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Visite e Viaggi Itineranti

La Russia in Camper - prima parte

 

 


Premessa

Erano anni che mia moglie mi chiedeva di effettuare un viaggio a San Pietroburgo. Io ho sempre nicchiato perché, durante le mie trasferte di lavoro nei paesi dell'Europa dell'est, avevo avuto l'impressione che queste nazioni non fossero ancora pronte per ricevere il turismo e poi perché avrei dovuto effettuare un viaggio in aereo e, benché io sia un" frequent traveller", non amo molto viaggiare con questo mezzo che considero scomodo e poco pratico in una vacanza itinerante. Io sono un amante del camper e francamente pensare di non poterlo utilizzare nei nostri viaggi di   piacere mi crea problemi. Fortunatamente ci è venuto in aiuto il Camper Club La Granda che ogni anno organizza, per i propri iscritti, viaggi in Russia con il vr. Ci siamo messi in contatto con l'organizzazione ed abbiamo parlato proprio con il Sig. Piero Marenco che è la persona che accompagna annualmente il gruppo nell'ex Unione Sovietica.
Questo signore ci ha elencato, con molta obiettività, i problemi legati ad un viaggio così difficile. Mi ricordo che le sue prime parole sono state :" in Russia non esiste niente di definitivo. Ciò che era valido nel viaggio dell'anno precedente non lo sarà certamente nel prossimo". Effettivamente abbiamo potuto constatare di persona la veridicità delle sue parole. Tuttavia ci ha anche elencato, con molto entusiasmo, i pregi di un tale viaggio; primo fra tutti il cameratismo che, dopo un po' di tempo, viene ad instaurarsi tra i componenti della spedizione senza dimenticare, comunque, le bellezze artistiche e gli aspetti etnici di questa nazione così poco conosciuta ai più di noi. Certamente le sue parole sono state convincenti perché, senza indugiare molto, ci siamo iscritti per il viaggio di agosto 2009 che, se non sbaglio, è il nono organizzato da questo club.
Il punto di ritrovo di tutti gli equipaggi è fissato a Rezekne in Lettonia da dove, il 7 di agosto 2009, si partirà alla volta della Russia. Approfittiamo quindi delle tappe di avvicinamento per visitare la Masuria che, stando ai miei conoscenti polacchi, è una regione assolutamente da vedere.

Il diario del viaggio

Premetto che il club, visto la loro esperienza, ci ha fornito degli itinerari di massima. Noi abbiamo scelto di passare per la
Germania per sfruttare l'ottima rete autostradale di questo paese e quindi velocizzare al massimo l'arrivo in Masuria.

Giovedì 30/07/2009
Partenza da Villar Perosa con destinazione Vipiteno dove intendiamo fermarci per la notte nell'area di sosta dell'autoporto. Il
pernottamento costa 12 euro, elettricità inclusa. Direi che la sistemazione è ideale anche se purtroppo dista circa due chilometri dal centro di questa bella cittadina.

Venerdì 31/07/09
Lasciamo Vipiteno con una bella giornata di sole e entriamo in Austria dal valico del Brennero attraversando un paesaggio magnifico.
Dopo qualche chilometro entriamo in Germania e procediamo sino ad Issigau dove ci fermiamo a pernottare in un campeggio splendidamente situato nel parco di un castello. I servizi sono di ottima qualità e certamente di uno standard di livello superiore. Il paese in se stesso non è eccezionale anzi, sembra quasi dimesso rispetto a quanto siamo abituati a vedere in questa nazione. Il motivo può essere imputato al fatto che Issigau si trovava a cavallo della linea di confine tra la parte orientale ed occidentale della Germania e quindi lontano dai flussi turistici e dalla circolazione del denaro. Gli abitanti tuttavia stanno cercando di migliorare l'estetica del loro villaggio abbellendo le finestre delle case con belle tende e monili vari e ornando i giardini con palline colorate.

