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Dall'interessante articolo pubblicato qualche giorno fa qui su CamperLife.it, con il quale viene definita la condizione di “freddo” percepito dal nostro organismo in condizioni climatiche disagevoli, traiamo spunto per una disamina nella quale metteremo al centro dell'esposizione il veicolo stesso e l'equipaggio che lo “abiterà”.
Tutto ciò tenendo conto delle situazioni climatiche invernali ed estive alle nostre latitudini.
Ovviamente non si tratta sempre di concetti semplici ed immediati, nonostante ci si imponga un'esposizione meno “numerica e tecnica" possibile, che potrebbero a volte apparire complessi e difficili da afferrare con immediatezza.
Non ce ne vogliate.
Prendiamo spunto dalla condizione di “freddo”: cosa è questa sensazione, cosa ce la procura?
Il nostro organismo con le sue cellule regolate dal metabolismo “consuma” energia per funzionare: un po' come un motore che si alimenta di carburante. Questo “lavorìo” cellulare produce tra i tanti effetti quello di generare calore, che il nostro sistema termoregolatore “smaltisce” con un sistema molto efficace: la sudorazione.
Fenomeno che si manifesterà in maniera più accentuata se siamo impegnati in attività fisiche (metabolismo accelerato) ed in minima parte quanto siamo a riposo (metabolismo basale). Altri fattori interni e di alimentazione intervengono nella nostra termoregolazione, quali alimentazione (quantità e tipi di cibo),situazioni di stress, paura, etc.
Tale preambolo per capire fondamentalmente una fattore importante: noi ci termoregoliamo “evaporando”.
E allora da cosa deriva la sensazione di freddo? Semplicemente dalla grande differenza di temperatura tra il nostro corpo e l'ambiente esterno? La risposta corretta è: anche da questo, ma non solo.
Infatti anche la presenza di ventilazione accentuata esalta la perdita di temperatura, così come un tasso di umidità molto elevato nell'aria ci avvolge con un velo, che ci raffredda ancora più rapidamente.
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Ma come reagisce il nostro corpo? Cosa fa lui per difendersi e noi come lo aiutiamo?
Termoregolazione vasomotoria - “Lui” si difende limitando l'irrorazione sanguigna alla periferia: dita di mani e piedi, orecchie, naso, bocca. Operando una vasocostrizione il nostro corpo cerca di conservare il calore per il funzionamento degli organi interni principali; non a caso i primi sintomi di “geloni” arrivano alle estremità.
Termoregolazione comportamentale - Noi lo proteggiamo limitandone l'esposizione per un'alta percentuale coprendoci con indumenti, i quali riducono la superficie esposta ma devono nel contempo garantirci traspirazione. Viceversa proveremmo una sensazione di sudore “freddo” e di disagio causato dal vapore che condensa su noi stessi non appena viene in contatto con aria più fredda. |
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Il regolo di cartone che vedete nell'immagine qui a destra rende immediatamente visibile la temperatura reale e quella percepita.
Tutto ciò in funzione della velocità del vento.
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Definiamo ora il concetto di temperatura.
Cos'è, come si misura, cosa la influenza?
Tutto ciò che noi sentiamo, vediamo, percepiamo con i nostri sensi è un radiazione (senza spaventarsi: nulla di pericoloso almeno nei limiti di quello visto, sentito, toccato!). Parliamo infatti di una frequenza elettromagnetica che parte da oscillazioni che si ripetono poche volte in un secondo, aumentando sempre più sino ad arrivare alle onde sonore (che noi sentiamo da circa 30 fino a 18.000Hz). Aumentando ancora la frequenza di oscillazione si arriva alle onde usate nelle telecomunicazioni e alle microonde (es. il forno di casa).
Salendo ancora entriamo nella fascia del calore, inizialmente limitato, quindi lo percepiamo come freddo. L'uomo può sopportare contatti di pochi secondi con oggetti la cui temperatura è inferiore a circa -10° oppure supera i +50°. Sentiamo freddo, per esempio, immergendoci in liquidi la cui temperatura è più bassa della nostra corporea - circa 36° - e caldo se invece è superiore. Aumentando ancora la frequenza ci spostiamo sempre di più verso il caldo passando per l'incandescente (infrarosso). Aumentando ancora la frequenza si entra nel mondo della luce visibile prima, poi ultravioletta, poi ai raggi X e per finire ai raggi Gamma, che provengono dallo spazio.
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A questo punto abbiamo capito da cosa si ricava la temperatura, perchè sentiamo freddo e quali reazioni provoca in noi.
