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Ci sono poche regioni in Europa che sappiano raccogliere in sé storia, arte, natura e gastronomia. Una di queste è senza dubbio la regione francese del Perigord ed è appunto il Perigord che questo itinerario vuole illustrare.
La regione, per chi giunge dall'Italia, ha due porte di accesso naturali: attraverso la città di Carcassonne o la città di Millau. Per questo itinerario si è scelto di entrare passando per Carcassonne ed uscire per Millau.
Il viaggio, trascurando la tappa di avvicinamento, inizia ad Aigues Mortes proprio nel giorno ( 26 agosto ) in cui la cittadina celebra San Luigi di Francia che fu il sovrano che la fece costruire e dalla quale salpò per la crociata.
Aigues Mortes, posta ad ovest della pianura della Camargue, sull'Etang de la Ville, è completamente circondata da mura medievali che sono anche la sua attrattiva principale. Le case all'interno di esse , anche se disposte a reticolo seguendo la pianta originale, hanno perso gran parte della loro architettura d'epoca. Inoltre, una miriade di negozi di souvenir conferisce alla cittadina un aspetto eccessivamente turistico. Tuttavia, le celebrazioni in onore di San Luigi hanno saputo, almeno in quei giorni, stemperare e modificare l'impressione che si ricava di turismo commerciale. Esse infatti si svolgono seguendo il filo del trascorrere della vita nel medioevo e pertanto tutti i commercianti vestono costumi dell'epoca; si svolgono tornei ed esibizioni sempre di carattere medievale e si organizzano mercati di prodotti tipici della zona e di prodotti di discreto contenuto artistico con gli ambulanti rigorosamente in costume.
Proseguendo nel viaggio si arriva a Carcassonne, città dotata di un'imponente cinta muraria, che fu al centro della fede Catara e teatro delle feroci persecuzioni contro i suoi seguaci da parte di Simon di Monfort.
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Per giungere a Carcassonne si è scelto di percorrere la D5, che successivamente diventa D610 e che prende origine a Beziers. Il vantaggio di utilizzare questa via di comunicazione consiste nel fatto che essa attraversa il Minervois, splendida regione di vigne e di erbe dai profumi mediterranei. Dai dintorni di Homps la strada costeggia il mitico Canal Du Midi, sul quale le house boats hanno preso il posto delle chiatte da trasporto. A Trèbes, a pochi chilometri da Carcassonne, esiste un' area sosta con acqua, ma senza scarico, proprio sulle rive del Canal du Midi dove si divide lo spazio con le barche da diporto che si fermano per la notte nel porto della cittadina. GPS: 43 12 33 N 02 26 46 E
Giunti a Carcassonne si consiglia di seguire le indicazioni per i parcheggi della Cité, evitando così il centro città della Bastide St Louis che può creare problemi di circolazione ai mezzi di una certa dimensione. Uno dei parcheggi della Cité è riservato ai veicoli ricreazionali e per la somma di dieci Euro, oltre a parcheggiare, si può anche pernottare ed effettuare le operazioni di carico e scarico. La visita della Cité medievale inizia con il castello comitale ( XI - XIII sec.), prosegue con l'Alloggio |
dell'Inquisitore ( XIII - XVII sec.), l'Hotel della Cité, ora trasformato in albergo di lusso, la Basilica di Saint Nazaire e Saint Celse, l'Eglise Saint Sernin, il Grand Puits ed infine le mura. Anche la Citè di Carcassonne offre all'interno della sua cinta muraria una miriade di negozi di souvenir che , in qualche modo, ne danneggiano un po' l'immagine.
Degna di visita è anche la Bastide Saint Louis che, possiede edifici forse meno antichi rispetto alla Cité, ma comunque di tutto interesse e che saranno certamente apprezzati dagli amanti della storia e dell'architettura d'epoca.
Camping: la Cité GPS 2.353333 43.2 |
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Imboccando la D118, che attraversa uno splendido paesaggio costituito da garrigues, dopo 47 Km si giunge a Mazamet. Qui si lascia la D118 e si imbocca la N112 che, dopo aver superato Castres, ci porta ad Albi, splendida città posta sulle rive del Tarn.
La visita non può che cominciare dalla cattedrale di Santa Cecilia, costruita tra il XIII ed il XVI secolo. Essa appare come un vascello di mattoni nel cuore della vecchia Albi. Questa cattedrale fortezza, testimonianza della fede cristiana dopo l'eresia dei catari, è un capolavoro del gotico meridionale.
