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Visite e Viaggi Itineranti

Viaggio nel Caucaso, in camper

Il nostro viaggio di un mese nel caucaso

(Turchia, Georgia, Azerbaigian, Armenia, Nagorno-Karabak)

 
Il nostro equipaggio: Adele & Andrea Cobianchi, di Parma
 
Il nostro mezzo: motorhome VAS New Line Evo/Iveco 35/180
 
Partiamo nel pomeriggio di Venerdì 23 Luglio da Parma via autostrada per Mantova, Verona, Venezia, Trieste, e per non pagare il bollino per le autostrade Slovene (ben 35€, anche se per sei mesi!!); usciamo dalla dogana di Basovizza-Pesek.
Dopo 50 Km di strada statale, a Fiume imbocchiamo l'autostrada Croata A1 e arriviamo a Okukani per la cena e la notte. Cerchiamo di viaggiare velocemente, con i nostri amici Silvana e Tony, partiti dieci giorni prima, abbiamo l'appuntamento lunedì pomeriggio 26 Luglio vicino alle frontiere Turco-Georgiana.
Km 722
 
Sabato 24 Luglio: Okukani-Kapikule.
Partiamo alle 6.00, dopo la frontiera Croazia-Serbia puntiamo su Nis, qui pranziamo e alle 15.30 siamo in dogana tra Serbia e Bulgaria, causa la presenza di molti Turchi che tornano in patria impieghiamo più di un’ora per passare. Pessima la tangenziale di Sofia, ma anche l'autostrada Bulgara (vignette: 8€ per sette gg.) non è da meno. Molto trafficati gli ultimi 60 Km di strada statale, ma comunque alle 23.00 ceniamo e dormiamo nella frontiera tra Bulgaria e Turchia.
Km 1010.
 

Domenica 25 Luglio.
Di buon mattino compiute le varie formalità doganali, acquistiamo la card per le autostrade Turche (KGS 50 Tl= 25€) e speditamente arriviamo e superiamo Istanbul, oltrepassato il ponte sul Bosforo e siamo in Asia. Sono belle le autostrade e le superstrade per Izmir, Bolu, Gerede e Tosya ma dopo Merzifon, i molti lavori in corso sino a Samsun, ci rallentano l'andatura. Dormiamo a Terme sul mare presso una stazione di autobus con un caldo afoso.
Km 1044.

 
Lunedì 26 Luglio.
Partiamo alle 6.00, buoni e panoramici i 310 Km che portano a Trabzon, alle dieci arriviamo a Rize e dopo qualche acquisto ci mettiamo in contatto con gli amici, sono 10 Km più avanti, e con loro procediamo verso la frontiera. Velocemente sbrighiamo le procedure burocratiche e, senza particolari controlli, siamo in Georgia. Pranziamo sul mar Nero e nel primo pomeriggio, raggiunta Batumi, lasciamo i camper presso il porto turistico e iniziamo la visita della città.
Batumi è completamente diversa da come la ricordavamo, dopo otto anni troviamo una città totalmente diversa: un lungomare tutto nuovo, spiagge attrezzate e affollate, parchi e hotel nuovissimi, purtroppo tutto il centro storico è sottoposto a una grande ristrutturazione e non si può godere della sua bellezza. Molto colorato il mercato vicino alla Cattedrale Ortodossa, che visitiamo, curioso l’antico e storico negozio di generi alimentari, poca la merce in vendita ma bello l’ambiente ornato con stucchi dorati e specchi alle pareti. Terminiamo la passeggiata in Piazza Medea, dove numerosi bambini si tuffano nelle fontane. Ceniamo al ristorante del porto con ottimo pesce e crostacei per 10€ a testa.
Km 540.
 
Martedì 27 Luglio.
Alle otto il sole è alto e fà già un gran caldo, cerchiamo un'agenzia di assicurazioni per stipulare una polizza di responsabilità civile per il camper (in Georgia l'assicurazione non è obbligatoria, spendiamo 27€ per trenta gg.).
Lasciamo la città e, per una bella strada tra lussureggianti vegetazioni sub-tropicali, siamo a Poti. Superato il fiume Rioni, troviamo le indicazioni per Kutaisi, la nostra meta. Parcheggiamo nella piazza principale presso il
teatro dell'opera, fortunatamente troviamo un posto all'ombra: registriamo + 46°C . Veloce visita della città e del mercato, poi in taxi raggiungiamo la cattedrale di Bagrati, purtroppo non è visitabile per lavori di ristrutturazione.
Dopo pranzo ci spostiamo a Metzameta che dista 12 Km, con un viottolo si raggiunge il piccolo e solitario monastero a picco sulle gole di un fiume. Ripartiamo per raggiungere Gelati, complesso di tre chiese racchiuse da una possente cinta muraria. Nella Cattedrale della Vergine, dai bellissimi affreschi, è celebrato un matrimonio e anche noi siamo invitati a baciare la sposa.
Ritornati a Kutaisi, imbocchiamo la M1 e a Khshuri deviamo per Borjomi che raggiungiamo con una bella e veloce strada che corre
Georgia, Monastero di Gelati
lungo il fiume Mtkvari. Troviamo posto presso la vecchia stazione e da qui visitiamo il parco termale con le numerose "dacie" d'epoca Staliniana.
Km 345.
 
