Nella scrittura dei miei resoconti di viaggio mi sono sempre imposto una regola ben precisa: non ho mai voluto che le mie cose quotidiane o i miei sentimenti contaminassero in qualche modo il resoconto che, secondo me, deve essere puntuale preciso e, possibilmente, mai pedante. Non sempre sono riuscito ad osservare questa regola e, di ciò, mi scuso con i miei colleghi camperisti. Tuttavia, c'è sempre un eccezione e, in questo breve, come dire, racconto desidero, per una volta, transigere da questo mio credo parlandovi dei miei cani. Qualcuno si chiederà cosa c'entrano i cani con i viaggi? In effetti è vero, non c'entrano per niente, salvo forse che ci fanno compagnia in camper o fanno cronaca quando qualche sconsiderato li abbandona sull'autostrada per potersi fare un viaggio in santa pace. Prendete quindi questo mio scritto come una riflessione natalizia o come un esercizio di scrittura. Oggi mi sentivo in vena e ho cominciato a scrivere a ruota libera e ciò che segue è quanto ne è uscito. Consideratelo per ciò che vale.
In famiglia abbiamo due passioni veramente viscerali: i viaggi e i cani. In realtà amiamo tutti gli animali. Viviamo in un contesto naturale magnifico e, giornalmente, siamo a contatto con ogni tipo di abitante del regno animale. In particolare uccellini, volpi, scoiattoli ed altri tipi di animali che vivono sulle prime propaggini della Val Chisone, in provincia di Torino. Purtroppo non possiamo accogliere in casa nostra, anche se lo facciamo nel nostro giardino, tutto ciò che si muove. Abbiamo quindi dovuto operare delle scelte ben precise e queste scelte sono cadute sui cani e, qualche volta, anche sui gatti.
Da bambino ho sempre posseduto dei cani finchè, per diversi motivi, ho dovuto rinunciare alla loro compagnia. Fortunatamente mia figlia ha raggiunto l'eta in cui il discernimento ha sostituito l'istinto e, durante una partecipazione alla fiera di Vicoforte, si è innamorata di un bel cucciolo di meticcio che la guardava con occhi |
| imploranti. Naturalmente da buon padre di famiglia ho cercato di dissuaderla, ma lei è stata irremovibile ed anche noi , mia moglie ed io, conquistati dallo sguardo dei due cuccioli: nostra figlia ed il cane, non abbiamo saputo resistere ed abbiamo ceduto acquistando il meticcio pagandolo letteralmente a peso d'oro. Così è la vita e il viso raggiante di mia figlia e lo sguardo del cagnolino valsero più di ogni considerazione pecuniaria. |
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| Come tutte le cose anche la vita dei cani finisce e, dopo alcuni anni di convivenza felice, il nostro Tom, così l'avevamo chiamato, morì. Nel frattempo io ero entrato in una fase, diciamo così, infelice. |
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Numerosi problemi di lavoro mi avevano creato un periodo di avvilimento e quindi non ero molto disposto ad
occuparmi di altri cagnolini. Fortunatamente la parentesi triste finì ed io feci immediatamente due cose: effettuai un viaggio di ringraziamento a Lourdes ed acquistai un cucciolo di cane, ma andiamo per ordine. Io non sono religioso, tuttavia Lourdes ha sempre avuto su di me una particolare influenza. Sarà per il contesto in cui il Sacro Recinto è posto, sarà per la fede che ho notato in molti visitatori, sarà per la disperazione che si legge sul viso delle persone e, al proposito, voglio raccontare un fatto che mi ha dato molto da pensare. Un pomeriggio di agosto, tornando dalle vacanze, ci siamo fermati a Lourdes. Durante la visita al Recinto si è scatenato un temporale con i fiocchi ed in pochi minuti è venuta giù acqua a non finire. Noi ci siamo riparati e non ci siamo bagnati, ma una ragazza, inginocchiata sull'asfalto davanti alla grotta, non si è mossa ed è rimasta nella stessa posizione incurante della pioggia e dei fulmini. Ora io dico: se una persona si sottopone ad una penitenza del genere significa che ha un problema veramente grande da affrontare e se, al di là del credo o del fanatismo, Lourdes riesce a dare speranza a chi di speranza non ne ha più, merita senza dubbio di esistere e di essere venerato.