Successivamente si visiteranno il palazzo della Berbie che ospita il museo dedicato a Toulouse-Lautrec, che in questa città è nato e le case del Vieil Alby, l'antico centro che rappresenta una sfida alle linee rette. Esso è infatti ricco di recessi, angoletti, portoni e cortili, come un labirinto fatto per i curiosi.
Ricordiamo che ad Albi esiste una zona camper gratuita, senza acqua e senza scarico, posta proprio nel parcheggio della cattedrale e da cui, di sera, si ha una magnifica vista sulla chiesa illuminata.
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| Lasciando Albi con la D600 si giunge a Cordes-sur-Ciel, cittadina medievale che sembra salire all'assalto del cielo, così come l'aveva immaginata, alla sua |
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fondazione nel 1222, il conte di Tolosa.
Da Cordes-sur-Ciel si prende la D922 e la si lascia all'altezza di La Fouillade per imboccare la D39 che porta a Najac. Il borgo, antica bastide, è dominato dal castello ed è classificato come uno dei più bei villaggi di Francia; titolo che si merita pienamente.
Ritornando sulla D922 si giunge a Villefranche-de-Rouergue. La cittadina, che rappresenta la tipica bastide, con le stradine ad angolo retto, possiede una bella piazza, una collegiale pregevole e parecchie case medievali a graticcio che però andrebbero opportunamente restaurate.
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Seguendo la D911 e prendendo la D997 a Rignac, si arriva allo splendido borgo di Belcastel, anch'esso classificato come uno dei più bei villaggi di Francia. Anche in questo caso il titolo è pienamente meritato.
Il paesino, arroccato su di una parete a picco sull' Aveyron, si sviluppa attorno al suo castello. Purtroppo, soffre di una penuria di parcheggi e, pertanto, il veicolo ricreazionale, specialmente se è di grandi dimensioni, può incontrare alcune difficoltà che però non devono assolutamente scoraggiare la visita di questo villaggio.
Ritornando sulla D911, dopo pochi chilometri, si giunge a Rodez che si annuncia al visitatore, già a distanza, con la mole imponente della sua cattedrale che, oltre ad alcuni palazzi rinascimentali perfettamente restaurati, è l'edificio più pregevole di questa bella cittadina
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| Imboccando da Rodez la strada D988, si giunge in breve al delizioso villaggio di Espalion, posto sulle rive del fiume Lot, dove, l'atmosfera medievale del |
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suo ponte vecchio, della piazza du Griffoul, delle antiche concerie e del Vieux-Palais ci seduce e ci trasporta, come per incanto, in un'altra epoca. Camping: Du Roc de l'Arche.
Lasciando Espalion con la D92, si arriva dopo circa 10 Km ad Estaing, cité medievale tra le più pittoresche situata al nord dell'Aveyron, all'entrata delle gole del Lot. Estaing, per il suo patrimonio e la sua storia attraverso i secoli, presenta una grande attrattiva al turista appassionato di arte medievale. Anche questo borgo è classificato, a pieno titolo, come uno dei villaggi più belli di Francia.
Proseguendo sulla D920 sino ad Entraygues e di qui prendendo la D901, si arriva a Conques attraversando le gole del Lot. Classificato come uno dei villaggi più belli di Francia, il sito di Conques, tappa importante sul cammino di Santiago di Compostela, riunisce un patrimonio romanico eccezionale.
Camping: Beau Rivage |
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Da Conques, tramite la D901 e successivamente la D22 che immette sulla N140 si arriva a Figeac, bella cittadina che conserva un patrimonio artistico di tutto rispetto. Del suo passato di ricca città medievale, Figeac ha saputo conservare case particolari, dimore borghesi e palazzi che esibiscono orgogliosamente la loro architettura elegante, tra cui, per citarne alcuni, l'hotel de la Monnaie e l'Hotel de Balène. Non va inoltre dimenticato che la città ha dato i natali all'egittologo Jean-Francois Champollion, scopritore della chiave per decifrare i geroglifici egizi. Figeac gli ha reso omaggio ricostruendo una gigantesca stele di Rosetta, che è appunto il manufatto che ha permesso la loro decifrazione ed un museo di egittologia, nella sua casa natale, dove è raccolto l'insieme dei suoi lavori.
