Martedì 11/08/2009
Mattinata trascorsa al mercato Izmailovsky interamente dedicato ai souvenir. Prima dell'entrata la nostra guida ci raccomanda di stare molto attenti agli acquisti in quanto i truffatori sono sempre presenti ed è facile venire ingannati specialmente se non si è intenditori. Il mercato, molto caratteristico sotto un certo punto di vista e certamente di richiamo turistico, è fornitissimo. Si trovano uova di vetro che imitano quelle create da Fabergé, matrioske, copricapi militari, oggetti d'ambra e di betulla, pelli e pellicce e via discorrendo. Mia moglie, nonostante le raccomandazioni ricevute, acquista due scialli tipicamente russi. All'uscita li facciamo verificare dalla guida che ci conferma, probabilmente con pietosa bugia, che sono di lana e valgono ciò che abbiamo pagato.
Il pomeriggio ci viene lasciato libero. Noi con altri signori optiamo per la visita al museo degli ori e della famosa Armeria. Il museo degli ori è piccolo, ma il suo contenuto è di enorme ricchezza. Abbiamo visto diamanti enormi ancora allo stato grezzo e pepite d'oro pesanti svariati chili. Non parliamo poi dei gioielli di valore inestimabile appartenuti alle famiglie imperiali. In un certo senso mi rendo conto che la rivoluzione di ottobre è stata la logica conseguenza di un lusso e di una ricchezza sfrenata in mano a pochissimi. Proseguiamo il tour culturale con la visita dell'Armeria. Anche questo museo, il cui nome può trarre in inganno, ospita una raccolta di beni appartenuti alla famiglia reale. Ciò che vediamo è certamente magnifico. Le opere d'arte si susseguono una dopo l'altra e c'è da rimanerne veramente estasiati.
Con ancora le bellezze dei musei negli occhi facciamo ritorno all'area sosta dove, di comune accordo con gli altri equipaggi, decidiamo di cenare tutti assieme. La tavolata si sviluppa in lunghezza per alcune decine di metri. Ciascuno porta i cibi della propria regione di appartenenza e così abbiamo la possibilità di assaggiare diverse specialità, tutte squisite e, soprattutto, di pasteggiare con del buon vino italiano.
Mercoledì 12/08/2009
Questa mattina si parte presto, infatti questa sera dobbiamo essere a Suzdal che dista circa trecento chilometri da Mosca. Durante il tragitto ci |
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fermiamo a visitare il Monastero di Sergei Posad, fondato da San Sergio di Radonez nel 1340.
Entriamo nel monastero attraverso la Porta Santa ed immediatamente ci rendiamo conto che il luogo è pregno di misticismo. Visitiamo per prima la Cattedrale dell'Assunzione che, come tutte le chiese russe, possiede un interno ricchissimo di affreschi e di icone. Successivamente visitiamo la Cattedrale della Trinità. Anche questa come la precedente è ricoperta di affreschi. L'iconostasi poi è un'opera molto pregevole, assolutamente da non perdere. Così come non è da perdere il refettorio con le sue pareti affrescate ed i suoi stucchi dorati.
Un particolare curioso riguarda la commemorazione dei defunti. Le persone scrivono su di un foglietto il nominativo del defunto che vogliono ricordare e lo introducono, assieme a del denaro, nel bancone, provvisto di fessure, sito all'entrata delle chiese. I monaci, durante la funzione religiosa, pregheranno per la persona indicata. Altro particolare interessante e nuovo per noi cattolici è la metodologia con cui viene distribuita l'Eucarestia. I fedeli, prima della Messa, che per inciso dura più di due ore, consegnano ai monaci dei pezzettini di pane i quali lo |
portano dietro all'altare, estraggono la mollica e la mettono in ammollo nel vino, rigorosamente Cabernet. Durante la funzione distribuiscono la pappetta che ne risulta ai fedeli. Paese che vai, usanza che trovi.
Lasciamo il monastero, sempre incolonnati, e dirigiamo verso Vladimir. Purtroppo per colpa di qualche problema nella città non riusciamo ad entrare e quindi siamo costretti a rinunciare alla sua visita. Decidiamo di proseguire direttamente per Suzdal. Durante il viaggio abbiamo l'occasione di vedere le isbe dei contadini russi. Sono quasi tutte in uno stato di massimo degrado. Ci domandiamo tutti come sia possibile vivere in case in quelle condizioni. Evidentemente loro ci riescono perché non abbiamo notato tentativi di miglioramento delle loro abitazioni. Probabilmente il lungo periodo di dittatura li gettati in uno stato di apatia tale che non permette loro di reagire.
