La Provenza sconosciuta da visitare in camper
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La Provenza, che questo viaggio vuole proporre, è una Provenza meno nota e meno toccata dai flussi turistici. Qui, come invece è avvenuto nel Luberon, i ricchi inglesi o tedeschi non hanno messo su casa. Queste zone sono riservate a coloro che preferiscono vivere in un contesto più tranquillo e rifuggono dalle località alla moda. Tutto ciò non significa, però, che i villaggi od i territori che andremo a visitare siano meno belli o meno interessati. Anzi, molto spesso sono più genuini in quanto non sono stati toccati dalla frenesia della ristrutturazione delle case e, quindi, hanno mantenuto una tipicità ed uno stile di vita tradizionalmente semplice, non contaminati dall'afflusso di abitudini straniere.
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Il viaggio inizia con la visita del borgo di Ventavon, tipico villaggio abbarbicato su di una collina di 637 m. Il comune si raggiunge con la D942 che la si incontra sulla N85, in prossimità di Monetier-Allemont. Benchè sia situato nel dipartimento delle Hautes Alpes, Ventavon comincia a mostrare nelle sue case e nelle sue stradine un carattere tipicamente provenzale che, tra l'altro, costituisce la sua attrattiva principale.
Non sono molti, infatti, i monumenti degni di nota che si possono ammirare. Il villaggio stesso è un monumento.
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Il visitatore lo dovrà scoprire gradualmente passeggiando nelle sue viuzze e soffermandosi nelle sue piazzette, ammirando le sue abitazioni e godendosi il panorama sulla piana della Durance. La visita successiva riguarda Sisteron, raggiungibile con la N85 in direzione sud. Considerata la chiave di ingresso in Provenza, la cittadina possiede uno storico passato di gloria che trova la sua espressione nella cittadella che corona l'agglomerato urbano dall'alto del suo sperone roccioso. Ai suoi piedi si sviluppa il centro storico, con i suoi tetti di tegole antiche e le sue piccole piazze, ornate da alberi o da fontane. Da vedere la cittadella, la Cappella Notre Dame du Chateau, la Cattedrale Notre Dame des Pommiers, il Convento di San Domenico, la Chiesa di San Marcello, la torre cittadina, il centro antico e le vestigia del Convento dei Francescani.
Agli amanti della buona cucina ricordiamo che l'agnello di Sisteron è conosciuto in tutta la Francia ed è considerato una vera prelibatezza.
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| La N85 continua a portarci verso sud. Superata Chateau Arnoux con il suo castello rinascimentale, prendiamo a destra la strada che porta a Montfort. Abbarbicato come una fortezza inespugnabile su di una collina a picco sulla piana della Durance, il villaggio attira l'occhio e risveglial'interesse del visitatore già da distante. Una volta giunti al parcheggio situato alla sommità del borgo, ( attenzione perchè la salita è molto ripida anche per un'autovettura ) si notano i resti di un forte dal quale, molto probabilmente, il comune prende il nome. Lassù in cima, si impone una pausa per ammirare il maestoso panorama sul villaggio e sull'immensa pianura, sui campi coltivati e sulla Durance. Prendendo le scale che scendono verso il basso, si incontrano fresche stradine bordate di basse case in pietra a secco, la chiesa con il suo campanile romanico, terrazze e giardinetti fioriti. |
| Tutto ciò si risolve in un incredibile ambiente medievale, costruito su scale vertiginose, dal meraviglioso patrimonio architettonico. Anche la natura dà il meglio di se offrendo al visitatore una profusione di alberi di fichi, ulivi, cipressi, lavanda, oleandri e piante grasse senza dimenticare le vigne abbarbicate sui fianchi della collina. Proprio di fronte a Montfort, sull' altra sponda della Durance, si trova il borgo di Les Mées. Il villaggio deve la sua notorietà alle formazioni rocciose che si ergono a più di 100 m di altezza. Chiamate les Pénitents des Mées, in ragione del loro profilo, hanno dato vita ad una leggenda pittoresca. |
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In pratica si tratterebbe di monaci della Montagne de Lure, pietrificati da San Donato per essersi invaghiti, ai tempi delle invasioni saracene, di giovani e belle donne arabe, portate in Francia, al ritorno dalle crociate, da un signorotto locale. Effettivamente le rocceassomigliano in modo impressionante ad una processione di monaci incappucciati camminanti con atteggiamento vergognoso per i loro desideri lussuriosi. Oltre alle già citate formazioni rocciose sono degne di una visita la Chiesa Notre Dame de l'Olivier, le porte medievali e il portale del XVI secolo. Ricordiamo che Les Mées è il comune delle Alpi dell'Alta Provenza che possiede il più alto numero di ulivi. L'olio d'oliva ivi prodotto è molto conosciuto per la sua qualità ed è stato più volte premiato.