Mercoledì 28 Luglio: Borjomi - Tiblisi.
Tornati a Khashuri prendiamo per Gori, lungo la strada visitiamo il ristrutturato monastero femminile di Rusi, una distesa di minuscole casette prefabbricate e abitate ci annuncia la città dove nacque Stalin: Gori. Oltre all'interessante casa natale, alla carrozza ferroviaria blindata, visitiamo il museo dov'è esposta la maschera funeraria e numerosi documenti e fotografie riguardanti la sua intensa vita politica.
Georgia, città rupestre Cambiamo gli Euro in Lari e dopo alcuni acquisti lasciamo la città. Il monastero di Atene-Sioni ci sorprende con begli affreschi, anche se rovinati e in fase di restauro. Oggi il caldo è meno intenso + 35°C e anche la visita della città rupestre di Uplitsike non è particolarmente faticosa. Il sito ha un che di misterioso e affascinante, con le sue grotte, le numerose chiese scavate nella roccia e la lunga galleria anticamente usata per rifornirsi di acqua e come via di fuga verso il fiume sottostante.
Per una buona strada secondaria arriviamo a Kaspi, poi la moderna autostrada S1 ci porta a Tiblisi. Cerco invano di ritrovare il parcheggio che ci ha "ospitato" otto anni fa ma la città è completamente cambiata, poi su indicazione di un'agenzia turistica ci  sistemiamo presso la cattedrale Armena di Echmiadzin in piazza Avalabari nella città nuova, un quartiere ricco di negozi, non lontano dal caratteristico quartiere Turco e da una stazione metro.
Km 215.
 
Giovedì 29 Luglio.
La priorità oggi è quella di ottenere i visti per l'Azerbaigian. Per averli occorre l'invito, fornitoci dall'agenzia turistica Travel Empire Georgia di Nino Marjanidze, con 10 Lari di commissione e 60€ per ogni visto lasciamo i passaporti alle 11.00 in agenzia e li ritireremo vistati alle 16.00.
Dedichiamo poi il tempo disponibile per visitare la città vecchia con i bagni Turchi, il lungo-fiume con le vecchie case a sporto, la chiesa di Metekhi edificata su uno sperone di roccia dominante il fiume, la Sinagoga, la chiesa di Sioni, passeggiamo per l'elegante e animata via Rustaveli dove si trovano i principali edifici e i migliori negozi della città. 
Tiblisi antichi bagni Turchi
Dopo una rinfrescante sosta al caffè letterario Prospero's Book con internt-point, torniamo ai camper.
 
Venerdì 30 Luglio.
Troviamo un taxista che simpaticamente ci fa anche da guida turistica. Dopo la statua della "Madre Georgia", con lui entriamo nella fortezza di Narikala e nel parco dell'antenna della televisione, vorrebbe portarci anche al lago delle tartarughe ma preferiamo tornare in Piazza della Libertà per visitare il museo nazionale della Georgia. Pranziamo in un tradizionale forno Georgiano con "khachapuri" tipica focaccia al formaggio, proseguiamo poi la visita con il nuovissimo palazzo presidenziale e la grande Cattedrale della Trinità.
La sera dalla terrazza del City-Club, un caffè posto al 6° piano di un vecchio e storico palazzo in piazza Avalabari, cena alla vista di una splendida Tiblisi illuminata.
Tiblisi, camper in sosta in piazza Avalabari Tiblisi, palazzo presidenziale Tiblisi, piazza Indipendenza-
 
Sabato 31 Luglio.
Alle otto lasciamo la città e raggiungiamo Mtskheta per visitare la splendida e affrescata cattedrale di Svetitskhoveli, dove si narra sia custodita la "Tunica di Cristo", quindi la piccola chiesetta di Antioki sulla riva del fiume e il monastero di Samtravo dove assistiamo al severo cerimoniale di preghiera della Madre Superiora, visitiamo il museo dove sono esposti monili in oro e antichi vasetti in vetro. Ripresi i camper, raggiungiamo la chiesa di Jvari che domina la città di Mtskheta e la confluenza dei fiumi Aragvi e Mtqvari.
Imboccata la Georgian Militari Highway ad Ananuri, visitiamo la fortezza che domina il lago e le chiese dalle pareti ricoperte di croci scolpite nella pietra. A Pasanauri, in un ottimo ristorante, pranziamo poi proseguiamo per Kazbegi tra stupendi scenari montani. Lungo il percorso troviamo sorgenti di acque minerali ferrose e frizzanti e una grande cascata calcarea. Dopo Gudauri la strada peggiora e percorriamo 15 Km di sterrato, migliora alle porte di Stepantsminda, paese a 12 Km dalla Cecenia. Nel piazzale dell'hotel Lomi, alla vista del monte Kazbegi con i suoi 5033 metri e le cime innevate, lasciamo i camper e cerchiamo Vano, un ragazzo conosciuto otto anni fa, con lui organizziamo l'escursione in fuoristrada per l’indomani alla chiesetta della SS. Trinità.
Dopo cena due chiacchiere con alcuni Russi poi passiamo indisturbati la notte.
Km 185.
Georgian Military Highway, fortezza di Ananuri Georgia, vista sul monte Kazbegi Georgian Military Highway sorgenti di acqua ferrosa e frizzante
 
Domenica 1 Agosto.
Con una "Lada Niva" per venti Lari raggiungiamo, non senza difficoltà, la chiesetta della SS. Trinità, oggi meta di numerosi pellegrinaggi. Spettacolare il panorama sulla catena montuosa del Caucaso, molto affascinante la chiesa per la sua solitaria posizione.
Tornati ai camper, ripercorriamo la Georgian Militari Highway e giunti a Kvesheti, noleggiamo un altro fuoristrada, superata una profonda gola nella valle di Khada arriviamo a Gudani, villaggio disteso tra prati fioriti con numerose torri di avvistamento. Torniamo a Tiblisi, causa l’interruzione della tangenziale per il crollo di un viadotto e dopo un giro vizioso puntiamo su Sagarejo, da qui una stradina tra campi coltivati dopo Udabno porta al monastero di David Gareja, nel cui piazzale troviamo 2 camper Italiani, ceniamo sotto le verande e in un silenzio assoluto passiamo la notte a 900 metri di altezza.
Km 295.
 