Arrivati a Suzdal il panorama cambia completamente. Vediamo campi di grano, mentre prima abbiamo visto solo terreno incolto. Entrando in città notiamo casette in legno ben tenute con le finestre decorate. Domani potremo valutare meglio, ma già da ora comprendiamo che questa città è diversa e più tardi ne comprenderemo anche il motivo. Suzdal è infatti sotto la tutela dell'Unesco e pertanto se vuole continuare a percepire i contributi deve soddisfare un certo capitolato qualitativo imposto dall'organizzazione per la tutela dei patrimoni artistici.
Ci sistemiamo in un prato a fianco di un hotel con allaccio elettrico, acqua e scarico. L'organizzazione ha anche messo a nostra disposizione due camere al piano terreno dell'albergo in modo che potessimo usufruire delle docce e dei servizi.
Giovedì 13/08/2009
A piedi ci dirigiamo verso il centro di Suzdal dove incontriamo Valentina, la nostra guida che, oltre ad illustrarci le bellezze della città ed in |
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particolare del Cremlino, ci rallegra con barzellette e proverbi sia russi che italiani.
Visitiamo la Cattedrale della Trasfigurazione prima e la Cattedrale della Natività della Vergine poi. Tutte splendide anche se, come ho già detto, l'abbondanza degli affreschi finisce per appesantirle. Finita la visita abbiamo l'occasione di ascoltare un concerto di campane che, per l'ortodossia russa, è molto importante. Il campanaro usando i piedi, le braccia e persino la bocca, poiché le campane restano ferme ed è il battacchio a muoversi tramite cordicelle, riesce a trarre da questi strumenti dei suoni assolutamente armoniosi e piacevoli. Altro particolare molto toccante, che ho visto solamente nelle chiese russe, sono i cori che periodicamente recitano la preghiera durante l'assenza delle funzioni. Abbiamo avuto il piacere di ascoltarne diversi e francamente mi sono commosso all'intensità delle voci ed alla bravura dei cantanti, tutti giovani, appena usciti dal conservatorio. Una particolarità di questi canti è che non vengono accompagnati dalla musica. Sta all'abilità dei cantori ricrearla con le loro voci. Garantisco che il risultato è straordinario. Altra curiosità di Suzdal è l'orologio posto sull'enorme campanile. Esso, |
infatti, non ha i numeri, ma le lettere. La guida ci spiega che questa è un'abitudine russa molto usata nel passato.
Finita la visita ci avviciniamo alla piazza principale con lo scopo di trovare un ristorante e qui troviamo un mercato contadino di frutta verdura. La merce esposta è molto povera: qualche carota, patate, mele e gli onnipresenti frutti di bosco e cetrioli. Qualcuno di noi cerca di comprare qualche cosa, ma la difficoltà di comunicazione crea delle incomprensioni che limitano molto il commercio. Dopo lungo peregrinare riusciamo a trovare un ristorante che possiede la lista delle vivande in inglese e così possiamo ordinare i piatti che più ci sembravano adatti ai nostri palati. Il cibo era molto buono ed ancora una volta mi viene confermata l'opinione che la cucina russa è assolutamente appetitosa.
Alle 17,00 partiamo in direzione di Rostov che dista da Suzdal circa centocinquanta chilometri.
Arriviamo che è già sera inoltrata e ci sistemiamo nel prato di un accogliente agriturismo. Sembra impossibile che per fare pochi chilometri si debba impiegare così tanto tempo, ma d'altra parte lo stato delle strade, il traffico molto disordinato e la colonna di camper, che a volte si snoda per sei o sette chilometri, non ci permettono di tenere velocità più alte.
Venerdì 14/08/2009
Visita del Cremlino di Rostov, la Cattedrale dell'Assunzione e la chiesa della Trasfigurazione. Assistiamo inoltre ad un concerto di campane |
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eseguito dalla nostra guida.
