Drrrrrrrin: squillo del telefono qualche settimana prima di Pasqua… E’ una carissima amica di Barcellona:“Hola, cosa fate per la settimana santa?”. Di solito queste telefonate sono l’anticamera di proposte impossibili tipo: andiamo a scalare l’Everest con l’infradito? Azz, sudo e prendo tempo…mentre sono al telefono creo un diversivo con argomenti futili. Apro internet immediatamente, vado su san Google, digito Camperlife, diari …presto! Mi scappa l’occhio su uno che parla dei dei villaggi provenzali… Sono salva: forse faremo una vacanza normale. “Sai, ho pensato che ci possiamo trovare ad Avignone, poi giriamo un po’ per la Provenza…magari portate la tenda a fine aprile farà caldo”.
“Buona idea…” Risponde l’amica spagnola. Fiuuuuuuuu l’ho scampata. Niente infradito…, poi Eli aggiunge: “Allora tutti sul tuo camper?” TUTTI SUL MIO CAMPEEEEEEEEEEEER? COOOOOOOOSA?
Ri azz…Cerco di mantenere la calma: ”Ma non staremo un po’ strettini?” “No pasa nada! Ci organizziamo!” Ed eccoci organizzati: io, mio marito, Eli e suo marito Pere, mia suocera, le mie due figlie e il cane: abbiam fatto 7 e mezzo! Massì dai, se su Furia si sta anche in tre …
L’appuntamento è per giovedì sera ad Avignone, campeggio Bagatelle, sull’isola della Barthelasse… |
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Già da subito l’organizzazione che no pasa nada dei magnifici sette ( e mezzo) si rivela complessa: per riuscire a trovare un paio di mutande bisogna scavare sotto un dedalo di borse e valigie varie che sono ammonticchiate nella cabina. Impossibile allungare braccia o gambe e per respirare bisogna fare i turni.
Se non altro l’effetto stalla crea una temperatura ideale all’interno dell’abitacolo.
La Bibi, il mio cane, finge di fare la morta per non essere trascinata fuori ogni due secondi con la scusa di portare il cane a fare la pipì e ritrovare un briciolo di spazio vitale. Io ho scelto la vacanza sbagliata per smettere di fumare. Mi sembra di essere nello schermo di una partita di tetris.
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| Ad Avignone facciamo un giro sul trenino turistico, poi mi faccio pelare nei negozi di souvenir dove scopro, mio malgrado di essere allergica alla lavanda. |
| Non può essere: adoro la Provenza ma sternutisco in continuazione ogni volta che entro in un negozietto di spezie. |
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| Tornati al camping approfittiamo del pisolino delle bimbe che restano con la nonna a fare la siesta e noi ce ne andiamo a Villeneuve lés Avignon per fare un giretto al Forte Saint-André e alla Torre Filippo il Bello. |
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Il giorno successivo facciamo colazione con comodo (ma noi facciamo tutto con comodo) e ricomposto il tetris partiamo con destinazione Fontaine de Vaucluse, perché voglio vedere queste benedette chiare e fresche e dolci acque che mi fecero impazzire durante le interrogazioni di letteratura italiana al liceo…
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Arriviamo all’area di sosta, vicinissimo al paese ed effettivamente l’atmosfera è incantata.
Verde di su e verde di giù…insomma è tutto verde: l’acqua del fiume, le fronde degli alberi, la vegetazione…
Il paesino è minuscolo, tutto in pietra, con negozietti dove puntualmente sternutisco per colpa della lavanda
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| Che pace che quiete… Io mi fermerei pure qui, ma la mia amica Elisabet e suo marito sono turisti mordi e fuggi perciò decidiamo di raggiungere a Roussillon per le cave dell’ocra. L’indomani ci alziamo presto e andiamo a visitare il paesello, veramente caratteristico, arroccato su una collinetta e con le casette rosse e arancioni. |
| Ci incamminiamo sul sentiero che passa all’interno delle cave da cui si estrae il pigmento per il caratteristico colore provenzale. Notevole è il contrasto tra la terra rossa, gli alberi verdissimi ed il cielo azzurro: i colori sono assolutamente netti e definiti, quasi irreali tanto sono nitidi. |
Siamo quasi all’uscita quando da lontano intravedo un losco figuro che si dirige verso di noi … data la mole escludo che si tratti di un elfo, anche se il colore verde della maglietta potrebbe trarre in inganno…
Ma è il Brianzagolf! Con la sua bella famiglia…
Saluti di rito e ripartiamo… |
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La meta successiva è Aix en Provence…
Andiamo a fare un giretto sul course Mirabeau con i vari locali e brasserie carissime e per vedere il famoso mercatino … carino pure lui!
… e vediamo pure il bar dove Cezanne andava a fare l’Happy hour. |
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Al rientro al campeggio trovo il Brianza e famiglia che ci hanno raggiunti ad Aix in serata!
Bella la sorpresa! Dopocena l’amico si presenta con il chiaro intento di farci ubriacare a suon di sgnappette. L’intento è perfettamente riuscito, tanto che dopo una lunga chiacchierata innaffiata a dovere dalla generosità del vicino di piazzola ci rechiamo a cuccia, senza nemmeno accorgerci che il camper è pericolosamente in pendenza .
Tempus fugit ed il giorno seguente ritorniamo a casa con belle immagini davanti agli occhi alcune considerazioni. Capisco perché sono tutti matti con sta Francia: paesaggisticamente è bella, organizzata dal punto di vista turistico. I francesi che ho incontrato sono stati gentili, disponibili e pazienti anche di fronte al mio trillese, la lingua completamente autoctona che sono solita utilizzare e che è una mescolanza di inglese mal masticato e dialetto piacentino…
Infine: mai fidarsi di uno vestito di verde che ti offre un grappino alle23!!! |
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