Sabato 01/08/2009
Proseguiamo il viaggio verso la Polonia con direzione Berlino. L'autostrada attraversa un paesaggio fatto di folte foreste di pini e
di coltivazioni di grano e di barbabietole. Notiamo che i tedeschi sono molto sensibili alle energie rinnovabili infatti, durante il tragitto, si può vedere che i tetti delle case sono praticamente tutti ricoperti di pannelli fotovoltaici e vaste zone sono adibite all'installazione di generatori eolici.
Giunti a Francoforte sull'Oder attraversiamo il confine con la Polonia. Purtroppo in terra polacca lo stato delle strada cambia
notevolmente ed in molti tratti siamo costretti a viaggiare a passo d'uomo. Fortunatamente poco prima di Poznan imbocchiamo l'autostrada che porta a Varsavia e la situazione viabilità migliora notevolmente. A Wrzesnia troviamo il campeggio n° 190. La struttura è molto piccola e spartana, ma è silenziosa ed i servizi sono puliti ed in più, dulcis in fundo, costa praticamente niente.

Domenica 02/08/2009
Partenza in direzione della Masuria. Lungo la strada troviamo estese coltivazioni di grano, mais, barbabietole rosse e foreste,
immense foreste ai margini delle quali vi sono innumerevoli persone che vendono funghi, mirtilli e marmellate di frutti di bosco. Le strade sono sconnesse ed incontriamo parecchi cantieri che rallentano ulteriormente l'andatura. Finalmente a metà pomeriggio arriviamo in Masuria e precisamente a Mikolajki, bel paesino posto sulle rive di un grande lago. Ci fermiamo al camping Vagabunda il quale si trova a distanza di cammino dal centro paese. Visto la posizione amena del sito decidiamo di fermarci in questo bel posto per almeno un altro giorno allo scopo di rilassarci prima di affrontare la Russia.

Lunedì 03/08/2009
Giornata dedicata alla visita di Mikolajki ed alle pulizie prima del grande balzo.
Il paese è bellino anche se molto turistico. Possiede un bel porto dove si possono noleggiare barche di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. In tono minore ricorda un po' Riccione con molti ristoranti e ritrovi per i giovani. Notiamo infatti una folta e bella gioventù che, dopo la pratica degli sport acquatici, o si dedica allo struscio sul lungolago o occupa i tavoli dei numerosi bar.

Martedì 04/08/2009
Questa mattina la partenza avviene ad ore antelucane. Infatti dobbiamo raggiungere il punto di ritrovo in Lettonia che dista più di
seicento chilometri. Entriamo in Lituania nei pressi di Szypliszki e seguiamo la direttrice che ci porta a Marijampolé e successivamente a Kaunas. Il paesaggio è simile a quello della Polonia. Le strade di collegamento sono ben tenute ed il traffico, nonostante i TIR, è scorrevole. Vediamo molte cicogne e vaste zone coltivate a prato

Mikolajki

con il bestiame al pascolo. Attraversiamo Zarasai e giungiamo al confine con la Lettonia. Prendiamo la A13 che ci porta a Daugavpils e successivamente a Rezekne. Il paesaggio continua ad essere piatto e coperto di foreste e di pascoli. Il fondo stradale purtroppo peggiora sensibilmente obbligandoci a rallentare l'andatura di marcia. Incontriamo molti cantieri che ci costringono a lunghe soste. Notiamo che le case sono molto trascurate e questo ci fa supporre che la Lettonia sia un paese più povero rispetto alle altre repubbliche baltiche.

Laimas Nams

Finalmente, dopo il patimento subito sulle strade, giungiamo al punto d'incontro degli equipaggi che dista una trentina di chilometri da Rezekne in direzione ovest. L'area parcheggio si trova vicino ad una struttura pseudo sportiva, chiamata Laimas Nams e costruita con i fondi comunitari europei. La struttura è molto bella e mette a nostra disposizione elettricità, prese d'acqua, sevizi igienici con docce e punti di scarico anche se un po' approssimativi.
Ad accoglierci troviamo il Sig. Marenco che ci indirizza alla nostra area di parcheggio. A questo punto desidero fare un piccolo
inciso sull'accoglienza ricevuta al nostro arrivo. Mia moglie ed io siamo delle persone abbastanza solitarie ed è forse per questo il motivo che amiamo così tanto il camper. Esso ci permette di viaggiare a nostro piacimento senza dover sottostare a regole se non quelle del vivere civile. In questo viaggio saremmo stati trentasei camper e dividere il nostro tempo per circa tre settimane con altre persone ci preoccupava un pochino. Preoccupazione assolutamente inutile. Non avevamo ancora spento il motore del mezzo che molte persone sono venute a darci il benvenuto ed aiutarci nella sistemazione mettendoci immediatamente a nostro

agio. In particolare mi piace ricordare un signore di Venezia, che si rivelerà poi il decano della spedizione, il quale, venendoci a salutare con arguzia tipicamente veneta, ci ha fatto capire che la partecipazione a questo viaggio era stata la scelta giusta.