Dopo una passeggiata sulle mura del Cremlino ritorniamo all'agriturismo per partecipare alla cerimonia di consegna degli aiuti umanitari. Ogni equipaggio, infatti, ha portato da casa indumenti destinati ai meno fortunati ed appunto in questa cerimonia si è provveduto alla loro consegna alle autorità comunali che si preoccuperanno di distribuirli a coloro i quali ne hanno diritto.
Sotto una pioggia scrosciante partiamo in direzione di Novgorod, nostra prossima tappa. Attraversiamo una zona paludosa piena di acquitrini e di moscerini. Notiamo che, nonostante un tempo da lupi, lungo i margini della strada ci sono ancora persone che vendono gli scarsi prodotti da essi coltivati. Certamente la loro esistenza deve essere misera se sfidano il maltempo per raggranellare pochi rubli. Durante l'attraversamento di una città, un camper del nostro gruppo ha un incidente. Fortunatamente non è successo nulla agli occupanti, salvo un po' di spavento, ma il mezzo ha subito dei danni e pertanto la polizia deve stendere i verbali e tutto quanto necessario |
per la denuncia all'assicurazione. Non sto a raccontare la complicazione ed i costi delle procedure. Fuori da ogni logica. Per fortuna il nostro accompagnatore sa districarsi bene con la burocrazia russa ed alla fine riesce ad ottenere tutti i documenti necessari per il recupero del danno. Il grosso del gruppo, nel frattempo, ha proseguito il suo viaggio e dopo molte ore di guida estenuante riesce a raggiungere l'area predisposta per la sosta notturna. Più che un'area si tratta di una strada ad anello in mezzo al bosco, dove i camper vengono incolonnati uno dietro l'altro. Non è certamente la migliore delle sistemazioni, ma siamo tutti talmente stanchi che accettiamo di buon grado questa area di sosta che definirei molto precaria. D'altra parte anche questo è Russia ed in un viaggio simile si deve accettare tutto, comprese le cose non completamente positive. Durante il tragitto abbiamo, tuttavia, avuto modo di apprendere altri particolari sulla vita religiosa dei russi. Abbiamo notato, infatti, che in quasi tutti i centri urbani attraversati, esiste sia la chiesa invernale che la chiesa estiva. Quelle estive sono alte; quelle invernali sono basse e più raccolte. I fedeli si scaldano con il loro fiati ed alle fiamme delle candele che, in un edificio religioso ortodosso, sono sempre abbondanti.
Sabato 15/08/2009 |
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Oggi fa freddo e continua a piovere. Sembra il mese di novembre dalle nostre parti. Fortunatamente nel pomeriggio il tempo migliora un pochino. Durante il tragitto ci fermiamo in un grande parcheggio dove troviamo innumerevoli donne che vendono the e dolci. Gustiamo sia una bevanda calda che un dolce. Il the è squisito ed il pasticcino non è da meno.
Finalmente arriviamo a Novgorod e veniamo ospitati nel locale campo sportivo. Molti di noi hanno la fortuna di parcheggiare il mezzo direttamente sulla pista di atletica così siamo all'asciutto. L'agenzia che gestisce il viaggio ci offre un rinfresco a cui fa seguito una cena in un vicino albergo. Anche in questa occasione il cibo è stato più che buono. Io ho voluto pasteggiare con vino della Moldavia. Mai decisione fu più errata. D'altra parte io sono piemontese e vivo in una regione che per quanto riguarda il vino mi ha ben abituato. Per fortuna un signore di Bari mi ha offerto del vino pugliese che mi ha purificato la bocca. Dopo cena assistiamo ad uno spettacolo folkloristico che ha coinvolto molti del gruppo.
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Domenica 16/08/2009
Partiamo per la visita di Novgorod sotto un cielo plumbeo ed una temperatura per niente estiva. La guida che ci accompagna nella visita è molto preparata e ci fa gustare appieno i monumenti della città che è una delle più antiche della Russia. Prima visitiamo gli splendidi giardini e poi |
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visitiamo la Cattedrale di Santa Sofia, quindi risaliamo sull'autobus che ci porta a visitare un villaggio museo nelle vicinanze. Le case e la chiesa sono costruite interamente in legno secondo le tecniche del passato, ben sperimentate dagli artigiani russi.
La visita è stata senza dubbio interessante. Abbiamo potuto constatare il modo di vivere dei contadini negli anni passati. Indubbiamente la vita doveva essere molto dura. Comunque, a giudicare da quanto abbiamo visto durante gli spostamenti, penso che, per alcuni di loro, il presente non |
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l'abbia cambiata molto.