Lunedì 2 Agosto.
Il sito è molto suggestivo e dopo la visita del monastero per un ripido sentiero raggiungiamo il crinale sul confine Azero dove sorgono le numerose celle dei monaci, qualcuna ancora in uso.
Ripresi i camper, puntiamo su Sagarejo, Gurjaani e Telavi, con la vista di numerosi vigneti, a Tsinandali, visitiamo una storica cantina. Ikalto ci attira per un altro monastero edificato tra i boschi e in avanzato stato di ristrutturazione, poi è la volta del complesso monastico di Alaverdi in una bella piana coltivata a vigneti. A Gremi visitiamo la fortezza di Eniseli con la chiesa e la torre-palazzo.
E' ormai sera, giunti a Kvareli seguendo l'indicazione "Lake Resort", per una nuovissima strada che attraversa un rigoglioso parco, giungiamo a un moderno hotel e parcheggiamo nel piazzale direttamente sul lago. Ottima la cena che ci è servita da ben 4 camerieri, lo chef ci propone deliziose pietanze, abbordabile il prezzo, 12€ a testa, ma esoso il vino, 38€ per una discreta bottiglia di Cabernet locale.
Km 233.

 

Martedì 3 Agosto.
Con tranquillità lasciamo "Lake Resort", la strada che va verso l'Azerbaigian attraversa poveri paesi, i muli e gli asini hanno sostituito le auto, auto che troveremo solo presso la dogana di Lagodekhi. Senza problemi usciamo dalla Georgia, la polizia Azera ci blocca sul ponte prima della frontiera, sostengono che i nostri mezzi sono mini-bus e ci richiedono una tassa d'importazione di ben 700€. Dopo varie rimostranze e alcune telefonate all'Ambasciata Italiana a Baku, si risolve il problema con la visita dei camper, e dopo aver appurato che possono trasportare solo 4/5 persone ci fanno entrare nella dogana. Dopo sommarie ispezioni paghiamo 18€ per l’assicurazione e il lasciapassare del camper, con validità di un mese. Cambia il paesaggio, la gente e le scritte: anche qui indecifrabili, i negozi sono forniti di tutto e, dopo aver convertito Euro in Manat, acquistiamo generi alimentari e birra. A Balakan, in un grande piazzale, ci riforniamo di acqua e pranziamo, il condizionatore mitiga i 44° carichi di umidità.
A Zaqatala i camper suscitano molta curiosità e la gente molto cordiale ci lascia passeggiare indisturbati per i viali ombreggiati da secolari platani. Si va verso Saki, la strada corre tra grandi filari di eucalipti, purtroppo il fondo stradale è pessimo tutto ghiaiato, sembra il letto di un fiume. A Ilisu, in una verde vallata, ci concediamo una fresca birra alla vista di una vecchia moschea e di un ponte del 17° secolo. Arriviamo a Saki e, nel parcheggio del caravanserraglio, lasciamo i mezzi, nel fresco giardino del Karavasaray ceniamo, il servizio e le pietanze lasciano molto a desiderare per di più, complice il Ramadan, non servono né vino né birra, anche se la spesa è modesta usciamo insoddisfatti.
Km 250.

 
Mercoledì 4 Agosto.
Lasciati i camper nel parcheggio raggiungiamo a piedi il palazzo del Khan che dista circa 1300 metri. Il palazzo del 1700 ha una facciata decorata con piastrelle, pregevoli gli infissi di legno scolpito e i vetri colorati. Elegantissimo l'interno con le varie sale riccamente decorate con motivi floreali e dipinte con scene miniaturizzate di caccia e guerra. Nelle vicinanze, in un'antica chiesa, c’è un museo etnografico e il museo dell'artigianato che visitiamo, ma molto interessante è la chiesa Albanese di Kis alla periferia della cittadina tra case in pietra e strade acciottolate. Dedichiamo poi buona parte della mattinata al grande e importante mercato della zona.
Tornati ai camper, pranziamo e alle 15.00 con un gran caldo si riparte. Dopo le moderne città di Qabala e Ismayilli deviamo verso Lahic, la città medievale dei ramai. Percorriamo 25 Km di strada ghiaiata che serpeggia a fianco di un torrente che scorre tra alti costoni di rocce, evitando piccole frane e spericolati autisti di scalcinati bus, arriviamo a un guado che però ci impedisce di raggiungere il villaggio. Ci viene in aiuto Baghi, che gestisce una sorta di guest-hause, e che dispone di uno spazio anche per tende o camper. Nel giardino tra alberi di mele, ci serve una squisita cena, irrisorio il conto, che include anche la sosta notte. 170 i chilometri percorsi oggi, molti dei quali su strade al limite della percorribilità, ma ne è valsa la pena.
Azerbaigian, Noi nel palazzo del Khan Azerbaigian, bus per Lahic Azerbaigian, un VAS a Lahic
 