Mercoledì 05/08/2009
Intera giornata a Laimas Nams dove abbiamo approfittato per sistemare il camper, rabboccare i serbatoi, dare il benvenuto ad altri
equipaggi, approfondire la conoscenza con le altre persone e rilassarci. Mia moglie è addirittura andata a cercare funghi in un vicino bosco portando a casa un discreto bottino.

Giovedì 06/08/2009
Incontro con tutti i partecipanti all'avventura russa. Il capo carovana ci fornisce tutte le istruzioni per il viaggio. Viene estratta
a sorte la posizione di ciascun camper nel lungo serpentone. Noi siamo fortunati; ci tocca il numero sei. Praticamente in testa al gruppo.
Cena al ristorante della struttura a cui aderiscono tutte le persone presenti. Il mangiare, anche se molto semplice, ci ha
soddisfatti. L'unico rimpianto è che ho dovuto accompagnarlo con la birra e non con il vino e per un piemontese doc questo è un tradimento.

Venerdì 07/08/2009
Sveglia alle 5,00 per essere operativi alle 6,00. Senza indugi il lungo serpentone si mette in marcia. Alle 8,00 siamo alla frontiera
russa. Incontriamo una fila di TIR lunga almeno una quindicina di chilometri in attesa di passare la frontiera. Certamente i presupposti non sono

confortanti. Eravamo stati avvertiti di aspettarci un transito non facile, ma ciò che abbiamo visto va al di la delle previsioni più pessimistiche. In ogni caso non ci scoraggiamo e sorpassiamo la lunga fila finché anche noi dobbiamo fermarci ed arrenderci alla burocrazia lettone e russa. La giornata scorre monotona nell'attesa del miracolo. Ne approfittiamo per approfondire la conoscenza con gli altri equipaggi.Finalmente alle 20,45, dopo ben quasi tredici ore di attesa, riusciamo a superare il valico di frontiera. Da notare che noi eravamo il camper numero sei; l'ultimo camper della colonna e precisamente il trentasei arriverà alla stazione di servizio, dove abbiamo deciso di trascorrere la notte, alle ore 23,00.
Questo è uno degli aspetti più snervanti dei viaggi in questi paesi. La burocrazia è opprimente e sinceramente non so se biasimare i lettoni che non ci facevano uscire od i russi che non ci facevano entrare. Probabilmente il biasimo va a tutti e due in quanto, da ciò che abbiamo potuto capire, le guardie di frontiera si divertono a farsi reciprocamente dei dispetti e chi ci perde è il povero viaggiatore che subisce.

Coda alla frontiera Russa

Certamente noi cittadini Ue abituati a passare da una nazione all'altra senza nessuna formalità mal ci adattiamo a questo abuso che poi in realtà non so a cosa possa servire.

Sabato 08/08/2009
Sveglia alle 5,15 e partenza alle 6,30. Oggi dobbiamo percorrere circa settecentocinquanta chilometri per arrivare a Mosca. Per colpa
del ritardo accumulato ieri nel passaggio della frontiera abbiamo dovuto modificare il programma di viaggio e pertanto i chilometri che avremmo dovuto fare venerdì ce li dobbiamo sorbire tutti oggi. Il morale è tuttavia alto e la strada in più non ci impensierisce anche perché non avevamo ancora preso conoscenza della famose strade russe. Immaginatevi il letto di un torrente ed avrete un'idea del loro stato. Colmo dell'ironia è che, ad un certo punto, siamo arrivati ad imboccare l'unica strada a pedaggio di tutta la Russia.
Pensavamo fosse un biliardo e invece si è rivelata peggiore di quelle gratuite. Attraversiamo una vasta pianura fatta di foreste e di terreni incolti. Lungo le strade troviamo molte donne anziane e bambini che vendono i miseri prodotti della loro terra: funghi, mirtilli, lamponi, qualche mela striminzita, patate e soprattutto cetrioli che poi si riveleranno un ingrediente molto usato nella cucina russa. Lungo il percorso incontriamo auto 