Scusate la disgressione e torniamo ai cani. Dicevo che la seconda cosa che feci fu di acquistare un altro cucciolo. Questa volta oltre ad accontentare mia figlia accontentai anche me stesso ed acquistai un Siberian Husky, che
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chiamammo Tequila. La fantasia regna sovrana in casa nostra. Erano anni che lo desideravo. I proprietari degli altri cani mi perdonino, ma per me è il più bell'esempio di razza canina.
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| Purtroppo gli Husky hanno due difetti: sono indomabili e non abbaiano. Qualcuno dirà che il fatto che non abbaino non può essere un difetto. In linea generale è vero, ma per lo scopo di questo racconto lo è, o perlomeno, è stata la causa che ci ha portati alla situazione in cui viviamo ora. |
Il cucciolo cominciò a crescere e a diventare adulto e, sfortunatamente cominciò a scappare per correre dietro alle pecore che pascolavano placidamente nei prati attorno alla nostra
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abitazione. Dopo varie fughe e rincorse e scuse ai vicini di casa, mi decisi e misi mano al portafoglio costruendogli un ampio recinto in modo che potesse scorrazzare liberamente, ma a prova di fughe.
Il cane Husky non è molto affettuoso e non bisogna aspettarsi da lui delle particolari effusioni, a meno che, non sia geloso. Successe infatti, che dopo qualche tempo, sempre perchè noi eravamo dei duri e sapevamo opporci |
alle richieste di nostra figlia, prendemmo un cucciolo di gatto: un bel battufolo di pelo rosso che mia figlia chiamò Birba. Lo ripeto abbiamo molta fantasia con i nomi degli animali.
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Io avevo preso l'abitudine, al ritorno dal lavoro, di sedermi sul muro del recinto e di accarezzare Tequila e di giocare un po' con lui. Non appena il gatto, che nel frattempo era cresciuto, si accorgeva di ciò che stavo facendo, accorreva per ottenere la sua dose di coccole. Cosa che io facevo con vero piacere.
Altrettanto non si può dire del cane, che non appena io iniziavo a toccare Birba, mi spostava il braccio con il muso impedendomi il contatto con il gatto e m'infilava la testa sotto l'ascella.
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Questo dimostra quanto siano fantastici gli animali. Il cane non cercava di allontanare il gatto, ma allontanava il mio braccio, rispettando il diritto del micio a rimanere accanto a me, ma negandogli il diritto di essere accarezzato. Solo lui poteva ricevere le mie effusioni.
La vita scorse tranquilla per alcuni anni finchè una fatidica notte ricevemmo la visita dei ladri. Non successe nulla perchè mia moglie li sentì e riuscì a metterli in fuga. Tequila, non abbaiando, non ci avvertì o, probabilmente fece finta di niente. Questo, però, ci procurò una preoccupazione per il futuro e quindi decidemmo, oltre ad installare un sistema d'allarme ad alta tecnolgia ( quante volte l'abbiamo fatto suonare a vuoto ), di prendere un cane, questa volta abbaiante, che avesse aiutato Tequila nel suo dovere di guardiano della casa. In realtà noi non volevamo un vero e proprio cane da guardia feroce che incutesse timore alla gente, ma semplicemente un cane che abbaiasse all'avvicinarsi di qualcuno alla casa, anche perchè avrebbe dovuto convivere con l'Husky e, due galli nello stesso pollaio, non sempre vanno d'accordo. Un pomeriggio del mese di giugno, ci recammo, mia moglie ed io, al canile municipale di Cavour che, chiamato telefonicamente, ci aveva assicurato che avremmo trovato ciò che stavamo cercando. Effettivamente il rifugio di Cavour aveva a disposizione parecchi cuccioli di cane che sembravano fare al caso nostro. La scelta fu alquanto laboriosa; chi è amante dei cani sa quant'è difficile scegliere senza portarsi a casa tutti gli ospiti del canile. Comunque, dopo esitazioni e ripensamenti, la nostra scelta cadde su un cucciolo meticcio di piccola taglia dal colore rosso. Il cane era magnifico. Non so esattamente di quale incrocio fosse il frutto, ma posso solamente dire che era bellissimo. Mentre stavamo sbrigando le pratiche per l'adozione, un cuccioletto nero come la pece mi saltò in grembo e cominciò a guardarmi con occhi imploranti e supplichevoli. La nostra veterinaria tiene esposta, nel suo studio, |
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una vignetta in cui si vede un cucciolo che esulta gridando a squarcia gola ”adottato”. Io credo che il cagnolino nero abbia avuto la stessa reazione quando è stato sicuro dell'adozione. Comunque, per farla breve, partimmo con l'intenzione di adottare un cane e tornammo con due. Lo ripeto sono un duro!