Se avete avuto la forza di leggere “tutto questo mattone” - e non saltare dalla sedia prima - possiamo introdurre un nuovo concetto: la condizione di BENESSERE CLIMATICO UMANO.
Esempi di sensazioni di benessere? In primavera al mare con un frizzante venticello, in estate in montagna all'ombra oppure al mare immersi in acqua. Tutte situazioni di benessere inopinabili, ma sempre soggettive e legate alla percezione individuale. Esiste un Ente che ha effettuato studi sull'argomento e ha fissato quelli che sono i parametri climatici (e non solo, ma occupiamoci di questi) entro i quali il nostro organismo non da segni di insofferenza, si sente bene, non suda, non rende percezione di freddo etc.
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Questo ente, statunitense, si chiama ASHRAE (www.ashrae.org) ed ha stabilito tutta una serie di parametri ambientali per il nostro benessere, fornendo anche un diagramma di raffronto, denominato curva di benessere ambientale. il diagramma mostra l'andamento ed il range ottimale dei parametri.
Ma come ha fatto questo Ente a stabilire che qui si sta bene, la si sta meglio, oppure fa freddo o fa troppo caldo???
Semplice: lo ha chiesto ad un campione di persone messe nelle stesse condizioni ambientali. Con il sondaggio ha ricavato la tabella che segue.
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E se per un momento immaginassimo di trasformarci in esseri “elettrici” così da poter trasformare le nostre sensazioni e i nostri comportamenti in Watt?
Proviamo....
Normalmente, quando siamo a riposo (forse chi russa un po' di più!) irradiamo circa 43W/m2. Ossia: ogni metro quadrato della nostra superficie corporea scalda quanto una lampada da 40W circa.
Questa misura si chiama met ed equivale all'irradiamento che ogni mq2 di “noi” ha da seduto ad un tavolo (siamo delle piccole stufe a batteria ambulanti...!!)
Inoltre, volendoci sentire a nostro agio, dovremmo permanere in un ambiente climatizzato, che ci fornisca o sottragga a seconda della stagione cal da o fredda circa 58 W/m2 con una ventilazione che - per non essere fastidiosa - sia moderata in inverno e leggermente più sostenuta in estate. Ed ancora, molto importante per la nostra salute, dobbiamo poter disporre di un ricambio d'aria pari ad almeno 27 m3/ora per ogni persona.
Ricordate la definizione "ricambio di aria", ricorrerà spesso nei prossimi appuntamenti.
Vediamo ora come calzini, maglie e pigiamoni si trasformano in energia termica che rimane sul nostro corpo e quanto ci “scaldiamo” nelle nostre attività quotidiane.
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Bene, fermiamoci qui.
In questo primo appuntamento abbiamo cercato di chiarire semplificando al massimo come funziona il corpo umano (da un punti di vista termico) e quali sono le condizioni climatiche che ci fanno sentire bene.
Assimilate le sintesi che vi abbiamo esposte e vi rimandiamo al prossimo appuntamento dove invece inizieremo a ricondurre i concetti sin qui esposti ai nostri camper.
Cercheremo di capire come il nostro gioiellino si comporta, sotto il profilo termico, quando lo lasciamo esposto al freddo polare notturno sulle piste da sci o nell'assolato parking al mare in estate. Tutto questo per riuscire a viverci climaticamente al meglio.
Immaginatelo “vivo” e con le sue superfici animate che si lamentano per il caldo ed hanno i brividi per il freddo (i “reumatismi” da infiltrazione li lasciamo ad altra puntata). Perchè e quali sono i principi fisici che rispondono agli stress termici ai quali lo sottoponiamo?
Quale piccola anticipazione vi proponiamo questo piccolo grafico. Non badate a numeri e percentuali ma prendete a riferimento l'andamento delle curve e tenendo presente quel che viene contrassegnato come “anomalia” da verificare.
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Questo grafico dovrebbe incuriosirvi e almeno in parte dovrebbe contribuire a far capire alcune particolari condizioni climatiche che si verificano saltuariamente o in momenti climati estremi. Vero ?
Bene, allora nel nostro prossimo appuntamento introdurremo altri interessanti principi che regolano il comportamento termico del nostro camper.
Alla prossima.
Dodo
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Altre schede pubblicate sull'argomento Star bene in Camper, i fattori Climatici - parte II^ - parte III^ - parte IV^
Testo a cura di Davide Lissandrin
impaginazione e grafica a cura della Redazione di CamperLife.it
Le tabelle e i grafici sono stati attinti da Wiki, sono riconosciuti i diritti di proprietà intellettuale ai legittimi detentori anche se non espressamente citati

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