Paesaggio russo

nuove, ma anche auto piuttosto datate che son state prodotte su licenza FIAT nella famosa fabbrica di Togliattigrad. Certamente vederle oggi è un anacronismo però in qualche modo ci ha fatto piacere perché ci ha ricordato la nostra gioventù.
Durante il tragitto facciamo una sosta nella cittadina in cui la famiglia di Gagarin gestiva una stazione di servizio. La città, che
ora porta il nome dell'astronauta, è soprattutto famosa per la vendita del pesce affumicato od essiccato. Posta nelle vicinanze di un lago ricco di prede, trae parzialmente il suo sostentamento dal commercio della fauna ittica. La curiosità sta nel fatto che, lungo il tratto cittadino della strada, vi sono decine di botteghini in legno dove le donne vendono i prodotti della pesca. Certamente la pulizia lascia alquanto a desiderare e, forse spaventati da questo, non ci siamo arrischiati a comprarlo. Errore madornale perché, quando nei giorni successivi, abbiamo avuto occasione di assaggiarlo l'abbiamo trovato squisito. Figuratevi che è piaciuto persino a mia moglie che, da brava montanara piemontese allevata a latte e formaggio, non assaggia niente di quello che vive in acqua. A volte sarebbe meglio lasciare i

pregiudizi a casa.
Finalmente, dopo una giornata estenuante di guida, raggiungiamo, alle 21,45, l'area di sosta messa a nostra disposizione a Mosca.
Siamo tutti stanchi, ma soddisfatti. Abbiamo guidato senza soverchi problemi sulla rete viaria russa ed abbiamo percorso il micidiale percorso anulare della capitale.

Domenica 09/08/2009
Oggi visita di Mosca. Gli equipaggi vengono suddivisi, per questioni di praticità, in due gruppi: i verdi ed i gialli. Noi facciamo
parte dei gialli e

quindi ci tocca l'autobus due e Victoria come guida. Il primo impatto con la capitale è senz'altro positivo. Memore dei miei precedenti viaggi in terra orientale mi aspettavo una città tendente al grigio con casermoni anonimi e magari decadenti.
Niente di più sbagliato. Mosca si è invece rivelata una città estremamente ben tenuta con ampie strade immerse nel verde, parchi,
aiuole fiorite, pulita ed ordinata. Francamente ho visitato altre città europee e statunitensi, anche più piccole di Mosca, che conta circa dieci milioni di abitanti, e non le ho trovate così ben tenute. E' vero che la capitale è ed è sempre stata il simbolo di tutti regimi che hanno governato questa terra immensa e quindi era ed è d'uopo fornire al visitatore un'immagine edificante di chi governa.
In realtà Mosca non è la Russia. E' sufficiente allontanarsi di una decina di chilometri dal centro per trovare tutt'altra realtà
In ogni caso, al di la di qualsiasi considerazione, Mosca è una bella città e pertanto va apprezzata come tale.

Isbe fuori Mosca

La visita inizia dalla Collina dei Passeri, un'altura di circa settanta metri. Qui si può vedere l'università fondata dall'Imperatrice Elisabetta su richiesta di Lomonosov. La sua attuale sede si trova in uno dei palazzi voluti da Stalin per celebrare la grandezza del comunismo o se stesso.

La sede dell'Università di Mosca

L'edificio, costruito negli anni trenta del secolo scorso è molto piacevole esteticamente e non ha nulla a che vedere con il rigore architettonico voluto successivamente da Breznev.
La nostra guida Victoria è molto preparata è sa darci, con molta professionalità, delle spiegazioni esaurienti.
La visita prosegue con la Chiesa della Trinità, piccola, ma molto accogliente. Questa è forse la chiesa che mi ha colpito di più dal
punto di vista mistico. E' in corso una messa ortodossa e notiamo moltissimi devoti, tra cui molti

La chiesa della Trinità

giovani, che assistono alla funzione.
Visitiamo ora la Collina degli Inchini destinata, forse in modo un po' troppo retorico, alla commemorazione della vittoria del
comunismo contro il nazismo. Tuttavia l'insieme è di effetto e, anche se c'è un pizzico di retorica in più, non dispiace.