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Tornati a casa con il timore che Tequila potesse rifiutarli, fummo invece sorpresi dal fatto che li accettò con altera dignità. In pratica li ignorò.
Altrettanto non si può dire dei due cuccioli che, invece, cominciarono a tormentalo senza alcuna dignità.
Si prospettava ora il problema di assegnare i nomi alle due pesti.
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Immaginatevi, se avevamo avuto così tanta fantasia per uno solo, cosa avremmo fatto per due? Fortunatamente i molteplici malanni di mia moglie ci vennero in aiuto. Uscita dall'indisposizione precedente, era entrata nella successiva. Questa volta si trattava di un herpes che, come è noto, può essere di due tipi: lo zoster e il simplex. Quale occasione migliore di battezzare i nuovi componenti della famiglia con la denominazione scientifica delle malattie di mia moglie? Detto per inciso, se dovessi usare i nomi delle indisposizioni della mia consorte, potrei battezzare dieci rifugi canini. Era solamente una constatazione.
Tornando ai nomi, direi che il mio suggerimento non fu proprio accolto favorevolemte da mia moglie, infatti notò nella proposta un leggero sarcasmo.
Comunque, dopo varie discussioni, si arrivò al compromesso di chiamare Zoster il cucciolo rossiccio e Flori, dal nome del cane di un nostro amico tedesco, il cucciolo nero.
Purtroppo il nome di una malattia non fu scaramantico per Zoster e, infatti, sebbene l'avessimo fatto curare dai migliori specialisti, un pomeriggio di fine luglio lo trovai morto nel recinto. Probabilmente fu un colpo di calore che, in un fisico di per se già debilitato, fu fatale. Il menage animalesco a tre ( due cani ed un gatto ) andò avanti, senza fatti di rilievo, sino a febbraio del 2004, periodo in cui Tequila si ammalò di una veramente brutta malattia: cancro alla prostata. Cercammo di fare di tutto per salvarlo, ma tutto fu inutile e una triste domenica pomeriggio fummo costretti a sopprimerlo. Come ho detto, salvo nel caso del gatto, Tequila non fu mai particolrmente affettuoso, ma durante la malattia lo portammo in casa e lui, trascinandosi solo sulle zampe anteriori, le posteriori erano oramai inutilizzate, cercava continuamente il nostro contatto ed il nostro affetto. Quasi volesse accumularlo dentro di se prima del grande viaggio. Chi ha avuto la sfortuna di sopprimere un animale amico conosce bene i sentimenti che prova colui che deve assistere ed aiurtare il veterinario nel triste compito. Per prima cosa il medico somministra al cane un anestetico in modo che possa passare dal sonno alla morte senza sofferenza e poi effettua l'iniezione letale. Durante la somministrazione dell'anestetico, l'animale è ancora cosciente e ti guarda con degli occhi che t'implorano di aiutarlo che non scorderai mai. Ancora adesso che sono passati sei anni io ho in mente, come se fosse ora, lo sguardo supplichevole di Tequila. La sensazione di essere stato il suo carnefice non riesce a lasciare libera la mia mente.