Giovedì 5 agosto.
Dopo una tranquillissima e fresca notte raggiungiamo il paesino a piedi. Niente auto, ma solo gente a cavallo tra le case in pietra con i tetti in rame o lamiera lavorata e traforata a sbalzo. Troviamo alcuni antiquari che propongono samovar, brocche e altri oggetti in rame, noi acquistiamo una antica brocca che veniva usata dalle
donne per il trasporto dell'acqua.
Si riparte, a Samaxi riprendiamo la M27, mancano 100 Km per arrivare a Baku, la capitale dove troviamo posto presso il palazzo del Governo in piazza Azadliq, con il benestare della polizia lasciamo i camper su un viale ombreggiato, ombra che però non mitiga i 45° e iniziamo la visita della città. Prima tappa all'ufficio turistico dove prendiamo contatto con un ragazzo che parla italiano, sarà la nostra guida per la visita della città e della penisola Abseron che effettueremo con un minibus domani. Ci dedichiamo a una prima visita di Baku: la città vecchia con la torre della vergine, il palazzo Shirvan-Shah, il caravanserraglio, il porto e il nuovissimo e animato lungomare.
Azerbaigian, Lahic tetti in lamiera lavorata
Si cena sul camper con generatore e condizionatore in funzione per il gran caldo, poi cerchiamo un poco di refrigerio sul vicino lungomare.
Km 198.
Baku, 2 VAS in sosta presso il palazzo del Governo Adele e Andrea a Baku Baku, palazzo del Governo
 

Venerdì 6 Agosto.
Kumram arriva puntuale alle otto e diamo inizio ad una visita più approfondita della città. Con il suo ottimo Italiano ci descrive i vari monumenti e palazzi: il museo della letteratura, la piazza delle fontane, la ristrutturata via pedonale tra ampi giardini affollati, ci accompagna anche a far visita all'ambasciatore Italiano, ambasciatore che avevamo contattato dalla dogana. Saliti alla piazza degli eroi, dove arde la fiamma sacra, Kumram, sorseggiando innumerevoli tazze di te, ci spiega la situazione economica e politica del suo paese. Con il buio fa bella mostra di se la torre della televisione che cambia continuamente colore e l’inavvicinabile palazzo presidenziale, scendiamo poi ai camper per riposarci dopo un'intensa e caldissima giornata.

Azerbaigian, un te con gli amici Azeri Baku, monumento agli Eroi.jpg Baku, palazzo della cultura.jpg
 

Sabato 7 Agosto.
Puntualissimi arrivano Kumram e la macchina con autista. Lungo la strada della penisola di Abseron notiamo tantissimi pozzi di petrolio, molti dei quali in disuso che rendono il paesaggio desolante, poi sosta a Janar-Dag: dal terreno escono lunghe lingue di fuoco che ardono perennemente.

Penisola di Abseron, pozzi petroliferi A Suraxam visita al tempio Zoroastriano del fuoco, costruito su un giacimento di gas naturale. A Qala visitiamo la ricostruzione di un villaggio e museo storico all'aperto, andiamo poi a Ramana per vedere una bella fortezza e l'attigua Moschea, dove ci è concesso l'ingresso. Mardakan ci propone con un'altra fortezza, usata fino a pochi anni fa per controllare i pozzi petroliferi che sono disseminati tra paludi inquinate dal greggio in uno scenario apocalittico. Tornati ai camper, pranziamo in un nuovissimo ristorante del vicino ipermercato, commossi salutiamo Kumram e ci prepariamo a lasciare la città.
La bella strada costiera E119 ci porta a Qobustan, parco di incisioni  rupestri, ma ci attardiamo ad una fonte per rifornire i camper di acqua e sfuma la visita in quanto alle 17.00 il sito chiude. Non ci resta che cercare un posto per tuffarci nel mar Caspio, non ci lasciamo sfuggire all'invito di un taxista che ci propone di sostare nel cortile di casa sua, proprio sul mare, dopo i convenevoli e lo scambio di doni cerchiamo un poco di refrigerio in un mare dall’acqua tiepida, limacciosa e poco invitante.
Km 90.
Penisola di Abseron, Tempio del fuoco a Suraxam Penisola di Abseron, Adele in Moschea Penisola di Abseron, fortezza di Ramana
 

Domenica 8 Agosto.
Notte molto calda e umida, al sorgere del sole decidiamo di andare a cercare il territorio dei vulcani di fango, per un breve tratto ci accompagna il taxista, poi ci dobbiamo orientare con la bussola per arrivare alla meta. Dopo aver percorso circa 8 Km di piste a fianco di un oleodotto in un paesaggio desertico e lunare, lasciamo i camper e, a piedi, raggiungiamo le ribollenti pozze di fango, alcune a forma di piccoli vulcani.

Azerbaigian, vulcani di fango Ripresa la E119 che va verso l'Iran al bivio di Alat deviamo sull'autostrada E002, numerosi i posti di polizia e controllo, ma passiamo sempre indenni e rapidamente. Il paesaggio è pre-desertico e solo dopo Yevlax notiamo campi coltivati e verdeggianti.
Azerbaigian, la piazza e municipio di Ganca
Entriamo a Ganca e  facilmente troviamo posto nella vastissima piazza con il grandioso colonnato del palazzo del governo, piazza che un tempo era dedicata a Lenin e ora all’attuale presidente con tanto di statua. Ganca è una città di chiara impronta Sovietica e forse integralista, per le strade solo uomini, suscitiamo qualche disappunto quando ci fermiamo in un bar per bere del te con le nostre mogli. Bella è la Moschea e alquanto strana la casa delle bottiglie. Dopo cena passeggiata e spesa in un supermercato poi indisturbati a letto.
Km 316.
 

