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| Di norma, quando si pensa alla Spagna, sovvengono immagini collegate alle spiagge, alle coste dense di localini e discoteche e alla “Movida”. In realtà questa è solo una delle tante sfaccettature della penisola iberica, che è una terra ricca di elementi contrastanti tra loro e fortemente legati al territorio. |
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Vi proponiamo un itinerario spagnolo per scoprire alcune tra le più belle regioni della penisola iberica, dov’è possibile coniugare arte, cultura e natura: la parte più interna della Catalunya.
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Percorrendo l’autostrada De Mediterraneo (cliccate per visualizzarla) si raggiunge Figueres, situata nella provincia di Girona e capoluogo dell'Alt Empordà. La città è nota per aver dato i natali e la sepoltura al geniale Salvador Dalì (qui accanto), che volle ricostruire la sua casa-museo sui resti dell’antico teatro.
Il Teatre-Museu fu progettato dall’artista con la finalità di coinvolgere il visitatore nella sua originale ed unica visione dell’arte.
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| Inaugurato nel 1974, richiama ogni giorno migliaia di visitatori, per la peculiarità delle opere in esso contenute, tra cui spiccano le invenzioni che l’artista realizzò appositamente per il Teatro Museo, come la sala dedicata a Mae West, e la collezione di gioielli dedicata a Gala, la sua musa. Il museo si trova al centro della città, nella Plaça Gala i Salvador Dalí. Per ulteriori info visitate il sito ufficiale |
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Sempre a Figueres si trova il Museo del giocattolo, El Museu del Joguet de Catalunya, inaugurato nel 1982, dove sono raccolti più di 4000 pezzi.
Il percorso museale propone un viaggio attraverso la storia e l’evoluzione dei balocchi, esponendone anche alcuni appartenuti a personaggi famosi, come Mirò e Dalì. |
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Una visita offre spunti per i bambini, che hanno la possibilità di confrontare i loro giochi, moderni ed elettronici, con quelli semplici e rudimentali di un tempo, ma che sicuramente lasciavano più spazio alla fantasia, e anche per i grandi, che possono assaporare la loro infanzia rivedendo i loro ninnoli. Il museo si trova presso l’Hotel París /Carrer de Sant Pere, 1.
Per altre info visitate il sito
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| A Figueres vale la pena di fermarsi per dedicare un pomeriggio alla visita del Castello di Sant Ferran, una fortificazione di grandi dimensioni, costruita nel XVIII secolo, ed è il più importante esempio di architettura militare della Catalunya. |
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Inoltre non può mancare una passeggiata sulla Rambla, il viale principale di Figueres, che nasce dalla costruzione di un manto stradale per coprire il letto del fiume Galligans, e che fu destinata al pubblico passeggio. Sulla via si susseguono edifici di vari stili, dal barocco al modernista, che creano un effetto di piacevole varietà architettonica.
Per pernottare:
Camping Pous, Figueres, GPS: 42.28346 2.94980
Per parcheggiare: Area di servizio e sosta di Figueres GPS: 42.26056 2.95083
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| Il castello di San Ferran |
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Lasciando Figueres ci dirigiamo a ovest, per raggiungere la cittadina di Olot, (N260 fino a Besalù- proseguire lungo la A 26 direzione Olot - visualizzare il percorso), dove l’architettura modernista caratterizza gli edifici del centro. Questo stile è basato sul’armonia di linee curve con decorazioni floreali e vegetali, che rendono le vie e le piazze un trionfo di forme e di movimento visivo. |
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| Tra i monumenti spiccano anche il chiostro del Carme e la Chiesa di San Esteve (nelle foto qui sotto). Il primo, datato 1603, si trova all’interno del Convento de la Mare de Déu del Carme, ed è un gioiello dell’architettura rinascimentale, per la particolarità di avere due livelli di arcate. |
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La chiesa di san Esteve (1750-1763) la cui facciata e scalinata d'accesso sono in stile barocco, custodisce la monumentale tela di El Greco, Cristo portacroce del 1605.
Per altre info visitate il sito
Per pernottare a Olot:
Camping La Fageda: Olot-Santa Pau; GPS: 42.15777 2.51637
Camping Les Tries: Girona-Olot; GPS: 42.18958 2.50993 |
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La città di Olot, all’incrocio di tre valli, è situata all’interno del Parco naturale della zona vulcanica di Garrotxa (cliccate per visualizzare la mappa). L’area, di vasta estensione, è un esempio di come la presenza di una quarantina di vulcani ha originato un’area orograficamente interessante, dove la natura ha preso il sopravvento, creando un ecosistema ricco di vegetazione che unisce, a seconda delle zone, la matrice mediterranea e quella pre-pirenaica. |
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La peculiarità del paesaggio sta nella sua varietà, dai boschi folti e verdeggianti alle zone brulle colpite dalle colate laviche.
Il Parco è meta privilegiata degli amanti del trekking: sono presenti sentieri, tutti abbastanza impegnativi, che permettono di raggiungere anche le zone più impervie. Da Olot parte una rete di sentieri, alcuni dei quali percorribili anche in bicicletta: l’ Itinerànnia, (vai al sito web ) le Vies Verdes (vai al sito web) o il Parc de Pedra Tosca (vai al sito web). Si organizzano escursioni guidate, anche a cavallo; inoltre è possibile, su prenotazione, sorvolare il parco in mongolfiera. In ogni caso, se avete intenzione di percorrere a piedi qualche cammino, vi consigliamo di seguire alcune norme di sicurezza: accertarsi delle condizioni meteo prima di mettersi in cammino, essere certi della propria buona condizione fisica, avvisare le guide locali della vostra presenza, assicurarsi di avere tutto il materiale necessario, dall’abbigliamento all’acqua per dissetarsi e di un gps o un cellulare; nel parco è vietato accampare ed entrare con qualunque mezzo.