Riprendiamo l'autobus che ci porta al Cremlino nel quale pranzeremo. La fortezza si raggiunge attraversando il ponte sul fiume Volkhov che va a sfociare nel lago Ladoga.
Il ristorante trova ospitalità in una torre. L'ambiente è arredato con gusto e nell'insieme aleggia una atmosfera medievale. Il pasto è ottimo anche se la zuppa ustiona la bocca di tutti i commensali. Dopo pranzo facciamo ritorno ai camper e partiamo per San Pietroburgo dove giungiamo in tarda serata. Per la prima volta da quando siamo in Russia troviamo ospitalità in un campeggio anche se, rispetto ai canoni dell'Europa occidentale, lascia molto a desiderare. In ogni caso abbiamo la corrente, il carico e lo scarico e blocchi di servizi attrezzati con docce. Purtroppo le piogge giornaliere hanno reso il terreno quasi un pantano e troviamo difficoltà a parcheggiare il mezzo. Per celebrare l'arrivo nella città baltica l'organizzazione offre un buffet molto apprezzato dai partecipanti.
Lunedì 17/08/2009
Finalmente inizia la visita della celebrata San Pietroburgo. Per prima cosa l'autobus, che è venuto a prenderci al campeggio, ci fa fare un viaggio di orientamento generale della città. Durante il tragitto la nostra guida ci informa sui particolari meno conosciuti della storia che ha portato alla fondazione, in questa landa paludosa, di San Pietroburgo. Percorriamo un tratto della Prospettiva Nevskij, l'arteria principale, dove si possono trovare negozi e locali alla moda. Vediamo in lontananza l'Ammiragliato con la sua inconfondibile torre dorata. Passiamo accanto all'incrociatore Aurora che diede inizio alla rivoluzione di ottobre sparando un colpo di cannone.
L'incrociatore fu anche la prima nave, che trovandosi nel Mediterraneo, portò soccorso agli abitanti di Messina dopo il terremoto.
Raggiungiamo il monastero Smolny dallo stupendo effetto cromatico.
Seguendo il fiume Moika, affluente della Neva, scorgiamo la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, costruita sul luogo dove fu ucciso lo zar Alessandro II.
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Terminato il giro di orientamento iniziamo la visita approfondita dei monumenti della città. Il primo complesso che visitiamo è la fortezza di San Pietro e Paolo, primo nucleo di San Pietroburgo. La costruzione si trova su di un'isola della Neva. Pietro il Grande la volle in quella posizione perché la riteneva strategica, da un punto di vista militare, per la difesa della erigenda città.
All'interno della fortezza visitiamo la Cattedrale dei Santi che portano il nome della fortezza. Notiamo sotto l'iconostasi i sarcofagi della famiglia dei Romanoff, mentre, in una cappella a parte si trovano le sepolture di Nicola II, ultimo zar di Russia, e della sua famiglia, trucidati con spietata freddezza dai rivoluzionari. Nel recinto fortificato trova collocazione anche l'edificio della Zecca, dietro la quale si possono vedere le carceri in cui furono imprigionati gli oppositori del regime del momento. Lo stesso Dostoevskij fu detenuto in queste tetre celle. Terminata la visita della fortezza facciamo ritorno al campeggio dove celebriamo il compleanno di uno dei partecipanti.
Martedì 18/08/2009
Questa mattina è in programma la visita al forse più famoso monumento di San Pietroburgo: l'Hermitage.
Descrivere i palazzi che compongono questo capolavoro di Bartolomeo Rastrelli è praticamente impossibile. Bisogna visitarlo più volte per avere un'idea, pressapoco completa, dei capolavori che esso contiene. Noi ci siamo stati una sola mattinata, e purtroppo, ciò che abbiamo visto è solamente una particella infinitesimale di quanto si può vedere.
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Esaurita la visita all'Hermitage ci prepariamo al tour in battello sui numerosi canali della città. La vista dei vari palazzi, delle chiese e dei monasteri, che finora abbiamo potuto ammirare dalla terra ferma è molto scenografica e soddisfa la voglia di vedere di ciascuno di noi. Veloce ritorno al campeggio dove ci prepariamo per il dopo cena nel teatro Aleksandrinskij. In programma, infatti, c'è il balletto Il Lago dei Cigni. Inutile descrivere la bravura dei ballerini e le meravigliose coreografie nonché la magnificenza degli scenari e dei costumi. E' un fatto oramai assodato che assistere ad un balletto russo significa assistere ad una vera opera d'arte. Terminato lo spettacolo, l'autobus ci porta a vedere San Pietroburgo di notte ed alla 1,00 assistiamo all'apertura dei ponti.