Lunedì 9 Agosto.
Lasciamo Ganca e riprendiamo la M27 che arriva alla vecchia dogana del "Ponte Rosso", dopo un rifornimento di gasolio a buon prezzo e, a parte la lunga fila, senza problemi entriamo in Georgia. Impossibile, per motivi politici, passare direttamente in Armenia. Percorrendo la S4 cerchiamo una strada adatta ai nostri camper che porti a Marneuli, ma troviamo solo inaffidabili strade bianche e dobbiamo arrivare quasi a Tiblisi per imboccare la E117 Tiblisi-Jerevan che è comunque una pessima strada di montagna, solo il panorama è gradevole tra boschi, pascoli e poveri villaggi.
A Guguti siamo in frontiera Georgia-Armenia. Nessun problema in uscita dalla Georgia, ma le lungaggini burocratiche Armene ci fanno perdere molto tempo: pretendono anche di sottoporci ad una visita fitosanitaria, poi paghiamo 76€ per l'importazione e l'assicurazione del camper ma è ormai sera e la strada orribile ci costringe a procedere lentamente per evitare le grandi buche. Vicino a Stepanavan ritroviamo l'asfalto e nella cittadina sostiamo presso l'ufficio turistico, siamo a 1500 metri e tra un acquazzone e l'altro passiamo la notte.
Km 320.

 

Martedì 10 Agosto.
Con il sole partiamo per Vanazdor, e da qui risaliamo verso Alaverdi, unica curiosità della cittadina è il vecchio ponte a schiena d'asino sul bel torrente Debed purtroppo deturpato dai tanti scheletri di numerose fabbriche abbandonate. Visitiamo i vari monasteri della zona: Haghpat, complesso monastico protetto dall'Unesco, ma molto maltenuto, degno di nota la vicina fonte Medievale e il Cavit. Anche il monastero di Sanahin merita una visita, purtroppo la sua possente struttura, che cela antiche tombe, è ricoperta dal muschio. Nelle vicinanze, per distoglierci un poco dai monasteri, visitiamo il museo Mikojan, l’inventore dei MIG, dove sono esposti alcuni aerei. Il complesso monastico di Aktala è in una posizione molto panoramica ma completamente abbandonato, una signora del posto gentilmente ci ha aperto la chiesa, l’interno si presenta parzialmente affrescato ma molto rovinato. Per una ripida stradina arriviamo all’antica chiesa di Odzun, edificata in un prato incolto e disseminato di numerose pietre tombali dette Khatchkar.
Tornati alla città dormitorio di Vanazdor, prendiamo per Dilijan e proseguiamo per Haghartsin, il cui monastero sorge nel parco Argelots Dilijani e che nel 2002 era in rovina, ora è quasi completamente restaurato. Non ci lasciamo sfuggire l'ultimo monastero della zona, quello di Goshavank, che sorge su una collinetta e domina il villaggio sottostante. Nella città termale di Dilijan, lungo il fiume Aghstev, sostiamo in un parco con numerosi ristorantini in uno dei quali ceniamo con prelibati piatti ben serviti e accompagnati da musica locale dal vivo, il tutto per pochi Euro compresa la sosta notte.
Km 286.

Armenia, museo dei MIG Armenia, Odzun vecchia chiesa Plebea Armenia, Monastero di Goshavank
 

Mercoledì 11 Agosto.
Bella e scorrevole la strada che va a Sevan, qui nel grande piazzale tra altri camper Italiani, sostiamo e per un sentiero arriviamo al monastero da dove si ha una bella vista del lago. Siamo a 2000 mt di altezza, è una giornata limpida e fresca e scegliamo la bella strada costiera che serpeggia tra solitarie spiaggette e minuscoli campeggi per andare a Noratus e visitare il cimitero con numerosi e antichi Khatchkar.

Armenia, camper in sosta sul lago Sevan Tra Martuni e Yeghegnadzor cerchiamo ma non troviamo il caravanserraglio di Selim, procediamo per Goris per una panoramica strada di montagna, bella è la vista del lago Spandaryani prima del passo di Selime a 2410 mt. il quale è segnalato da due enormi colonne e da un portale. Prima di Goris troviamo la deviazione per il monastero di Tatev, percorriamo alcuni km su una strada in rifacimento poi, causa i grandi lavori in corso che ostacolano il transito dei camper, dobbiamo ripiegare su Goris. Questa città, difficile da definirne l'urbanistica, si allunga sul corso di alcuni torrenti, troviamo posto vicino al parco pubblico
e alla piazza del mercato. L’ufficio turistico ci procura un taxista che l’indomani ci accompagnerà al monastero di Tatev.
Km. 308.
 

Giovedì 12 Agosto.
E' con un vecchio macchinone Russo che alle sette arriva Yuri e con abilità arranca sui tornanti disastrati che portano a Tatev, il monastero è in restauro, in bella posizione, ma ci delude un poco. Stanno costruendo una nuovissima funivia che da Halidzor porterà al monastero e anche la strada a breve sarà percorribile anche da bus e camper.

