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Come vi avevamo già anticipato Camperlife, tra le altre iniziative, si impegna in un’attenta disamina dei controlli che qualunque utente, con un minimo di capacità, può fare da solo, per avvicinarsi all’acquisto di un autocaravan usato, con particolare riferimento a mezzi non recenti.
Divideremo questa procedura in quattro parti:
► nella prima verificheremo la parte esterna della cellula e della cabina;
► nella seconda passeremo al controllo degli interni di cellula e cabina;
► nella terza dedicheremo attenzione allo chassis e suoi componenti;
► la quarta ed ultima sarà dedicata alla motorizzazione, specie per motori la cui costruzione è di diversi anni fa.
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Per iniziare questo nostro approfondimento ci siamo avvalsi di un autocaravan Rimor modello Sloop 560 dell’anno 1992, messo a disposizione del nostro staff dall'attuale proprietario.
Questo è un mezzo che ha avuto solo due proprietari di cui l’ultimo lo utilizza dal 2002. Il camper è stato sempre rimessato al coperto e allo stato delle verifiche ha percorso circa 110mila kilometri.
Questo mezzo è stato prodotto dalla casa toscana in un buon numero di esemplari, infatti se ne vedono in circolazione ancora parecchi; è molto conosciuto e ancora oggi può assolvere bene al proprio compito di veicolo ricreazionale, pur con tutti i limiti imposti dall’età e da una costruzione tradizionale, molto semplice ed estremamente artigianale.
Non ci inoltriamo nella spiegazione riferita alla sua costruzione perchè i punti che ci interessano prescindono dal tipo di costruzione e dalla struttura impiegata.
E’ chiaro che ogni veicolo ricreazionale ha una sua storia, legata sia alla produzione di quel determinato periodo storico sia alle cure che il proprietario o proprietari hanno speso nei suoi confronti.
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| La struttura esterna |
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La prima fase di controllo è legata alla parte esterna che, a prescindere dal materiale di cui è composta, deve essere “sana”, cioè senza abrasioni di particolare rilevanza.
In presenza di introflessioni del materiale è bene verificare molto attentamente che non siano presenti fessurazioni o crepe che permettano il passaggio di acqua o agenti atmosferici. Nel caso del nostro Rimor l’alluminio, come si vede in foto, ha permesso di assorbire il colpo senza alterare l’impermeabilità di quel punto.
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E’ chiaro che la verniciatura del veicolo, compresa la cabina, è un punto di valutazione: se è ancora lucida con i vari adesivi ben leggibili, è sintomo di buona cura, anche se non è raro imbattersi in mezzi recenti con serigrafie già compromesse per la scarsa qualità delle stesse. |
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La cabina non deve presentare punti di ruggine (foto a sinistra), la fanaleria non deve presentare l'interno scuro o giallastro (foto a destra), anche se nel passato spesso i costruttori non usavano una particolare lavorazione a protezione del metallo.
Un occhio va quindi posto nei punti in cui la cabina si unisce alla cellula (foto a sinistra e a destra).
Le guarnizioni devono essere perfettamente integre e morbide al tatto, nel comprimerle non devono rilasciare acqua.
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Proseguiamo il controllo a tutti e quattro i lati del mezzo e al tetto.
Focalizziamo l'attenzione sulle zone dove sono stati collocati degli accessori o altre parti essenziali al veicolo.
Poi dove sono stati utilizzati degli accessori di ferramenta, che quasi sempre hanno attraversato lo spessore dei vari strati di cui è composto il mezzo.
Questo può aver provocato delle soluzioni di continuo che possono nascondere delle insidie.
Passiamo poi alle prese di corrente, ai supporti per la veranda, alle staffe per la scaletta esterna, ai sostegni per eventuali barre porta tutto, alle luci di ingombro laterali e anteriori, alle griglie di aereazione del frigo.
Tutti questi particolari devono essere controllati minuziosamente.
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Ci soffermiamo poi sugli spigoli della cellula, dove si uniscono le due pareti laterali con la parete posteriore, sopratutto nei punti bassi cioè quelli più soggetti alle sollecitazioni di vario genere.
Anche qui è d’obbligo controllare le guarnizioni e il mastice sigillante; inoltre l’alluminio non deve manifestare una cedevolezza eccessiva.
Si passa quindi a controllare le finestre, che devono essere integre, i perimetri esterni devono essere perfettamente rigidi al tatto, senza segni di cedimento di alluminio, vetroresina e altri materiali, oggi meno utilizzati, ma presenti sui mezzi costruiti qualche anno fa.
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Eventuali graffi superficiali non alterano la capacità delle finestre di rimanere stagne e possono essere rimossi con delle cere apposite.
Bisogna invece porre particolare attenzione alla presenza di ombre o macchie sul materiale che si allarga in corrispondenza dell’oblò e si restringe procedendo verso il basso.
Questo segno è quasi sempre riconducibile a problemi di tenuta della guarnizione e bisogna quindi controllare la parte dall’interno del mezzo.
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| Infine si passa a controllare il tetto. |
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In assenza di scaletta già presente nella dotazione del mezzo, dobbiamo necessariamente procurarcene una, è impossibile dare per scontato, anche su mezzi molto recenti, che tutto sia in ordine.
Sul tetto sono spesso presenti molti accessori, antenne, camini, barre porta tutto, oblò, pannelli solari; quindi tutti elementi invasivi per la cellula, di cui vanno controllati l’integrità e la stabilità in loco. Il tetto può essere stato colpito da una grandinata,(immagine qui a sinistra) che nel caso di tetti in alluminio può solo aver compromesso il lato estetico, ma non la sua integrità. Nel caso invece di tetti in vetroresina o derivati, bisogna verificare attentamente la presenza di eventuali puntinature della grandezza di una testa di spillo e che da queste non partano delle esili righe molto sottili.
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In questo caso, con l’ausilio di strumenti specifici bisogna controllare dall’interno l’eventuale presenza di infiltrazioni.
L’ultimo controllo va eseguito sulle bandelle laterali, parti molto delicate, esposte al deterioramento diretto dovuto a collisioni e indiretto dovuto al tempo. Queste devono essere ben salde ed è bene verificare che le varie staffe siano ancora salde a loro e alla parte sottostante del mezzo, dove in genere sono fissate con diverse modalità (dalle viti parker,ai rivetti, sino agli incastri. L’alterazione del loro colore originale è abbastanza normale e non è un segno di scarsa manutenzione, anche se oggi è facile proteggere queste parti del nostro veicolo con molti polimeri presenti sul mercato.
La prossima volta analizzeremo la parte interna della cellula e i suoi componenti. - vai alla seconda parte -
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| Marco Belli |
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