Lo spettacolo della città in notturna è veramente suggestivo, mentre invece l'apertura dei ponti, dal punto in cui eravamo noi dell'autobus dei gialli, non è stato molto entusiasmante. Forse, se si fosse potuto assistervi da un battello sulla Neva, l'insieme avrebbe assunto una diversa fisionomia.
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Oggi sono in programma due visite nei dintorni della Capitale baltica: Carskoe Selo ed i giardini di Peterhof.
Anche in questo caso descrivere le meraviglie del palazzo di Carskoe Selo, altro capolavoro di Bartolomeo Rastrelli, diventa estremamente difficile; esso va visto con i propri occhi. Ogni descrizione risulterebbe pedante e vuota. Mi limito quindi a ricordare la famosa Sala d'Ambra, trafugata dai tedeschi durante il secondo conflitto mondiale e mai più ritrovata. Ciò che vediamo ora è una minuziosa ricostruzione effettuata basandosi sulle fotografie dell'epoca.
Dopo pranzo ci rechiamo con l'autobus a visitare i giardini di Peterhof. Nonostante la giornata grigia e fredda il parco si presenta a noi in tutto il suo splendore. Numerose sono le fontane, adornate da gruppi marmorei e statue dorate, volute da Pietro il Grande come simbolo per stupire i suoi ospiti.
Il parco da direttamente sul Baltico a significare il predominio della Russia su questo mare che nel passato era quasi di proprietà esclusiva degli Svedesi.
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Giovedì 20/08/2009
Oggi è in programma una giornata libera. Noi, con alcuni altri componenti del gruppo, optiamo per una visita accurata alla Cattedrale del Salvatore sul Sangue Versato. L'interno è un susseguirsi di mosaici magnifici. Il soggetto è come sempre religioso, ma questa volta, sarà per la loro luminosità o per la dimensione dell'edificio, ho trovato questa chiesa meno opprimente di quelle visitate precedentemente.
Visitiamo in seguito la chiesa cattolica, posta sulla Prospettiva Nevskij e riaperta al culto solamente nel 1992. Priva di qualsiasi ornamento e saccheggiata durante la rivoluzione, è diventata progressivamente un deposito e una sala per concerti. A muta testimonianza dei saccheggi e delle persecuzione subite, la chiesa è stata lasciata nello stato in cui è stata ridotta dal regime comunista.
Successivamente visitiamo la chiesa armena, molto simile nel suo aspetto alle chiese cattoliche. Stranamente questa chiesa non è stata profanata durante la rivoluzione. Probabilmente a causa della mancanza di marmi e materiali pregiati.
E' giunto ora il momento più atteso dalle signore che compongono il nostro piccolo gruppo e cioè l'ora dello shopping. Noi uomini veniamo letteralmente trascinati in un grande negozio, chiamato Beluga e specializzato in oggetti d'ambra, ma non solo, di ottima qualità. Dopo gli acquisti si rientra velocemente al campeggio per prepararci alla cena di addio ed allo spettacolo che segue. Domani infatti lasceremo la Russia per far ritorno a casa.
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Venerdì 21/08/2009
Partenza ad ore antelucane per permetterci, a dispetto delle regole e dei divieti, di schierarci con tutti i trentasei camper sulla piazza dell'Hermitage.
Terminate le foto di rito si parte velocemente per evitare le eventuali contravvenzioni che i solerti poliziotti sono sempre pronti a comminare. Data
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l'ora, il traffico è scarso e pertanto riusciamo ad uscire da San Pietroburgo senza problemi. Troviamo di nuovo strade dissestate, ma riusciamo comunque ad arrivare alla frontiera estone prima di pranzo.
Fortunatamente all'uscita della Russia non subiamo la trafila burocratica dell'andata e attraversiamo la frontiera abbastanza velocemente.