I buongustai sono avvisati.
Campeggio: Camping Municipal “La Pinede” Rue Clovis Picon |
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| La N85, che dopo Chateau Arnoux diventa N96, ci porta a Lurs, altro splendido villaggio, posto su di uno sperone verdeggiante dominante la vallata della Durance, la cui fondazione è attribuita in modo concorde dagli storici, a Carlo Magno. Appena prima di arrivare in cima alla strada che porta al borgo, si potrà ammirare la vista d'insieme di Lurs con ai suoi piedi una cascata di olivi e le sue case, con le facciate rivolte al sole ed armoniosamente poste le une contro le altre. Entrando nel paesino si scoprirà un dedalo di viuzze sui lati delle quali, si possono ammirare delle superbe dimore di pietra. Ognuna di queste conserva il suo carattere autentico ed ogni porta ed ogni finestra viene armoniosamente valorizzata. Le facciate nascondono al proprio interno giardini, terrazze, ed ambienti degni delle migliori riviste di decorazione. All'inizio del XI secolo i Vescovi |
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di Sisteron, attratti dalla bellezza del sito, vi costruirono la loro residenza estiva ed un seminario. Questo edificio esiste ancora ai giorni nostri, trasformato in comodo hotel. A sud del villaggio si staglia la silhoutte del castello dei principi di Sisteron. Oggi è una proprietà privata e si può ammirare solo esternamente. Da vedere inoltre la Chiesa in stile romanico provenzale, la Cappella di San Michele, la passeggiata dei Vescovi sulla quale si affacciano quindici oratori, la Cappella Notre Dame de Vie e Notre Dame des Anges.
Riprendiamo nuovamente la N 96 per lasciarla a Volx dove, all'inizio del paese, svoltiamo a destra sulla D 13. La prima sosta, su questa nuova strada, la effettuiamo a Saint Maime, grazioso piccolo borgo del Pays di Forcalquier, edificato al riparo di una cresta rocciosa.
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Dalla piazza del villaggio si ha una vista mozzafiato sul massiccio del Luberon. Il modo migliore per apprezzare il fascino di Saint Maime e di impregnarsi della dolce atmosfera che qui vi regna è di passeggiare nelle sue stradine, di ammirare le sue case antiche, di visitare la Chiesa di Saint Maxime con il suo campanile e di fermarsi ad osservare le sue belle fontane. Salendo sulla sommità della cresta rocciosa, si avrà la possibilità di godere appieno dello spettacolare panorama dell'insieme del territorio di Forcalquier. Lassù in cima ci accoglierà la Cappella di Sant'Agata del XII secolo e, salendo ancora più in alto sino al castello medievale, si scopriranno le rovine di un bastione e di una torre, il tutto abbracciando una vista meravigliosa. Non per niente il luogo è considerato sito protetto.
Campeggio: La Rivière Località Les Cotes |
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Dauphin dista due passi da Saint Maime e si raggiunge sempre con la D 13. Questo magnifico minuscolo villaggio è situato tra il Luberon ed il plateau di Valensole e fa parte dei più bei villaggi arroccati delle Alpi dell'Alta Provenza. Appena varcato il portale di accesso, ci si trova circondati dallo charme di questo spettacolare borgo. Gironzolando a lungo nelle sue stradine che si infilano sotto a passaggi coperti, si scopriranno magnifiche case antiche con le facciate in pietra del XVI e XVII secolo, delle belle porte e finestre con gli stipiti scolpiti, da cui si potrà apprezzare la cura utilizzata per il loro restauro. Il villaggio è un sito classificato e conserva delle belle vestigia storiche. Da vedere la Chiesa di San Martino, la Cappella d'Hubage, i passaggi e le porte del Coulard, la porta della Gardette ed infine le torri ed i bastioni.