Fortunatamente rimase Flori a consolarci della perdita di Tequila e devo dire che di spazio nella nostra vita ne occupa parecchio. Dimenticavo di dire che i due cagnolini Flori e Zoster, dopo alcuni giorni di acclimatazione, diventarono i padroni del recinto. Purtroppo, però, la proprietà della loro dimora determinò nei due cuccioli un radicale cambiamento. Sentendosi instaurati dell'autorità, cominciarono a comportarsi da veri monarchi e presero ad abbaiare giorno e notte con grave disturbo del nostro e del sonno dei vicini. Tequila, da cane saggio li lasciava fare e se la rideva sotto ai baffi. Avete voluto dei cani loquaci, adesso godeteveli. Alla fine, onde evitare un'insurrezione tra i vicini, decidemmo di portare le due pesti in casa in modo da tranquillizzare il vicinato. Ancora oggi Flori viene puntualmente prelevato dal recinto alle 22,30 e riportato alle 8,30 del mattino successivo.
La mancanza di Tequila non venne completamente supplita dalla presenza di Flori per cui ci convincemmo ad adottare un altro cucciolo. All'epoca nostra figlia frequentava delle lezioni di tedesco presso di una signora la cui vicina possedeva una cagnolina che aveva appena partorito. Rimaneva solo più un cucciolo che quell'infingarda di nostra figlia adottò immediatamente, a nostra insaputa, logorandoci poi con le sue arti subdole finchè mia moglie si decise ad andarlo a vedere. Avevamo posto come condizione che il cane fosse di piccola taglia e tale rimanesse. La mia consorte, da grande esperta di cani, non si avvide che il cuccioletto possedeva, già da
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piccolo, quattro zampe che sembravano quattro tronchi di querce centenarie e vedendolo piccolo si convinse che così sarebbe rimasto.
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| Beata ingenuità, il pargoletto possiede ora le dimensioni di un vitello ed ha la forza di un bull dozer. |
Come se non bastasse ha una voce baritonale che quando abbaia fa tremare i muri del recinto.
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Fortunatamente era abbastanza silenzioso e si faceva sentire solamente quando qualcuno o qualche animale si avvicinano alla sua dimora abituale. Con Flori ha legato benissimo e i due cani vivono veramente in simbiosi.
Se questo può essere un bene, ha , però, il suo rovescio di medaglia. Infatti, abituati a trascorrere la giornata insieme, Bamboo, così è stato chiamato il plantigrado, ha cominciato a sentirsi solo di notte, dopo che Flori è stato ricoverato al sicuro tra le mura di casa, e ad abbaiare insistentemente disturbando il vicinato. Morale della favola, onde evitare una rivoluzione armata, siamo stati costretti a portare in casa anche Bamboo. Tutto ciò non sarebbe niente perchè il cane è mansueto e non farebbe del male ad una mosca, ma vi immaginate un cane dalle dimensioni di una locomotiva e con la stessa forza aggirarsi di notte in casa al buio? Alla fine, per evitare stragi casalinghe, abbiamo acquistato una gabbia di metallo dalle proporzioni di un monolocale dove lo facciamo entrare nottetempo.
Nel frattempo anche Birba si è ammalato e dopo varie cure e varie spese abbiamo dovuto sopprimerlo. Altro dramma famigliare perchè questo nostro gatto era sterilizzato e quindi, avendo perso il primordiale istinto felino, si era molto affezionato a noi e noi a lui e si comportava esattamente come un cane. Mia moglie, prima di trasferire l'ufficio in casa nostra, lavorava a circa cento metri di distanza. Tutti i pomeriggi, alle 17,00 in punto, Birba andava ad aspettarla all'uscita dal lavoro e l'accompagnava a casa. Anche un gatto con la personalità sdoppiata ci doveva toccare.
