocità di marcia ci permette questi piccoli piaceri. |
| Finalmente dopo tanti chilometri di trepidante attesa, l'Ape decide che ha esaurito il suo compito e quindi si sposta dalla sede stradale. I miei alleluia vengono però bruscamente interrotti dall'inserimento sul manto asfaltato di un rosso trattore che ha raccolto il testimone dal mezzo precedente in questa sorta di staffetta stradale. Altri tanti chilometri di dolce attesa a velocità ridotta perchè, come avrete oramai capito, su quella strada vige ancora il divieto di sorpasso e, come il suo collega precedente, il conduttore del trattore viaggia esattamente a centro strada. |
| Dopo ore di viaggio in cui davanti al mio mezzo si sono inseriti, oltre a quelli già annunciati, ciclisti, macchine operatrici e mezzi semoventi, tutti viaggianti a velocità ridotta, mi trovo finalmente la strada libera e quindi do libero sfogo ai cavalli del mio mezzo per tanto tempo tenuti a freno. Purtroppo la conversazione con il podista e i vari piaceri che mi sono concesso durante la prima fase del viaggio mi han fatto dimenticare che i cavalli per correre hanno bisogno della biada, in questo caso del gasolio, per cui mi trovo costretto ad iniziare l'affannosa ricerca di una stazione di servizio. Avete mai notato che quando vi serve un distributore questo è sempre posto sul lato sinistro della carreggiata impedendovi così l'accesso? Nel frattempo la lancetta dell'indicatore del carburante si sta pericolosamente avvicinando allo zero ed io comincio ad essere colto dagli spasmi del panico. All'improvviso una visione paradisiaca: una stazione di servizio sulla destra della strada che si annuncia da lontano con il suo bel logo fiammeggiante. Consumo le ultime gocce di carburante per raggiungere più velocemente la mia fontana della vita e giunto di fronte alla pompa scendo dal mezzo pieno di entusiasmo e..... mi trovo il fatidico cartello “gasolio esaurito”. |
Queste sono solo alcune delle disavventure che mi colpiscono invariabilmente durante i miei viaggi. Certamente qualcuno di voi potrà pensare che io sia un tantino sprovveduto e può darsi che in parte abbia ragione. Tuttavia l'azione che vado a illustrarvi dovrebbe scagionarmi parzialmente da questa accusa. Io non amo particolarmente effettuare le operazioni di carico e scarico delle utenze del camper, ma sono costretto a farlo, anche perchè non trovo volontari che mi sostituiscano. Ho visto una volta una signora tedesca svolgere queste mansioni ed allora ho provato a farlo notare a mia moglie. Conclusione: non c'è miglior sordo di chi non vuole sentire. Visto che mi tocca, cerco solitamente di fare queste operazioni ad un'ora in cui ci sia poco affollamento, pertanto tengo d'occhio il camper service e quando vedo che è sgombro da utenti mi precipito per dare libero sfogo ai serbatoi. Ho quasi raggiunto l'agognato pozzetto quando all'improvviso, come il mitico olandese volante, si materializza dal nulla un camper che, guarda caso, raggiunge il luogo di svuotamento prima di me. Di per se stesso il fatto non sarebbe grave, fastidioso si, ma non grave. Oramai sono abituato alle attese. L'aspetto negativo è che il signore che mi ha privato dell'attimo fuggente ha deciso, oltre ad effettuare le normali operazioni che sono già lunghe perchè caso vuole che possegga dei serbatoi da autobotte, due cassette WC e sta pensando di comprarne una terza , di lavare tutte le finestre del camper e poi, preso dalla sindrome di Mastro Lindo, decide anche di effettuare la pulizia a fondo del camper , sempre stabilmente piazzato sul pozzetto, in barba al mio camper in attesa. |
Mia moglie, in un impeto di generosità, pensando di facilitarmi la vita, mi ha regalato per un mio compleanno un navigatore satellitare di una nota casa che, guarda caso, dopo circa un anno dall'acquisto, ha deciso di sospenderne la produzione. Mi sarei stupito del contrario. La cosa non mi disturba più di tanto perchè l'apparecchio, di per se stesso, funziona bene e, il giorno che dovesse guastarsi, visto i costi attuali di questi strumenti, non avrei difficoltà a sostituirlo. Il problema vero e proprio è che il navigatore mi sta portando ad una faida tra me, mia moglie e gli assessori alla viabilità. Premetto che io non ho mai avuto bisogno del navigatore. Ho sempre programmato i miei itinerari con il vecchio sistema della carta stradale e, se la memoria non mi inganna, non ho mai sbagliato strada. Da quando posseggo quest'aggeggio infernale non so mai dove mi trovo, litigo con mia moglie ( in verità questo lo facevo anche senza navigatore ) e maledico gli assessori alla viabilità. Insomma io di notte mi sveglio con l'incubo del tragitto. Avete mai provato a mettere d'accordo una macchina che ragiona, ma ragiona a modo suo, una moglie che ragiona, ma anche lei a modo suo ed un assessore alla viabilità che proprio non ragiona? Un'impresa ciclopica. Proprio perchè conosco i limiti delle macchine, parallelamente, mi programmo l'itinerario con la classica carta stradale che poi affido a mia moglie perchè verifichi le istruzioni del GPS ed eventualmente faccia le opportune correzioni sul campo. Correggere, però, non vuol dire stravolgere, ma siccome la voce del navigatore è