Nagorno-Karabak, Monastero di Gandzasar Tornati a Goris, chiediamo alla polizia la possibilità di entrare nel Nagorno Karabak, permesso che non è necessario, ma a Stepanakert occorrerà andare all'ufficio del ministero degli esteri e far apporre il visto sul passaporto al costo di 7 € l’uno. Una bella strada, che attraversa alcuni villaggi con ancora evidenti le ferite di un recente conflitto, arriva a Stepanakert, la capitale del Nagorno Karabak che si presenta ordinata e pulita. Nella piazza dell'hotel Armenia, di fronte al palazzo presidenziale, lasciamo i camper e giriamo un poco per la città, per negozi e curiosità poi, contattato un taxista, ci facciamo portare al monastero di Gandzasar, distante
45 Km ma merita la visita per il posto che è molto curato. Al ritorno sosta al fantasioso albergo-ristorante costruito su un laghetto a forma del Titanik, mentre nella periferia della città con alcune foto immortaliamo Mama en Papa, simbolo di Stepanakert.
Km 95.
Nagorno-Karabak Stepanakert,  sosta nella piazza del parlamento Stepanakert, albergo-ristorante Titanic Stepanakert, Mama e Papa, e Adele.
 

Venerdì 13 Agosto.
Purtroppo le strade del Nagorno Karabak non hanno sbocchi se non in Armenia, chiuse per motivi politici le frontiere tra Iran e Azerbaigian, non ci resta che ripercorrere la M2 che in 350 Km va a Jerevan.

 Lungo la strada presso Artashat deviamo per il monastero di Khor-Virap ben segnalato e simbolo dell'Armenia, purtroppo la foschia nasconde la cima innevata del maestoso Ararat. La povera periferia di Jerevan ci assorbe poi via-via la città cambia aspetto e tra grandi viali alberati e palazzi dai mattoni rosati raggiungiamo la piazza del teatro dell'opera, su una stradina laterale di fronte al conservatorio sostiamo. Imponente è la grande scalinata con cascata alla cui sommità sorge il monumento per il 50° anniversario del Soviet dell'Armenia. Un nuovo viale pedonale con importanti palazzi in 2 km dal teatro arriva a piazza della Jerevan-Armenia-piazza-della-Repubblica
 Repubblica, piazza molto scenografica a forma di anfiteatro con giardini e fontane.
Km 347.
 
Sabato 14 agosto.
Lasciamo i camper nel tranquillo viale e in taxi raggiungiamo il monastero di Geghard, scavato in parte nella roccia della gola del fiume Azati, poi si va a Garni per una veloce visita del Tempio Greco-Romano. Tornati al centro di Jerevan, andiamo a scovare la piccola cappella di Zarovar soffocata da alti palazzi-dormitori. Dopo una visita alla vicina biblioteca Matenadaran, con l’interessantissimo museo del libro e dei manoscritti miniaturizzati, ci perdiamo per il vernissage ma non troviamo nulla di interessante tra souvenir di poco conto e molta paccottiglia.
Armenia, Garni, tempio Greco-Romano
Dopo gli acquisti in un moderno e vicino supermercato ceniamo in camper, la sera in giro per la città illuminata con ristoranti e bar affollati all’inverosimile, io mi dedico a qualche “scatto notturno”.
 
Domenica 15 Agosto.
Girovagando per la città ci imbattiamo nella chiesetta Katoghike, tanto minuscola che solo una decina di fedeli possono entrarci, invece imponente è la nuovissima cattedrale Surp Grigor, con l’abside a forma di palcoscenico. Con una scalinata si arriva ad un brulicante mercato delle pulci e alla statua equestre del generale Zoravar Andranik. In taxi ci facciamo portare al museo e memoriale del Genocidio Armeno poi passando dalla gigantesca statua di "Madre Armenia" visita alla fabbrica di Brandy Yerevan. Prima di pranzare curiosiamo nel vernissage degli artisti, che espongono le loro opere in un parco.
Nel pomeriggio partiamo per Echmiadzin il "Vaticano Armeno". E' affollatissimo di fedeli ma per noi è solo un grande mercato religioso, non ci appaga più di tanto e, ripresi i camper, partiamo per Gyumri.
Pessimo è il fondo stradale ma i paesaggi circostanti sono apprezzabili, a Gyumri la piazza principale è cerchiata da bei palazzi e animatissima ma via dalla piazza si notano ancora i danni del disastroso terremoto del 1988. Cerchiamo un ristorante per cenare, ma purtroppo il menù è scritto solo in Armeno, incomprensibile per noi come lo sono le spiegazioni dei camerieri, unica soluzione è entrare in cucina !! Tornati ai camper, troviamo numerosi curiosi che li fotografano e la polizia che controlla e ci augura la buona notte.
Km 152.
 
Lunedì 16 Agosto.
Alle otto entriamo nel grande mercato della città, acquistiamo vodka, birra e molta frutta poi, individuata a fatica la M1, ci avviciniamo alla frontiera di Bavra tra Armenia-Georgia. La polizia Armena ci chiede 20€ per chiudere la pratica di importazione del camper che diamo mal volentieri, dopo 2 Km siamo di nuovo in Georgia. Ci fermiamo ad Akhalkalaki presso un ristorante per chiedere informazioni per raggiungere la città rupestre di Vardzia e finiamo per pranzare ottimamente con alcuni camionisti.
Dalla A306, dopo la fortezza di Khertvisi, parte una nuovissima strada che in 20Km arriva a Vardzia. Nel bel piazzale sul fiume parcheggiamo i camper, paghiamo tre Lari a testa per salire a piedi sul costone scavato con numerose grotte e una bella chiesa rupestre ancora usata, con un'ardita galleria si scende poi al piazzale sul fiume. Ci prepariamo per una cena in compagnia, approntiamo una tavolata sotto le verande, ma un violento acquazzone ci costringe a cenare sui camper, digestivo e a letto.
Km 147.
 