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Dalla sommità della torre si può contemplare il magnifico panorama offerto sul Luberon e sui suoi massicci. Dalla terrazza del vecchio castello si ha una vista stupenda sui villaggi di Saint Maime e di Mane ed, in lontananza, si può scorgere la cittadella di Forcalquier.
Campeggio: L'Eau Vive Les Encontres RD 13
Mane, come abbiamo visto, si può già scorgere da Dauphin, pertanto la strada per raggiungerlo è veramente poca. Situato anch'esso nel cuore du Pays de Forcalquier è edificato su di una collina coronata da un doppio bastione. Visitando il villaggio si scoprirà la facciata barocca della Chiesa di Sant'Andrea, inquadrata da due porte monumentali e dalla torre che funge da campanile.
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Nella strada Alta si potrà ammirare la casa Miravail del XVI e XVIII secolo. I bastioni, gli hotel particolari e le case antiche sono stati costruiti con la pietra di Mane, proveniente dalle vicine cave e che dona a tutto il villaggio una perfetta unità di stile. Il comune ha la fortuna di possedere l'unica fortificazione completa della Alta Provenza anteriore al XVII secolo. La si potrà scoprire salendo alla sommità del borgo. Dalla cittadella, che conserva intatte il portale con le caditoie e le garitte d'angolo, si ha una vista magnifica sulla pianura, sulle cupole dell'osservatorio Saint Michel, sul Luberon e, in primo piano, il grazioso mosaico dei tetti di Mane.
A due chilometri dal villaggio, sulla N 100 in direzione di Apt, si trova il castello di Sauvan, denominato il piccolo Trianon provenzale. Costruito nel 1720, è stato recentemente restaurato nel puro stile classico francese d'origine.
Sempre sulla N 100 si trova, poco oltre il maniero, il Priorato Notre Dame di Salagon che ospita la Conservatoria del Patrimonio Etnologico dell'Alta Provenza. Nel suo complesso si possono ammirare i risultati delle ricerche, il giardino delle piante aromatiche e il giardino medievale.
La strada N 100, attraversando un territorio incolto in cui prosperano il timo e la lavanda allo stato naturale, ci conduce a Cèreste.
Posto ai piedi del massiccio del Luberon, tra il Pays de Forcalquier e il Pays d'Apt, il villaggio si trova in mezzo ad un paesaggio di bellezza eccezionale. Passeggiando nelle ripide viuzze della parte medievale, si avrà l'opportunità di vedere delle belle case in pietra del XV e XVIII secolo. Nella piazza Verdun si potranno ammirare i doccioni protendersi da facciate del XVII e XVIII secolo. Gradualmente, tutte le case più importanti dal punto di vista monumentale vengono restaurate e riportate all'antico splendore.
Alcune sono trasformate in alberghi, altre in botteghe d'arte o d'artigianato. Uscendo dal villaggio, sulla sinistra, si potrà fare una gradevole passeggiata nel pittoresco “Nid d'Amour” con le sue belle fontane, vecchie piccionaie e antichi guadi . A degno coronamento della passeggiata, vale la pena di fermarsi ad ammirare il sito del Priorato di Carluc con le sue curiosità archeologiche e la sua Cappella romanica del XIII secolo. |
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Seguendo la N 100, nel suo percorso verso ovest, giungiamo ad Apt. Tipica cittadina dall'aspetto provenzale, trova la sua particolarità più importante nella gastronomia, infatti è considerata la capitale mondiale della frutta candita. Famoso è il mercato che si tiene il sabato mattina in piazza dei Martiri della Resistenza, dove i buongustai possono trovare un assortimento eccezionale di prodotti locali di alto valore gastronomico.
Dal punto di visto artistico monumentale Apt non offre granchè ed inoltre ha dei problemi di parcheggio per cui non ci sentiamo di consigliarne la visita. Tuttavia, pochè possiede due campeggi, esiste sempre la possibilità che qualche viaggiatore, per questioni logistiche, decida di passarvi la notte. Se così fosse, una visita al suo centro storico ed alla Cattedrale di Sant'Anna, non sarebbe certamente sprecata.