femminile e siccome la competizione tra donne è molto forte, mia moglie tende ad ignorare completamente le istruzioni della dolce fanciulla scatolata e s'inventa sul momento un nuovo percorso. Se io ho il coraggio di farle notare che mi si stanno dando due istruzioni diametralmente opposte mi risponde con perfetta logica femminile: “ma credi di più a me od al navigatore”? Come se non bastasse lo scontro tra le vestali del traffico, ci si mettono pure gli addetti alla viabilità ( avete mai notato che molti cartelli stradali sono posizionati in modo che servano a chi già conosce il percorso e non ai forestieri? ) che in barba ai due numi tutelari delle rotte stradali mi indirizzano verso un tragitto completamente diverso. A questo punto è la gentile fanciulla dietro lo schermo ad insorgere e ad ordinarmi, con petulante insistenza, “girare appena possibile, girare appena possibile” finchè mi stufo e spengo il navigatore. Anticipo il pensiero dei maligni dicendo che mia moglie è sprovvista di interruttore. |
Poiché invecchiando mi è venuta la smania di mettere per iscritto i resoconti dei miei viaggi, mia moglie e mia figlia mi hanno regalato una macchina fotografica digitale. A me non piace fotografare e soprattutto non mi piace essere fotografato, tuttavia, per quei pochi scatti che facevo durante i nostri viaggi, prima di imbrattare fogli, utilizzavo una macchina tradizionale a pellicola che serviva egregiamente allo scopo. Chiaramente la presunzione di saper scrivere ha reso la macchina che utilizzavo obsoleta e quindi apprezzo il gesto delle donne della mia vita che hanno voluto facilitarmi il compito. In realtà non me l'hanno facilitato, ma complicato. Già imparare il funzionamento di questa specie di lanterna magica ad alta tecnologia è stata per me un'impresa da Guinness dei primati. Sapete io sono della generazione della manovella e questi aggeggi elettronici, benchè fantastici, mi creano delle crisi di panico, con abbondanti sudorazioni e tremolio delle mani. |
| Non parliamo poi dei manuali di istruzioni che sono scritti in una lingua, per me, totalmente incomprensibile. Io ho una certa predisposizione alle lingue straniere. Non per vantarmi, ma ne parlo discretamente quattro, ma l'idioma usato nei manuali d'istruzione non sono mai riuscito a comprenderlo. Io credo che questa specie di libri dell'occulto siano scritti solamente per gli inziati, per coloro che, dopo aver passato mesi in meditazione in un monastero del Tibet, si sentono finalmente pronti per essere illuminati. Comunque dopo sforzi sovrumani e dopo molte notti in bianco anch'io sono finalmente riuscito a mettere in funzione la macchina. La mia avversione all'arte della fotografia non è diminuita con questa nuova attrezzatura, ma devo effettivamente ammettere che il sistema digitale è molto più pratico della pellicola sempre che funzioni perchè ogni medaglia ha il suo rovescio ( nel mio caso mi sarei stupito del contrario ) e la macchina, dopo alcuni istanti che è in attività, si chiude autonomamente interroppendo così tutte le attività. E' chiaramente un difetto, tant'è vero che l'abbiamo subito riportata al fornitore, ma siccome siamo riusciti a smarrire subito lo scontrino, il rivenditore non ne ha voluto sapere. A parte noi esiste qualcun'altro che è in grado di smarrire uno scontrino nel tragitto negozio casa? Per non spendere altri soldi abbiamo deciso di tenerci l'apparecchio cosi com'è, ma vi immaginate dover fotografare qualche bel monumento o qualche bella veduta con un qualcosa che cessa di funzionare ad intervalli costanti? E' come avere un fucile ad avancarica. Si può sparare solamente un colpo alla volta. Se durante i vostri viaggi notate qualcuno che dopo ogni fotografia viene preso da crisi di pianto e minaccia di buttare l'apparecchio nel primo canale che incontra, non spaventatevi, sono io che cerco di far funzionare la mia diabolica macchina fotografica. |
Credo di avervi fornito abbastanza materiale su cui riflettere e pertanto interrompo l'elencazione dei miei guai per non spaventarvi ulteriormente. Dico però a coloro a cui la sorte arride ed hanno la fortuna di fare viaggi senza inconvenienti di fermarsi un istante a meditare su quanto possa “sapere di sale lo pane altrui”. Io non credo alle maledizioni dei faraoni, tuttavia, come ho già anticipato all'inizio di questo diario, mi sento spesso come la vittima di qualche antico rito malefico. Sto seriamente pensando di farmi esorcizzare. |
Roberto Serassio
Roberto Serassio è nato nel 1946 a Torino, città dove ancora oggi risiede.
Viaggiando con caravan e camper sin dal 1982 ha avuto modo di formarsi un'esperienza di tutto rispetto, favorito dal fatto che avendo portato a termine gli studi negli U.S.A. e avendovi vissuto per lavoro parla fluentemente l'inglese, correntemente il francese e abbastanza correttamente tedesco e spagnolo.
Ha un passato da dirigente nell'industria, che ha lasciato nel 2000 per dedicarsi ad altra attività in proprio assieme alla moglie. Questo gli permette di poter dedicare molto più tempo ai viaggi, che organizza per se ma anche per gruppi, che poi guida nelle visite.
Testo di Roberto Serassio
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