Troviamo l'Estonia con uno standard di vita molto simile ai paesi scandinavi. Strade ben tenute e case dignitose. E' certamente il Paese più ricco tra le Repubbliche Baltiche. Grazie
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allo stato della rete viaria arriviamo velocemente a Tallin, dove ci sistemiamo per la notte in un parcheggio proprio sotto le mura della città vecchia. Visitiamo il centro cittadino che si rivela molto affascinante. La parte storica è tutta restaurata e piena di negozi e di locali caratteristici. Da non perdere la piazza del Municipio e la collina di Toompea dove trovano locazione il Parlamento Estone e la Cattedrale ortodossa, dedicata a Nevskij. Anche qui si possono trovare vicoletti suggestivi e locali tipici. Molto bello il panorama che si contempla dai belvedere posti sulla collina.
La città è letteralmente affollata di giovani, di entrambi i sessi, che rendono il centro storico, con la loro presenza, molto animato e gaio.
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Sabato 22/08/2009
Partenza alla volta della frontiera polacca. Abbiamo deciso di tralasciare la visita sia di Riga che di Vilnius perché gli innumerevoli impegni in Italia richiedono la nostra presenza e vogliamo ancora, prima dello rientro, trascorrere un paio di giorni sulle Dolomiti per riposarci dal lungo viaggio.
Facciamo comunque una sosta a Siauliai in Lituania per visitare la famosa Collina delle Croci. Ciò che vediamo è certamente di impatto visivo e, al di là del significato religioso, scorgiamo in esse un significato di protesta contro l'oppressione subita ad opera dei russi e dei nazisti tedeschi.
Poco prima della frontiera polacca l'alternatore del mezzo smette di funzionare. Siamo quindi costretti a fermarci a Suwalki in Polonia per far riparare il guasto. Essendo arrivati tardi troviamo il servizio Fiat oramai chiuso e pertanto decidiamo di pernottare in città. Fortunatamente troviamo un'area sosta molto accogliente e ben attrezzata con un proprietario estremamente disponibile.
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Domenica 23/08/2009
Purtroppo oggi il servizio è chiuso e quindi inganniamo il tempo assistendo alle cerimonia di commemorazione dell'occupazione russa di questa parte della Polonia.
Lunedì 24/08/2009
Portiamo il camper al servizio Fiat che, con molta rapidità ed efficienza, sostituisce l'alternatore danneggiato.
Riprendiamo il viaggio e ci fermiamo per la sosta notturna in un'area di servizio sull'autostrada.
Martedì 25/08/2009
Lunga tappa di trasferimento e sosta notturna in una stazione di servizio tedesca nelle vicinanze di Hof.
Mercoledì 26/08/2009
Dato il tempo perso in Polonia per la sostituzione dell'alternatore, decidiamo di non fare sosta sulle Dolomiti. Procediamo quindi velocemente verso casa fermandoci però un giorno a Lazise, sul lago di Garda, dove giungiamo nel pomeriggio.
Conclusioni
Il viaggio è stato indubbiamente interessante ed affascinante, anche se faticoso. Non immaginavo nemmeno lontanamente che il modo di vivere russo potesse essere così diverso dai sistemi dell'Europa occidentale. D'altra parte l'espansione russa è sempre avvenuta, prevalentemente, verso oriente e da queste regioni hanno assimilato cultura e costumi. Solamente Pietro il Grande ha cercato di occidentalizzare la Russia. Tale esempio non è comunque stato seguito ne dai suoi successori ne tanto meno dal regime comunista, la cui unica apertura verso occidente è stata l'annessione all'ideologia comunista di alcuni Paesi confinanti.
Come ho avuto modo di puntualizzare nel corso del diario le strade sono in uno stato disastroso. Percorrere anche solo pochi chilometri è un avventura. Si sa quando si parte, ma non si sa quando si arriva. Il traffico è molto caotico e gli automobilisti russi sono totalmente indisciplinati. Questo obbliga i conducenti a prestare un'attenzione straordinaria alla guida senza potersi distrarre nemmeno per un attimo.