Martedì 17 Agosto.
Finalmente il sole, tornati sulla A306 arriviamo ad Akhaltsikhe, non troviamo la chiesa di Sapara e così ci dedichiamo alla visita del mercato per spendere gli ultimi Lari. Dopo un ultimo rifornimento di gasolio a buon prezzo ci avviamo verso la frontiera di Vale. La strada non esiste percorriamo gli ultimi 10 Km a passo d’uomo poi i doganieri Georgiani pongono il timbro di uscita sul passaporto e siamo in Turchia. Dopo un'ispezione minuziosa e sgarbata dei camper in cerca di profughi e ricercati, ci fanno passare e, nel villaggio Curdo di Posof, dove sostiamo per il pranzo. La strada 965 da Ardahan è in completo rifacimento, sono 60 Km di ghiaia, comunque alle 17.00 arriviamo a Kars e da qui in 40 Km su una superstrada a quattro corsie arriviamo ad Ani. Nel piazzale troviamo altri camperisti Italiani e decidiamo di cenare insieme e passarci la notte.
Km 293.

 

Mercoledì 18 Agosto.

Alle 7.00 il sole è già alto, la biglietteria è ancora chiusa ma noi entriamo nell'antica città Armena da un ingresso secondario e indisturbati giriamo tra le rovine. Rovine che sono in attesa di essere restaurate, la visita dura due ore quindi, uscendo, paghiamo il biglietto e, salutati gli amici camperisti, ripartiamo per Erzurum alla ricerca di una officina Iveco per far sostituire le “pastiglie” dei freni. Con perizia e in poco tempo viene risolto il problema e, raggiunto il centro cittadino, visitiamo l’antica Medersa e alcune moschee affollate per l’ora di preghiera serale per celebrare il Ramadan. 

Officina IVECO ad Erzorum
In un tranquillo Tir-Bus Park della periferia sostiamo per la notte.
Km 298.
 
Giovedì 19 Agosto.
Abbiamo ancora alcuni giorni a disposizione e, curiosi di una Turchia meno nota, superiamo Erzincan. Le strade E80 ed E88 sono a livello “Europeo” e ci consentono un’ottima andatura, affrontiamo senza difficoltà due passi di oltre 2200 mt e puntiamo decisamente su Zara, da qui una buona strada tra i monti arriva a Divrigi.
Divrigi ha una bellissima Medersa con annesso un ospizio-ospedale di epoca Segiuchde e, uscendo dalla città, si incontra un bel Mausoleo del 1200.
Ritornati sulla E88 ci fermiamo a Sivas, anche questa è una bella città con tre importanti moschee, la Medersa Blu, i minareti gemelli e un antico ospedale. Essendo periodo di Ramadan, curiosi, assistiamo ai vari preparativi per la fine della giornata e del digiuno. Al calar del sole e dopo il “canto” del Muezzin, la città si ferma ed è un assalto a ristoranti e negozi di generi alimentari per rifocillarsi, quindi si ritorna alle normali attività lavorative e commerciali. A tarda notte, un camion con a bordo suonatori di tamburi e grancasse, annunciano per le vie cittadine l’inizio del digiuno per il nuovo giorno.
Km 627.
 

Venerdì 20 Agosto.
Lasciamo Sivas e raggiunta Yozgat entriamo nel regno “Ittita” per visitare Hattusa, Yazilikaya, Bogazkale e Alacahoyuk, interessantissimi siti archeologici. Poi via veloce verso Ankara, tanto veloci che a Delice la polizia ci eleva una contravvenzione per eccesso di velocità. Superata Ankara, la sera siamo a Bolu e presso il ristorante della Barilla ceniamo e poi passiamo la notte.
Km 760.

 

Sabato 21 Agosto.
Inizia alle sette il viaggio di rientro, il traffico è scarso e speditamente dopo Izmit, il ponte sul Bosforo di Istanbul, ci riporta in Europa. Arriviamo a Edirne, spendiamo le Lire Turche rimaste e dopo il pranzo lasciamo la Turchia ed entriamo in Bulgaria (procurarsi il bollino per le strade). Meglio attraversare il centro di Sofia che percorrere la scassata tangenziale, buona invece la strada che va in Serbia.
Alle 20.00 sosta in un Tir-Park a Kalotina, vicino alla frontiera Bulgaro-Serba, rifornimento di gasolio, cena nel ristorantino e a letto.
Km 898.

 

Domenica 22 Agosto.
Di buon'ora partiamo, la frontiera è deserta come la strada che da Dimitrovgrad va a Nis. Con una buona autostrada superiamo Belgrado, Slavonski Brod e Zagabria. La E65 ci conduce a Rieka e poi a Moscenica Draga in Istria, dove sostiamo nel bel campeggio.
Km 964.

 

Lunedì 23 Agosto.
Ci dedichiamo alla pulizia del camper e al mare, dopo oltre un mese in giro occorre anche un meritato riposo per riordinare le idee, per ricordare le belle giornate trascorse in viaggio con gli amici e ripensare a nuove avventure.

 
Martedì 24 Agosto.
Senza fretta lasciamo il campeggio e ci avviamo verso casa, speriamo di non trovare traffico, l’ondata di vacanzieri dovrebbe essersi esaurita nei giorni scorsi e così è. Arriviamo a Parma nel primo pomeriggio, scarichiamo il camper e lo prepariamo pronto per il prossimo viaggio!!
Km 460.
 