Ulteriori info sul
sito ufficiale
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Campeggi nelle vicinanze del parco:
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Dal parco della Garrotxa ci spostiamo verso sud, per visitare un’altra area verde, il Parco naturale del Montseny, (visualizzare il percorso). Il sito è stato dichiarato dall’Unesco, nel 1978, Riserva della biosfera. Si tratta di un’area situata nella sierra prelitorale catalana, occupa un’estensione di circa 30.000 ettari ed è compresa nelle comarche di Osona, la Selva e il Vallès Oriental, dove si trovano tre dei grandi massicci Catalani: la cresta della collina di Man (1.706 m) e Agudes (1.703 m), Matagalls (1.697 m) e Pla de la Calma (Puig Drau 1.344 m.).
Per raggiungere il parco si deve percorrere la N260, in direzione Girona, dove si imboccherà la A26 fino all’altezza di Sant Celoni e da qui seguire le indicazioni per il Parc natural del Montseny. Questa è la via più percorribile, che prevede anche un tratto di autostrada, mentre se si preferisce affrontare un percorso panoramico, ma più tortuoso, si può seguire la strada per Torellò, Vic, Seva (C37-BV 5301).
Sul gps: 41.760027,2.39492
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L’ideale per godersi questa zona ricca di flora rigogliosa è di sostare nel campeggio (Càmping de Fontmartina: Fogars de Montclús. (per info: sito web) e di dedicare qualche giorno alla visita delle aree del parco.
Tra gli itinerari che si possono intraprendere i più interessanti risultano:
- parte centrale del Montseny (30 km): S. Maria de Palautordera, castello di Monclus,- Sant Esteve de Palautordera - Montseny - Collformic - El Brull - Seva.
- Zona orientale (40 km): Sant Celoni - Campins - Santa Fe del Montseny - Sant Marçal - Viladrau. Forse questo è il più paesaggistico, perché attraversa le varie tipologie di panorama presenti. I luoghi dove fermarsi sono: Can Casades (audiovisual i punt d'informació), il pantano a Santa Fe, l’ ermita e le sorgenti Bona a Sant Marçal, e il Centre Europeu de la Natura a Viladrau.
Per info sugli itinerari visitate il sito del turismo di Montseny
Per la presenza di boschi e per i suoi angoli misteriosi ed affascinanti, la zona del Montseny è ricca di leggende, tra le più popolari è che qui vivono le streghe dell’acqua; questi racconti sono così radicati nella tradizione popolare da aver influenzato anche i toponimi della zona: el pla de les Bruixes, can Bruix o la torre de les Bruixes derivano dal termine catalano bruixa, ovvero strega.
All’interno del parco è presente l’Ufficio turistico, che funge anche da centro studi naturalistico: Oficina del Parc Natural del Montseny, presso la Masia Mariona, e sono predisposti punti dove parcheggiare, per poter godere del panorama e del contatto con la natura.
Per altre info: il sito del centro studi
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Anche in queste zone, come del resto in quasi tutta la Spagna, sono presenti aree di sosta, consultabili nel dbase di questo sito spagnolo, tuttavia è sconsigliato il pernottamento a causa dei frequenti furti.
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Questo itinerario è anche l’occasione per provare alcuni piatti della gustosissima cucina catalana: a Olot consigliamo di assaggiare i salumi (los embutidos) come il jamon serrano, la llonganiza e il fuet, una salamino con spezie, che vengono serviti con pà amb tomaquet, ovvero bruschette di pane tostato e pomodoro. |
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Non deve mancare la butifarra (blanca i negra) amb mongetes , una salsiccia molto gustosa che si cucina in padella e si adagia in un letto di fagioli bianchi, la escalibada (verdure grigliate), e i cannelloni di carne. |
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Il vino catalano per eccellenza è il cava, uno spumante brut che accompagna i brindisi importanti, ma anche le cene tra amici, servito rigorosamente in flutes e alla temperatura tra 6-8 gradi. |
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| crema catalana |
moscatel |
la coca |
E i dolci? è deliziosa la crema catalana, somigliante al creme caramel, e i carquinyolis, somiglianti ai nostri cantucci che si servono con uva passa, frutta secca e accompagnati dal delizioso vino moscatel nel tipico porròn.
Altra specialità è la coca, una focaccia dolce decorata con pinoli e frutta candita ma che si trova anche nella versione salata. |
Note operative:
Per raggiungere il punto di massima distanza dal confine italiano di Ventimiglia avremo percorso poco meno di 700 km. L'intero itinerario - salvo deviazioni locali - è pari a circa 1400 km di percorrenza, ai quali dovrete ovviamente aggiungere la distanza per raggiungere Ventimiglia.
In alternativa si può valutare di effettuare una delle due tratte (andata o rientro a scelta) a bordo di una comoda nave (da Civitavecchia o da Livorno) magari sfruttando la convenzione che Camperlife.it ha sottoscritto per il 2010 con Grimaldi-lines (per saperne di più)

Cliccate la bandiera qui sopra per il secondo itinerario sui parchi della Catalunya
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Testo a cura di Federica Tagliafichi
Elaborazione e grafica a cura della redazione di CamperLife.it
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