Tornando ai cani vorrei dire che il fatto di doverli portare in casa non ci disturba affatto. E' così bello averli accanto a se e vedere che ti chiamano con la zampa per avere le tue carezze ed il tuo affetto. Bamboo poi è veramente tenero. Più ingenuo di Flori è anche più timido nella sua richiesta di coccole e, quando chiede, chiede con discrezione, ma un cane peso massimo, anche se usa la delicatezza, riesce comunque a lussarti qualche arto.
Quando ci siamo finalmente rassegnati a far pernottare i cani in casa ci siamo detti che forse sarebbe stato un bene per la sicurezza della casa stessa. Mai pensiero fu più errato. I nostri cani non si possono certamente definire campioni di coraggio. Non appena sentono un rumore si eclissano. Il piccolo sotto letto ed il grande nel fondo della sua cuccia. Non parliamo poi quando ci sono i temporali o i fuochi artificiali: una tragedia. Evidentemente i rumori sconosciuti li terrorizzano ed è allora che cercano maggiormente il contatto con l'uomo. Flori ti salta letteralmente addosso mentre Bamboo si accontenta di starti vicino e di sentire la tua presenza.
Uno dei miei rimpianti è di non poter portare tutti e due i nostri cani sul camper, in vacanza con noi anche se questo vuol dire limitare la nostra libertà di movimento. Flori viene abbastanza frequentemente, ma Bamboo è troppo ingombrante e finora non abbiamo ancora trovato il coraggio di fare l'esperienza.
Tutti gli anni, in primavera, mia moglie ed io facciamo una settimana di vacanza nel Luberon. Chi ha letto i nostri scritti sa che siamo dei veri amanti di questa regione. Puntualmente portiamo Flori con noi. Dopo anni di frequentazione, abbiamo oramai delle tappe fisse lungo il percorso. Flori, durante il viaggio, è perfettamente tranquillo nel suo angolino e non si eccita per niente. Quando arriviamo in prossimità delle nostre soste abituali comincia ad agitarsi e ad abbaiare di gioia. Qualcuno potrebbe eccepire che percepisce il rallentamento del mezzo. Questo può essere in parte vero, ma come mai, nonostante che durante il tragitto vi siano normalmente diversi rallentamenti, non si ecciti mai? Mistero canino o intelligenza canina che gli permette di riconoscere luoghi già visitati?
Concludo questo racconto canino ribadendo il nostro amore verso i cani. E' vero sono un impegno quotidiano e, spesso, condizionano la nostra vita. Però lo sguardo che ci rivolgono o l'affetto che ci dimostrano senza quasi chiedere niente in cambio valgono molto di più di tutti i piccoli sacrifici che ci impongono. Non parliamo poi dell'amore che riversano sui bambini e di come li proteggono. Sono convinto che, con il loro esempio, contribuiscano positivamente alla loro crescita e li facciano diventare più altruisti e generosi. I cani sono altruisti e generosi. |
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Roberto Serassio
Roberto Serassio è nato nel 1946 a Torino, città dove ancora oggi risiede.
Viaggiando con caravan e camper sin dal 1982 ha avuto modo di formarsi un'esperienza di tutto rispetto, favorito dal fatto che avendo portato a termine gli studi negli U.S.A. e avendovi vissuto per lavoro parla fluentemente l'inglese, correntemente il francese e abbastanza correttamente tedesco e spagnolo.
Ha un passato da dirigente nell'industria, che ha lasciato nel 2000 per dedicarsi ad altra attività in proprio assieme alla moglie. Questo gli permette di poter dedicare molto più tempo ai viaggi, che organizza per se ma anche per gruppi, che poi guida nelle visite.
Per contattarlo direttamente per ottenere la sua collaborazione o il suo contributo d'esperienza potete usare la messaggistica di CamperLife.it -contattalo ora-
Testo ed immagini di Roberto Serassio
Impaginazione e grafica a cura della Redazione di CamperLife.it |
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