 

Notizie spicciole

Il tragitto di avvicinamento, tutto via strada, Parma-Rize è di 3440 Km qualche coda alle frontiere per il grande flusso di Turchi che tornano in patria ma autostrade ottime sino in Bulgaria, che sono alquanto malandate. In Turchia la maggior parte buone, ma molte in rifacimento, che rallentano l’andatura. Ricordavo le strade Georgiane e Caucasiche in genere le peggiori da me percorse, (viaggio del 2002) ora sono nettamente migliorate. Solo in Armenia e alcune strade dell’Azerbaigian (ma per raggiungere posti “fuori mano”), sono appena decenti. Anche le frontiere sono decisamente migliorate, occorre sempre un poco di pazienza (in Georgia non serve il visto), ma la polizia non cerca più di “taglieggiare” il turista.
Per entrare in Azerbaigian oltre al il visto (costa 60 €), serve l’invito. Noi a Tiblisi ci siamo rivolti all’agenzia “Travel Empire Georgia” via Chavchavadze 50 e, pagando una piccola commissione, in cinque ore ci ha fatto riavere i passaporti vistati.
Per far entrare i due motorhome VAS in Azerbaigian si è rilevato molto utile l’aiuto dell’Ambasciatore Italiano a Baku, Dr.Mario Baldi (Str. Gala Kichik, 44 Baku). I doganieri avevano scambiato i camper per minibus e, per farli entrare, ci è stata richiesta una tassa di importazione di oltre 700 €. Per fugare ogni dubbio occorre mostrare la carta di circolazione dove si evince che si tratta di mezzi ad uso privato e che i posti sono 4 o 5.
Sono molto migliorate le indicazioni stradali e dei siti turistici, nel 2002 inesistenti. Molte le scritte in inglese e, per chi lo conosce, in cirillico, incomprensibili i loro caratteri.
Nel Nagorno-Karabak occorre il visto, si fa nella città di Stepanakert, all’ufficio degli esteri e va mostrato in uscita verso l’Armenia: ma attenzione con questo visto sul passaporto non si può più entrare in Azerbaigian, per problemi politici.
Il costo della vita è abbastanza modesto, negozi e supermercati sono provvisti di tutto. Per il rifornimento di acqua spesso ci siamo rivolti ai distributori di carburante, ma molte sono anche le fontanelle pubbliche nei paesini.
 

Il viaggio in cifre

Spesa totale € 3250 così suddivise.
 
• Ristoranti, spese varie, visite, guide, ecc. circa 900  
• N° 2 Visti per l’Armenia (fatti a Roma) 20  
• N° 2 Visti per l’Azerbaigian (fatti a Tiblisi) 140  
• Assicurazione e tassa camper in Azerbaigian 18  
• N° 2 Bollini autostradali in Bulgaria 18  
• Assicurazione camper in Georgia per 30 gg. 27  
• Tassa di entrata camper in Armenia 71  
• Tassa di uscita camper dall’Armenia 20  
• Card per autostrade Turche 26  
• N° 2 Visti per il Nagorno-Karabak 14  
• Costo autostrade in Croazia Kune 536  
• Costo autostrade in Serbia Dinari 6440  
• Multa per velocità in Azerbaigian 20  
• Multa per velocità in Turchia 103  
• Freni posteriori in Turchia 122  
• Spesa totale Gasolio 1550  
• Benzina per generatore totale Litri 40 45  
 
Totale chilometri percorsi: 11100
Gasolio Totale Litri 1570 =
7Km./litro
 
  Costo Gasolio in Slovenia = € 1,165    
  Costo Gasolio in Italia = € 1,222    
  Costo Gasolio in Croazia = € 1,090 (7,83 Kune/Lt.)  
  Costo Gasolio in Serbia = € 1.010 (104 Dinari/Lt.)  
  Costo Gasolio in Bulgaria = € 1,300 (2,19 Lev/Lt.)  
  Costo Gasolio in Turchia = € 1,550 (2,96 T.L./Lt.)  
  Costo del Gasolio in Georgia = € 0,75 (1,80 Lari/Lt.)  
  Costo del Gasolio in Azerbaigian = € 0,43 (0,45 Manat/Lt.)  
  Costo del Gasolio in Armenia   0,71 (340 Dram/ Lt.)  
 
 
CAMBIO VALUTA
 
Croazia 1 KUNA = 0,14 €
Bulgaria 1 LEV = 0,51 €
Turchia 1 LIRA TURCA = 0,52 €
Georgia 1 LARI = 0,42€
Azerbaigian 1 MANAT = 0,96 €
 
 
Adele&Andrea Cobianchi, via Corsini,25 43126 Parma. Mail: acob52@alice.it
 
 
NDR - Nel momento in cui pubblichiamo questo stupendo resoconto di viaggio in terre lontane sappiamo che Adele ed Andrea sono già in viaggio.
Stavolta la destinazione sarà molto più lontana e avventurosa: sono diretti in Mongolia!!
Appuntamento quindi al loro ritorno, dato che ci hanno promesso che verranno a trovarci in fiera a Parma, a settembre prossimo.....
 
 

 

 


Autore: redazione-camperlife
Data: 01/07/2011
 
 
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Roussillon
Itinerario senza dubbio interessante che richiede però una certa esperienza di viaggi.
01
Lug
alien
Daccordissimo Roberto, ci fossi andato da solo probabilmente sarebbero venuti a prendermi in elicottero.. però è bello leggerli.. è come con i tuoi.. ci si immedesima...
01
Lug
 
 
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