Il convento di Novodevicij

Successivamente visitiamo, solamente dall'esterno, il convento di Novodevicij o monastero delle Nuove Vergini. La tradizione vuole che qui fossero confinate le donne più importanti della corte imperiale che in qualche modo avessero tramato contro il potere costituito.
Il convento è situato su di un bacino artificiale denominato il Lago dei Cigni. Sembra che Tchaikovsky si sia ispirato a questo lago
per comporre le musiche del balletto che porta lo stesso nome.
Ci trasferiamo quindi al cimitero di Novodevicij, un cimitero monumentale dove sono sepolti i personaggi più rappresentativi
dell'Unione Sovietica prima e della Russia ora. Poiché il comunismo propugnava l'ateismo, le tombe non sono ornate da croci, ma da busti o simboli. L'insieme risulta così un po' troppo carico di

Tomba di Raissa Gorbaciova

retorica e di culto della personalità. La tomba che forse ci ha colpito maggiormente è quella di Raissa Gorbaciova che, benché sia arricchita da una statua a figura intera, è molto semplice e non vuole in alcun modo esaltarne il culto, ma semplicemente ricordare un figura che insieme al marito ha avuto un ruolo importantissimo nella storia della Russia.
Per il pranzo ci rechiamo in un tipico ristorante di Mosca dove il cibo ci ha soddisfatti entrambi. In particolar modo abbiamo
apprezzato il borscht,

La cattedrale di cristo Salvatore

tipica zuppa a base di barbabietole, carne, cipolle carote e patate. Il tutto condito con l'onnipresente panna acida.
Dopo aver soddisfatto l'appetito dello stomaco, soddisfiamo ora l'appetito della mente con la continuazione della visita della città.
Visitiamo quindi la Cattedrale di Cristo Salvatore, edificata nel 1812 per celebrare la vittoria su Napoleone. Stalin purtroppo, negli anni trenta, la fece demolire perché voleva costruire al suo posto un palazzo. Lo scoppio della seconda guerra mondiale fece fallire il progetto. La cattedrale venne ricostruita negli anni novanta su disegni originali. Sembra che sia stata riedificata in solo due anni di lavoro. Se ciò corrisponde a verità si tratta senz'altro di un'impresa ciclopica.
L'interno è completamente affrescato e decorato. Per noi cattolici, abituati alla luminosità delle nostre chiese, troviamo l'insieme
leggermente pesante. Ciò non toglie, comunque, che si tratti di un'autentica opera d'arte.

Durante il rientro all'area di sosta ci fermiamo in un supermercato dove acquistiamo alcuni generi alimentari tra cui cetrioli marinati e l'immancabile vodka che io personalmente ritengo migliore di quella assaggiata negli altri paesi dell'est europeo.

Lunedì 10/08/2009
Partiamo alle 9,00 per il secondo giorno di visita di Mosca. Entriamo nel Cremlino passando dalla porta della SS Trinità.
Per prima visitiamo la Cattedrale dell'Assunzione o della Dormizione. In questa chiesa venivano incoronati gli Zar. L'interno è
completamente

affrescato, persino troppo e pertanto diventa difficile tenere a mente tutto ciò che si vede. In ogni caso è senza dubbio un'opera di notevole valore artistico. Durante l'occupazione francese, agli inizi del diciannovesimo secolo, Napoleone utilizzò la Cattedrale come sua residenza privata. Essa fu completamente saccheggiata al momento della ritirata.
La visita prosegue con la Cattedrale dell'Arcangelo Michele, luogo di sepoltura degli Zar. Anche per questo edificio valgono le
considerazioni relative alla Cattedrale della Dormizione. Come la precedente questa chiesa fu usata per gli scopi dell'esercito francese. Infatti fu adibita a stalla.
Una nota curiosa: le chiese del Cremlino non sono utilizzate per il culto, salvo una volta all'anno in occasione della festività del
santo a cui sono dedicate.
Dopo la visita degli edifici sacri ci dedichiamo a qualche cosa di più profano. Andiamo quindi a vedere il cannone, costruito in epoca
rinascimentale e che all'epoca veniva considerato la bocca da fuoco più grande del mondo. Secondo la teoria più diffusa sembrerebbe che questo cannone

La porta della SS Trinità

non abbia mai sparato un colpo. La nostra guida ci ha invece assicurato che esso è stato usato se non altro per la prova di collaudo.
Passiamo quindi ad ammirare la campana delle principesse dal peso di centonovantottomila chilogrammi. Durante un incendio la campana, in fase di raffreddamento, fu colpita da un getto di acqua fredda che provocò il distacco di una scheggia di undici tonnellate.