Ad eccezione delle guide, abbiamo avuto pochi rapporti diretti con la popolazione russa e pertanto non ci è stato possibile apprezzarne il carattere. Tuttavia,da quel poco che abbiamo visto, ci è sembrato che una parte sia molto attiva ed intraprendente. Una parte invece ci è sembrata indolente ed apatica. Abbiamo notato infatti che le isbe sono molto mal tenute. Addirittura non si tolgono l'erba dall'uscio di casa. A riprova di ciò che sto dicendo voglio narrare un fatto che mi sembra emblematico. Dopo la visita di Carskoe Selo, mia moglie, io ed un gruppetto di altri partecipanti ci siamo recati in un ristorante per il pranzo. Benché il locale fosse completamente vuoto e ci fossero parecchie cameriere che stavano chiacchierando tra di loro, nessuno è venuto a prendere le nostre ordinazioni. Nemmeno l'intervento della guida russa è riuscito a smuovere il personale. Semplicemente ci hanno ignorati. tanto è vero che dopo più di quindici minuti di vana attesa ci siamo alzati e ce ne siamo andati con la coda tra le gambe. D'altra parte non si può biasimare del tutto il loro comportamento. Per secoli sono stati schiavi dei nobili e degli Zar. Dopo la rivoluzione hanno dovuto affrontare la peggiore forma di dittatura comunista. Oggi benché liberi stanno vivendo la peggiore forma del capitalismo. In altre parole, sono cambiati i suonatori, ma la musica è sempre uguale.
Abbiamo visitato luoghi bellissimi. Mosca e San Pietroburgo sono due città splendide, ma artificiali. Mentre cittadine come Suzdal o Novgorod si sono evolute nel corso dei secoli trasformandosi in modo naturale e spontaneo, San Pietroburgo è stata creata dal nulla copiando di sana pianta i canoni occidentali. Mosca ha addirittura visto distruggere una parte dei suoi monumenti storici più significativi per far posto ai palazzoni voluti dal regime che, intendiamoci, non sono affatto brutti, ma che tuttavia sono una forzatura per illudere il mondo che i governanti comunisti fossero gente illuminata. Mosca è una città pulitissima ed ordinata: Non si vede un fiore fuori posto od un pezzo di carta per terra. Tuttavia questa non è l'anima russa. L'anima russa si vede, a parere mio, nelle campagne, nei paesi o nei villaggi, dove la maggior parte del flusso turistico non arriva. Appunto per questo che noi abbiamo apprezzato moltissimo questo viaggio. Proprio perché abbiamo potuto conoscere la realtà russa nella sua totalità. Io mi sento di consigliare questo viaggio a tutti gli appassionati, ai veri intenditori. E' un viaggio costoso e faticoso, ma immaginate il bagaglio culturale che ogni visitatore si porta a casa. Assolutamente indimenticabile. Probabilmente non ritornerò più in Russia, ma avrò sempre la possibilità di dire io ci sono stato.
Ringraziamenti
Approfitto di queste ultime righe per ringraziare, innanzi tutto, il Camper Club la Granda, il suo referente, il Sig. Piero Marenco, che ci ha accompagnati e la sua gentile consorte Cinzia, che ha rinunciato alle proprie vacanze per accompagnare noi del branco. Ringrazio gli accompagnatori dell'agenzia che ha organizzato il viaggio per l'aiuto prestato. Non ci hanno mai lasciato nei guai non ostante che i guai fossero sempre presenti. Ringrazio tutto il gruppo che ha diviso con noi questi giorni in terra russa ed ha contribuito a rendere la nostra vacanza indimenticabile. Un particolare grazie all'equipaggio di Firenze che, con molta pazienza e disponibilità, ci ha fatto da ponte radio per tutta la durata del viaggio
Roberto Serassio
Roberto Serassio è nato nel 1946 a Torino, città dove ancora oggi risiede.
Viaggiando con caravan e camper sin dal 1982 ha avuto modo di formarsi un'esperienza di tutto rispetto, favorito dal fatto che avendo portato a termine gli studi negli U.S.A. e avendovi vissuto per lavoro parla fluentemente l'inglese, correntemente il francese e abbastanza correttamente tedesco e spagnolo.
Ha un passato da dirigente nell'industria, che ha lasciato nel 2000 per dedicarsi ad altra attività in proprio assieme alla moglie. Questo gli permette di poter dedicare molto più tempo ai viaggi, che organizza per se ma anche per gruppi, che poi guida nelle visite.
Per contattarlo direttamente per ottenere la sua collaborazione o il suo contributo d'esperienza potete usare la messaggistica di CamperLife.it - contattalo ora -
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Testo ed immagini di Roberto Serassio
Impaginazione e grafica a cura della Redazione di CamperLife.it

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