Lasciando Figeac con la D13 e quindi con la D653 si arriva a Vers , paese da cui inizia la D662, che porta a St. Cirq-Lapopie, borgo medievale di
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eccezionale bellezza e classificato come uno dei più bei villaggi di Francia. Le sue case, perfettamente restaurate e arroccate attorno alla chiesa, hanno conservato le facciate di pietra o a graticcio e datano, per la maggior parte, al XIII - XVI secolo.
Di recente, Saint Cirq è diventato il luogo prediletto di pittori e scrittori, tant'è che il borgo è costellato di gallerie d'arte e di negozi che però non guastano il suo aspetto originale. Si consiglia di prendere, per una questione pratica, la D622 a Vers e non a Figeac, anche se questo itinerario è più lungo e meno pittoresco. La D662 infatti, se imboccata direttamente a Figeac, costeggia per parecchi chilometri il fiume Lot. Questo percorso è senza dubbio più spettacolare, ma la strada è stretta e vi sono molte rocce sporgenti che rendono difficile la percorrenza ai veicoli ricreazionali.
Già il tratto Vers/St.-Cirq-Lapopie, benché breve, richiede perizia di guida e particolare attenzione alle strettoie.
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Da St Cirq, facendo a ritroso la strada D622 sino a Vers e poi imboccando nuovamente la D653, si giunge a Cahors, città che fonda le sue origini nel primo secolo A.C., di cui si conservano i resti delle antiche terme gallo-romane e le fondamenta del teatro. La città medievale presenta alcuni monumenti di pregio tra i quali la cattedrale St. Etienne ed il ponte Valentré. Notevole è anche la parte moderna di Cahors con il boulevard Gambetta e la passeggiata lungo il fiume Lot sul quale si effettuano piacevolissime crociere.
Camping: Rivière de Cabessut, rue de la Rivière
Lasciando Cahors tramite la D811 e passando per Puy-l-Eveque, che peraltro possiede un'ottima area di sosta gratuita con possibilità di carico e scarico delle acque,si giunge a Fumel. Di qui parte la D710 che in una quarantina di chilometri porta a Belvès, altro borgo definito come uno dei più bei villaggi di Francia. Il paese è situato su di un promontorio a piombo sulla valle della Nauze. La città antica, il Castrum, circondato da mura alte fino a 15 m, è situato tra la piazza della Halle, la via du Petit Sol, la via del Oiseau Qui Chante e la piazza della Brèche. Interessante è pure la visita alle abitazioni troglodite poste sotto il castello.
Camping: Les Hautes de Ratabout.
Da Belvès, seguendo la D710 e poi prendendo la D703, si arriva a Beynac et Cazenac, borgo di una bellezza unica, tant'è vero che è stato classificato come
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uno dei villaggi più belli di Francia. Le sue case sono perfettamente restaurate. Nel paese non si vedono antenne televisive né pali o cavi elettrici aerei. Non si vedono panni stesi od altre cose che potrebbero rovinare l'estetica del borgo.
Il castello di Beynac, in via di restauro, è molto primitivo, essendo stato costruito tra l' XI ed il XIII secolo, ma dà comunque un idea di come doveva essere dura la vita a quei tempi. Un altro aspetto di Beynac che colpisce il visitatore è la mancanza di negozi. I pochi indispensabili alla vita del paese non ne deturpano l'aspetto raffinato e la sua dignità.
Camping: Le Capeyrou
La Roque-Gageac, posta a cinque chilometri da Beynac, è un altro paese che si merita la qualifica di uno tra i più bei villaggi di Francia. La posizione e la bellezza delle sue case, poste tra la falesia e la Dordogna, conferiscono al borgo un aspetto unico, anche se, ad un visitatore critico, non sfuggono alcuni |
particolari, che in qualche modo,lo rendono impercettibilmente inferiore, in fatto di raffinatezza, al vicino Beynac.
Un'esperienza assolutamente da non perdere è una passeggiata in canoa lungo la Dordogna. Un itinerario consigliato potrebbe essere la discesa del fiume partendo dalla Roque-Gageac sino a St. Vincent-de-Cosse. La passeggiata, di nove chilometri, è di tutto respiro poiché viene effettuata con la corrente del fiume in favore e permette di ammirare dall'esterno i castelli di Castelnaud, di Fayrac , di Marqueyssac e, naturalmente, quelli della Roque-Gageac e di Beynac. Per chi non abbia voglia di pagaiare a bordo di una canoa, esiste tuttavia la possibilità di effettuare lo stesso percorso a bordo delle "gabarres", sorta di barconi a fondo piatto utilizzate nei secoli passati per il trasporto di merci sulla Dordogna.