Campeggi:
| Camping Le Luberon Route de Saignon |
GPS: 43 51 59 N 5 24 47 E |
| Camping Municipal de la Laune |
Chemin Saint Honorè (vicino al centro storico) |
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| Svoltiamo ora a destra sulla D 22 in direzione di Simiane la Rotonde. Però, prima di raggiungere questo piccolo villaggio dell'Alta Provenza, ci fermiamo al Colorado di Rustrel per ammirarne le cave d'ocra che si offrono al visitatore con tutto lo splendore delle loro sabbie multicolore e delle forme particolari che l'escavazione e l'erosione naturale hanno prodotto. Certamente che chi ha già visitato il sito di Roussillon non sarà colpito come colui che si avvicina per la prima volta a questo tipo di spettacolo. Tuttavia, noi pensiamo che ciò che è bello rimane bello anche se si è già visto e un'eventuale ripetizione non può che farci apprezzare maggiormente questa meraviglia, in parte creata dalla natura ed in parte dall'uomo. |
| Riprendiamo la D22 che lasceremo solamente giunti a Simiane la Rotonde. Il villaggio, arroccato su di una collina circondata da campi di lavanda, è stato classificato come “città di carattere”. Possiede un ricco patrimonio storico che si farà apprezzare con le sue curiosità architettoniche che datano dal medioevo al rinascimento. Della fortezza dei signori di Simiane rimane solamente la rotonda del XII secolo che ha dato nome al comune. Il paese ha avuto un passato molto prospero e qualche grande dimora e hotel particolari ne testimonia ancora oggi la ricchezza. |
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Passeggiando nelle stradine si potranno osservare facciate sontuose, porte scolpite e finestre dai delicati ornamenti. Dai giardini e dalle terrazze fiancheggianti le stradine, si potranno ammirare degli stupendi panorami sui campi di lavanda. Bisogna sottolineare che, per anni, Simiane è stata la capitale regionale della lavanda ed ancora oggi è un importante centro di produzione.
Lasciamo Simiane con la D51 che in cinque chilometri ci porta a Banon. Addossato al plateau d'Albion, tra la montagne de Lure e il Mont Ventoux, il villaggio ha mantenuto il suo carattere autentico e naturale. Circondato da campi di lavanda, di cereali e da colline delicatamente profumate dalle erbe aromatiche, Banon deve la sua popolarità ai piccoli formaggi di capra avvolti in una foglia secca di castagno e legati con un filo di rafia.
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Accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso e da del pane fresco di campagna questo formaggio diventa una ghiottoneria a cui difficilmente si può resistere. Ve lo dice un intenditore che vivrebbe a pane e formaggio. Da non perdere assolutamente le mura del XV secolo, i resti delle fortificazioni, la porta del XIV secolo con le caditoie, l'antico Hotel Dieu perfettamente restaurato, le case del XVI secolo e le stradine porticate.
Campeggio: Camping l'Epi Bleu luogo chiamato le Gravières
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Lasciamo Banon con ancora il gusto e l'aroma del formaggio e prendiamo la D 950 che ci porta a Forcalquier. Graziosa cittadina, dalla varietà dei paesaggi e dalla vegetazione fatta di lavanda e di piante aromatiche che profumano delicatamente l'aria pura che qui si respira, possiede una cittadella dalla quale si può ammirare un panorama magnifico sia sul centro urbano che sui dintorni. Tutte le domeniche mattina, sempre alla cittadella, si può ascoltare il concerto dell'unico carillon manuale di tutta la Provenza. Gli amanti dei mercati tradizionali potranno, al lunedì mattina, circolare tra i vari banchi, che invadono e riempiono con i loro profumi tutto il centro cittadino. Grazie all'atmosfera serena e rilassante di Forcalquier, molti scrittori, pittori, scultori e artisti diversi sono venuti a vivere in questa città, affascinati dal centro storico pieno di charme con le sue stradine, le sue piccole piazze ombreggiate e le sue dimore del XIII e XV secolo.
Campeggio: Camping Indigo Route de Sigonce GPS: 43 57 45 N 05 47 33 E
La visita di Forcalquier mette la parola fine a questo viaggio nell'Alta Provenza che, ancora una volta, ci ha saputo affascinare con i suoi colori, i suoi profumi, i suoi monumenti e, lasciatemelo dire, con la sua gastronomia. Come abbiamo anticipato in premessa, questa zona è meno nota ai più e difficilmente toccata dal turismo di massa. Tutto ciò, direi, va a favore di questi luoghi che possono essere visitati con tutta la calma e la tranquillità necessarie ad un vero appassionato di viaggi.
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