Durante il viaggio spesso capita ai camperisti di ritrovarsi in aree che rendono la sosta alquanto precaria per l’assenza di strutture ricettive organizzate.
Quando un’area è progettata adeguatamente, risulta accogliente e funzionale (a prescindere dalla sua dimensione), regalando agli ospiti un soggiorno piacevole e invitandoli a sostarvi ulteriormente. Essa rende un valore aggiunto al territorio che la ospita, con tutte le implicazioni positive che ciò comporta.
Per realizzare un “porto di terra” di qualità è fondamentale che esso sia pensato per le esigenze specifiche dei veicoli ricreativi e dei loro utilizzatori.
La dotazione minima di un’area dovrebbe essere caratterizzata da un adeguato numero di piazzole, rapportato alle dimensioni del terreno (meglio se dotate di colonnine per l’elettricità) e da un’efficiente zona di scarico liquami e rifornimento acqua.
Aiutano a rendere le notti più sereneerassicuranti la presenza di una recinzione perimetrale, anche verde, e di un efficace
impianto d’illuminazione ed è pure gradita la dotazione di bidoni per la raccolta differenziata e di cartelloni topografici.
Per definire quanti camper può ospitare un’area, si deve quantificare lo spazio necessario in 100mq per ogni singola piazzola, esso deve comprendere sia i 40mq del posteggio che gli spazi di servizio (come la corsia di scarico, le strade o le aree verdi).
I percorsi devono essere congegnati in modo da limitare al massimo le manovre richieste ai v.r., posizionando ad esempio delle rotonde, ed è sempre consigliato tenere distinti i tracciati pedonali da quelli veicolari.
Questi ultimi, che devono essere larghi almeno 5 metri, possono essere realizzati in asfalto, in terra “stabilizzata” o con mattonelle autobloccanti, mentre la pavimentazione delle piazzole di sosta (di almeno 5x8 mentri) può essere di manto erboso, reso carrabile dall’installazione di grigliati plastici.
Se l’area è priva di alberature esse possono essere provviste di coperture realizzate in pvc o stuoie in canniccio supportate da strutture lignee o da profili in metallo zincato.
Inoltre in zone particolarmente esposte all’irraggiamento, utilizzare i pannelli solari come copertura è una soluzione di sicuro interesse.
L’area di scarico deve essere igienica e funzionale, ubicata ad adeguata distanza dalle piazzole di sosta e possibilmente caratterizzata da una corsia, con ingresso ed uscita. Per garantire un adeguato livello igienico, la zona del pozzetto va posta a relativa distanza dalla colonna di rifornimento di acqua, in modo che le due operazioni non vengano a sovrapporsi e possano essere svolte contemporaneamente da due equipaggi.
Per quanto riguarda le infrastrutture, è meglio evitare i manufatti improvvisati: oggi il mercato offre diversi prodotti in acciaio inox che garantiscono sicurezza di utilizzo e longevità nel tempo. Molti di questi pozzetti, spesso autopulenti, possono essere dotati di sistema a pagamento mediante gettoniera: sarà il gestore dell’area a decidere le modalità di pagamento del servizio che potrebbe, in alternativa, essere incluso nella quota di soggiorno. Una delle ultime tendenze è quella di offrire lo scarico gratuito e di fare pagare il solo approvvigionamento idrico, bene sempre più prezioso vista la carenza d’acqua.
Lo smaltimento delle acque reflue può avvenire attraverso la rete fognaria comunale, uniformandosi al regolamento edilizio locale, oppure mediante vasche a dispersione nel terreno (tipo Imhoff), o in alternativa con l’ausilio di cisterne a tenuta opportunamente dimensionate e svuotate periodicamente con l’autospurgo.
Un problema, frequente delle aree private a pagamento, è la gestione degli arrivi e delle partenze degli ospiti: si può affrontare adottando sistemi più o meno automatizzati, che funzionano mediante l’utilizzo di sbarre di accesso e tessere a scalare.
Un’area di sosta camper può essere completata da tutta una serie di attrezzature che, forse possono apparire superflue per la sosta breve, ma che aiutano a rendere ancor più gradevole il soggiorno degli ospiti.
La presenza di servizi igienici, di piccoli shop per la vendita di prodotti tipici e di accessori da campeggio, nonché di spazi ludici e zone pic-nic dotate di barbecue e arredi fissi, rendono la vita più facile e gradevole.
Se l’ubicazione del sito risulta un po’ defilata è interessante offrire un servizio navetta che possa accompagnare i turisti ai centri storici o alle attrattive più vicine.
Viceversa se ci si trova in zone dalle particolari valenze turistiche è una buona idea organizzare escursioni o visite guidate di vario genere, o predisporre un punto informativo che distribuisca opuscoli e mappe.
E’ interessante osservare come un terreno all’origine “statico” possa assumere, dopo essere predisposto ad accogliere i v.r., la dimensione di piccola “città temporanea”, frequentata da un popolo eterogeneo e in continua trasformazione, che nei periodi di bassa stagione può anche essere utilizzata come rimessaggio per i camperisti residenti in loco.
Per gli approfondimenti normativi vi invitiamo a leggere la pagina relativa - vai alla pagina
In collaborazione con lo studio di architettura Foschi e Nolletti di Forlì
Complimenti il progetto e le varie proposte sono ottime.
Speriamo che qualche sindaco veda il progetto e lo applichi sul suo comune e ne capisca il ritorno economico.
Ottimi consigli, dato che stiamo convincendo un amico ad aprirne una a S.Felice del Benaco, sul lago di Garda, burocrazia e amministrazione peermettendo.
21
Mar
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