Tra i vari castelli visti dal fiume, uno dei più interessanti è quello di Castelnaud, che, durante la guerra |
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dei cento anni, costituiva l'ultimo baluardo inglese in terra di Francia e si contrapponeva al castello di Beynac in mano francese. Il borgo di Castelnaud, pur essendo medievale, non presenta aspetti particolari, mentre il castello, con la sua collezione di armi e di macchine da guerra del medio evo, è una chicca per gli amanti del genere.
Attraversando la Dordogna con la D46 si arriva a Domme, paese che si è conquistato il titolo di uno dei più bei villaggi di Francia. Il borgo è una bella |
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"Bastide" con case di aspetto gradevole, una bella halle ed una grotta, posta proprio sotto di essa e considerata la più grande cavità naturale del Perigord Nero.
Domme ospita inoltre un grande sito dei Templari francesi; nel 1307, infatti, essi furono imprigionati nella torre denominata di Tours, uno dei più bei gioielli del Perigord, e sulle cui mura incisero numerosi graffiti.
| Area sosta: |
luogo chiamato le Pradal. |
GPS: 44 48 11 N 01 12 53 E |
| Camping: |
Le Perpetuum |
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Da Domme il viaggio prosegue verso les Eyzies-de-Tayac. Il villaggio, molto gradevole, è posto tra la falesia ed il fiume Vézère ed è la base ideale per la visita della grotta di Font-de-Gaume, ricca di più di duecento pitture rupestri risalenti alla preistoria e della grotta di Combarelles, uno dei maggiori santuari della cultura magdaleniana. Più di seicento incisioni parietali illustrano la fauna del quaternario. Sempre facendo base a les Eyzies, che tra l'altro possiede un'area sosta molto capiente con camper service
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si può visitare la Roque Saint Christophe. Il sito, posto a picco sulla Vézère, è stato il rifugio imprendibile per 55.000 anni della gente delle falesie, infatti, le sue cavità naturali sono state occupate dall'uomo sin dalla preistoria ed in seguito modificate per diventare una fortezza ed una città medievale. Il luogo è pertanto diventato una referenza mondiale in fatto di architettura troglodita sia per le sue dimensioni sia per il numero di abitanti e la varietà di manufatti lasciati sulle pareti.
Sulla strada che da Les Eyzies porta a Sarlat-la-Canéda s'incontra, dopo una decina di chilometri, il castello di Puymartin. Esso, oltre che per la camera mitologica, è famoso per il fantasma, che dicono si sia manifestato a più persone, di Thérèse de Saint Clar che fu imprigionata, per gelosia, nella torre nord dal proprio marito. Ella non fu mai liberata, neppure dopo la morte, essendo stata murata all'interno di quella che era stata la sua prigione per quindici anni.
Riprendendo la D47 si arriva, in breve, a Sarlat-la-Caneda, città d'arte e di storia. Essa è di una bellezza e di una ricchezza artistica eccezionale. La parte |
medievale di Sarlat possiede la più alta concentrazione di monumenti classificati di tutta l'Europa. Elencarli tutti sarebbe un compito difficile e comunque si correrebbe il rischio di dimenticarne alcuni.
La città va scoperta rivivendone la storia attraverso i palazzi, la lanterna dei morti, la cattedrale e le viuzze pittoresche. Non va inoltre dimenticato che questa cittadina riveste un ruolo fondamentale nella gastronomia francese. Innumerevoli sono i negozi che offrono al visitatore foi gras, tartufi, vino, olio di noci ed altri prodotti di alto valore gastronomico. Visitare Sarlat con il veicolo ricreazionale è semplice, grazie all'area sosta con camper service annesso, posto molto vicino al centro storico.
Non molto lontano dalla cittadina, precisamente sulla D704, si incontra la grotta di Lascaux, denominata la cappella Sistina della preistoria per le sue pitture parietali. Purtroppo il sito non si può visitare a causa del rischio di rovinare le immagini. Ne è stata comunque allestita una copia, chiamata Lascaux 2, dove |
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sono state fedelmente riprodotte le pitture originali. Questa si può visitare, previa prenotazione,che, per problemi di affollamento nei periodi di vacanza, può richiedere un'attesa di più giorni.
