Sappiamo bene che molti nostri lettori non hanno certo bisogno di questa pagina che non ha assolutamente l'ardire di definirsi "guida". Infatti la nostra intenzione è di fornire succinti chiarimenti a chi non ha dimestichezza con il mondo dei motori.
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La "distribuzione" è il complesso di organi che trasmette (a velocità dimezzata) il moto agli alberi a camme della testata che poi agiscono sulle valvole di aspirazione e scarico ed ha una posizione ben determinata e non variabile rispetto all'albero motore.
Sui motori moderni si è assistito ad un ritorno della catena di distribuzione al posto della cinghia, come quella nell'immagine qui sottoo, perchè praticamente vive quanto il motore e non ha sostituzioni intermedie come invece la classica cinghia dentata.
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| Vediamo di analizzare pro e contro delle varie soluzioni: |
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CINGHIA DENTATA: costruita in gomma e rinforzata con fibre di kevlar o di vetro e leggera.
E' economica, sopporta alti regimi di rotazione, è silenziosa e con il suo dorso può comandare organi ausiliari quali pompa raffreddamento e pompa servosterzo.
Non deve essere lubrificata.
Per contro invecchia seccandosi e screpolandosi e va sostituita ad intervalli temporali o chilometrici definiti insieme a tutta la sua cinematica di tenditori.
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CATENA: costruita in metallo ad alta resistenza, vive quanto il motore, non ha bisogno di interventi manutentivi periodici.
Può trascinare componenti che richiedano un discreto prelievo di potenza (pompa servosterzo mot. FIAT/IVECO 3.0) ma è più pesante della cinghia.
Ha rami mantenuti in tensione da tenditori idraulici alimentati dalla pressione dell'olio motore, ha pattini che si usurano molto lentamente, deve essere lubrificata, è leggermente più rumorosa e sopporta male gli alti regimi.
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| Esiste anche un terzo tipo a cascata di ingranaggi ma è utilizzata solo su grossi motori da autocarro. |
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Un suo cedimento e/o allentamento con “salto di denti” o una rottura della distribuzione (sia essa catena o cinghia), porterebbe allo sfasamento degli alberi a camme e ad un danno importante al motore.
In pratica se ciò avvenisse col motore in moto oltre allo spegnimento istantaneo accadrebbe che la sommità dei pistoni andrebbe a cozzare sulle valvole rimaste aperte, quando non previsto, piegandole. Il risultato immediato è il danneggiamento delle valvole stesse e delle loro sedi sulla testata.
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Nei casi più gravi (rotture ad alto regime) anche i pistoni si danneggino irrimediabilmente con la possibilità di estensione del danno delle bielle (ossia le parti che trasformano il movimento alternativo dei pistoni in quello rotatorio sull'albero motore).
Il danno economico per un simile evento potete ben immaginarlo.
Spesso il motore è da sostituire poichè la riparazione probabilmente non è più conveniente!!
Per quanto concerne la cinghia dentata, occorre rispettare le scadenze temporali di sostituzione (specie in caso di uso limitato come nei VR) se raggiunte prima, in alternativa occorre rispettare quelle chilometriche.
E' bene verificare acusticamente anche la catena: a cofano aperto, motore caldo ed al minimo non vi devono essere anomali rumori di sfregamento nè ciclici - simili a frustate - oltre ad una rotazione regolare del motore. Nel caso fare verificare tenditori idraulici e pattini.
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Per meglio gestire questo aspetto manutentivo sarebbe auspicabile che i mezzi utilizzati per l'allestimento "camper" venissero dotati di conta-ore, oltre ai normali strumenti di misurazione della velocità .
L'operazione di sostituzione della cinghia non è alla portata del comune hobbista, soprattutto nelle nuove meccaniche a 16 valvole, che adottano procedure di blocco in fase degli alberi a camme e che richiedono attrezzatura specifica ed anche una particolare procedura di tensionamento.
Sarebbe opportuno, oltre alla sostituzione di tutti i tendicinghia, provvedere anche alla sostituzione della pompa di raffreddamento che risulta particolarmente sollecitata nel suo cuscinetto. Economizzare su questi interventi preventivi vuol dire che nel breve periodo potrebbe rendersi necessario rismontare il tutto dopo poco tempo a causa perdite di liquido o rumori anomali (sibili) dei tendicinghia o della pompa stessa.
In casi come questi i costi in termini di ore di lavoro si moltiplicano per 2.
Anche nel malaugurato caso di interventi necessari sulla catena di distribuzione non è possibile operare a livello hobbistico. Nel caso della catena si accede a parti lubrificate che richiedono sigillatura al rimontaggio per scongiurare perdite di olio.
Un valido suggerimento - molto vecchio peraltro - potrebbe essere quello di “ascoltare” attentamente di tanto in tanto il nostro motore, cercando di cogliere sfumature nel suo funzionamento che potrebbero essere la spia di possibili problemi futuri, che se “curati” per tempo ed in via preventiva, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ci faranno risparmiare in costi, disagi e seccature in viaggio.
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| Davide Lissandrin |