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Trascorso il natale nell’intimità della casa con figli e parenti siamo pronti a partire per questa breve vacanze invernale. Non siamo amanti della neve o dello sci e preferiamo, appena possibile, approfittare di giorni di ferie per visitare luoghi sconosciuti.
Partiamo da Milano a mezzogiorno dopo aver caricato il Kreos di vettovaglie e viveri e ci dirigiamo verso est, unica zona dove non sia prevista neve, pioggia o traffico sostenuto; solo freddo intenso, ma a dicembre è normale e il camper è attrezzato per darci tutto il calore che ci serve.
Ci fermiamo in autogrill per mangiare un trancio di pizza da Spizzico e poi ci rimettiamo in marcia sulla A4. Al tramonto che d’inverno sono solo le 16,30 siamo a Punta Sabbioni. Nel piazzale prima dell’imbarco vediamo dei camper in sosta e ci aggreghiamo. Rinunciamo a raggiungere l’AA che si trova pochi metri più avanti per il costo che riteniamo esorbitante per la stagione (€ 17,00 + € 3,00 per la corrente). Per un po’ vagheggiamo l’idea di raggiungere Venezia in notturna, ma il vento gelido che soffia teso ci fa recedere dal nostro proposito. Così ci rilassiamo in dinette con un buon libro e rimandiamo a domani mattina la visita a questa perla italiana che non ci stancheremmo mai di tornare a visitare. Dopo cena camminiamo lungo il molo, raggelati dal vento che quest’anno chiamiamo buran, a verificare lo stato avanzamento lavori del “Mosè”. Il cielo è terso e luminoso. Le stelle brillano e si vede benissimo Venezia in lontananza. È un piacere per lo spirito camminare soli in tanta bellezza.
Al risveglio il posteggiatore, tornato al lavoro dopo due giorni di vacanza, ci ha offerto la possibilità di andarcene subito senza pagare oppure continuare la sosta al costo di € 18,00 per la giornata. Ovviamente non ci siamo fatti pregare e ci siamo spostati sul terrapieno a fianco della strada, parcheggiando gratuitamente (anche se con qualche timore). In compenso ci scippano € 28,00 per andare (e tornare) in vaporetto a San Marco.
Venezia rimane uno spettacolo unico al mondo, e i veneziani pure. Negozi che aprono quando ne hanno voglia, tanta puzza sotto il naso e prezzi da capogiro. Noi camminiamo a lungo per le calli (alcuni riparati dal vento, altri infilati da aria gelida e tagliente a vetrini) da San Marco a Rialto e ritorno. Poi, quando la folla ha cominciato a intensificarsi e la temperatura a salire, siamo tornati al camper e ci siamo rimessi in marcia.
Cerchiamo una possibilità di sosta a Iesolo sul mare (ma è tutto privato e appannaggio degli alberghi) così ci infiliamo in autostrada direzione Slovenia. Prima sosta a Palmanova, rivelatasi una delusione. Probabilmente superba se vista dal cielo con le sue mura pentagonali e vie concentriche, ma che in questa fine dicembre non offre alcuna attrattiva al turista di passaggio. Riprendiamo la marcia su autostrada fino a Gorizia, trascurata nel passato a favore di Trieste e Udine. Troviamo posto nell’AA di viale Oriani e mentre inizia a tramontare ed il freddo si intensifica, noi cominciamo a girare la città. Lunga camminata sino alla sommità del castello da cui si gode una visione superba di Gorizia che si stende ai suoi piedi e poi rientro per il centro cittadino. Infreddoliti troviamo infine conforto nel calore del nostro camper dove trascorriamo una notte tranquilla.
Cominciamo la giornata con una ricca e corroborante doccia. Sicuramente nella nottata la temperatura è scesa sotto zero e quando ci avviciniamo al camper service, una lastra di ghiaccio contorna la fontanella. Per smaltire il freddo accumulato nelle operazioni di carico e scarico ci affidiamo al riscaldatore da viaggio che facciamo funzionare a palla mentre ci dirigiamo al confine per la Slovenia. Entriamo subito in autostrada e paghiamo € 35,00 per la vignetta semestrale (il minimo possibile). Come prima meta abbiamo il castello di Predneja, ma lungo la via ci troviamo ad affrontare un vento (misurato da un anemometro ai bordi strada) di km. 136 orari che sposta letteralmente il camper. Nell’aria vola di tutto e un pulviscolo misto di polvere, particelle di erba e pattume oscura la visibilità. Inoltre a 10 km dalla meta, quando la strada comincia a salire, un cartello segnala il restringimento della strada e ponti di altezza appena superiore al Kreos. Non ho voglia di rovinarmi le vacanze e inverto la rotta, dirigendomi a Lubiana. Lungo la strada il pulviscolo da secco prima diventa bagnato e quindi gelato. Il parabrezza è interamente coperto da una fanghiglia che riusciremo a rimuovere solo una volta parcheggiati nel pieno centro della capitale.
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