Da Lascaux, proseguendo sulla D704 ed imboccando la N89, si arriva a Brive -la-Gaillarde dalla quale si diparte la D38 che porta al villaggio di Collonges-la-Rouge. Il borgo deve il suo nome alla pietra rossa usata per la costruzione degli edifici. L'effetto è piacevolmente notevole. Il paese è classificato, con merito, come uno dei più bei villaggi di Francia.
Continuando sulla D38 sino all'incrocio con la D940 e quindi proseguendo su quest'ultima sino a St. Céré, dove si imbocca la D807, si arriva a Rocamadour. |
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Il villaggio, posto sul percorso del cammino di Santiago, è di sicuro effetto, situato com'è su tre livelli della falesia. Sul livello più alto ha collocazione il castello, dal quale, tramite il cammino della Croce o l'ascensore inclinato, si arriva al livello inferiore dove si trova il santuario. Esso è costituito da sei cappelle, da una basilica e da un palazzo abbaziale. La famosa Vergine Nera ed alcuni dipinti del XII secolo, ospitati nella Rocamadour
chiesa, invitano alla contemplazione ed al raccoglimento. La città medievale è posta ancora ad un livello più basso e ci si arriva tramite la scala dei pellegrini od un altro ascensore. La cité medievale è di sicuro effetto con le sue quattro porte e le sue case perfettamente restaurate nello stile originario.
Il paese non possiede un'area di sosta vera e propria. Si può comunque pernottare nel parcheggio del
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castello.
L'ultima tappa di questo viaggio d'autore è il borgo de La Couvertoirade. Per raggiungere questo paese, che appartiene ai dieci più bei villaggi francesi situati nella regione dell'Aveyron, bisogna, da Rocamadour attraverso la N140, raggiungere Figeac e di qui, sempre sulla N140, Rodez. Da questa cittadina si imbocca la N88 che immette nell'autostrada gratuita siglata A75. Questa grande via di comunicazione, attraversa a pagamento, il viadotto di Millau che merita una breve sosta per rendersi conto del capolavoro di ingegneria moderna realizzato dai tecnici francesi.
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Pochi chilometri dopo Millau, si imbocca la strada che percorre un paesaggio dove abbonda la macchia mediterranea fatta di timo e di cespugli di bosso e dove si ergono colonne naturali di roccia localmente chiamate "canoles". Il villaggio, edificato dai Templari e, dopo la caduta di questi, passato agli Ospitalieri,è stato costruito lontano da qualsiasi via di comunicazione e pertanto diventa difficile, senza conoscerne a fondo la storia, comprendere i motivi che hanno portato alla sua fondazione in quel luogo isolato.
Il borgo è molto interessante, sia da un punto di vista storico che architettonico. Tutti gli edifici sono stati costruiti in pietra grigia che conferisce un tono austero a tutto il villaggio. Tuttavia questo era probabilmente l'aspetto del villaggio al momento della sua edificazione e quello che vediamo oggi, a parte i pochi negozi per turisti, è la fotografia di ciò che era nel medioevo.
Purtroppo, con questa visita, il viaggio si conclude.
Certamente quello che è stato riportato in questo resoconto di viaggio non è tutto ciò che si può vedere nel Perigord e nell'Aveyron. Esso è solamente una piccola parte, seppur importante, di quanto queste regioni hanno da offrire e che, senz'altro, offriranno lo spunto per un viaggio futuro.
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Roberto Serassio
Roberto Serassio è nato nel 1946 a Torino, città dove ancora oggi risiede.
Viaggiando con caravan e camper sin dal 1982 ha avuto modo di formarsi un'esperienza di tutto rispetto, favorito dal fatto che avendo portato a termine gli studi negli U.S.A. e avendovi vissuto per lavoro parla fluentemente l'inglese, correntemente il francese e abbastanza correttamente tedesco e spagnolo.
Ha un passato da dirigente nell'industria, che ha lasciato nel 2000 per dedicarsi ad altra attività in proprio assieme alla moglie. Questo gli permette di poter dedicare molto più tempo ai viaggi, che organizza per se ma anche per gruppi, che poi guida nelle visite.
Per contattarlo direttamente per ottenere la sua collaborazione o il suo contributo d'esperienza potete usare la messaggistica di CamperLife.it -contattalo ora -
Testo ed immagini di Roberto Serassio
Impaginazione e grafica a cura della Redazione di CamperLife.it
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