La Piazza Rossa Esaurita la visita del Cremlino ci dedichiamo finalmente alla Piazza Rossa. Ho sempre pensato che l'appellativo Rossa fosse legato al comunismo che, come sappiamo ha per simbolo una bandiera rossa. Niente di più sbagliato, Piazza Rossa vuol dire piazza bella e non ha niente a che fare con il colore.
La piazza è molto bella e, soprattutto molto grande. Da un lato confina con le mura del Cremlino e dal lato opposto con i famosi magazzini Gum. Ad una estremità si trova la chiesa dell'Intercessione o di San Basilio ed all'altra il museo della storia russa. Quasi al 
San Basilio
centro della piazza, addossato alle mura del Cremlino, si trova il mausoleo di Lenin dal quale i gerarchi comunisti assistevano alle parate militari.
Non si può lasciare la Piazza Rossa senza aver visitato la chiesa di San Basilio. Questo splendido capolavoro dell'arte russa affascina e conquista il visitatore, tant'è che si dice che Ivan il Terribile, che volle la Cattedrale per celebrare la conquista del Chanato e del Kazan, abbia fatto accecare l'architetto che la costruì affinché non potesse edificarne un'altra magari più bella.
Dopo un rapido pasto nel quale abbiamo gustato altre specialità russe, ci rechiamo ad assistere al cambio della guardia alla tomba del Milite Ignoto. La cerimonia è simile a molte altre a cui abbiamo già assistito. L'unica diversità sta nel modo di incedere dei soldati, infatti questi praticano una specie di passo dell'oca che ricorda, seppur vagamente, l'incedere degli Evzoni greci in occasione dello stesso rito.
Subito dopo tutti sull'autobus per la visita alla Vecchia Arbat, la via dello shopping moscovita. Francamente, forse anche a causa del poco tempo a disposizione, la strada non ci ha entusiasmato molto. Sia mia moglie che io non siamo patiti degli acquisti o forse mia moglie lo sarebbe, ma siccome io mugugno lei si sacrifica e rinuncia.
Finito lo shopping, ci rechiamo alla metropolitana per visitare questo monumento voluto da Stalin per celebrare il potere del popolo. Senza dubbio essa è un inno alla ideologia comunista, un inno comunque meraviglioso è pieno di opere d'arte. Ho sentito qualcuno del gruppo definirla il salotto buono di Mosca. Mai affermazione fu più vera.
Ogni galleria è diversa dall'altra. Dappertutto vi sono gruppi scultorei che celebrano la vittoria del popolo russo sull'invasore tedesco, statue che
Galleria della metropolitana esaltano le vittorie degli atleti russi o l'operosità del popolo contadino ed operaio. Insomma una apoteosi della retorica staliniana, ma un apoteosi che sarebbe un delitto perdersi.
Alla sera, dopo la cena, ci rechiamo tutti a visitare Mosca di notte. Per primo visitiamo il Lago dei Cigni ed il monastero di Novodevicij che si presenta ai nostri occhi in tutta la sua bellezza che oserei definire più suggestiva che durante il giorno. Successivamente visitiamo la Piazza Rossa. Non esistono parole per esprimere la bellezza di questa piazza
La piazza Rossa in notturna
tutta illuminata. Forse neanche le immagini fotografiche riescono a trasmettere l'emozione che si prova giungendo sul posto. Perdonateci se a volte vi diamo l'impressione di entusiasmarci troppo, ma mia moglie ed io siamo dei viaggiatori appassionati che si emozionano facilmente sia per le bellezze della natura che per le bellezze artistiche.
Per ultima cosa ci rechiamo nuovamente sulla Collina degli Inchini dove, come abbiamo detto precedentemente, si trova il memoriale commemorativo della vittoria russa sui tedeschi. L'acqua delle fontane, che di giorno è bianca, di notte si tinge di rosso per ricordare il sangue versato dai soldati russi.
 
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Autore: redazione-camperlife
Data: 23/12/2010
 
 
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