Certo bisogna cambiare tutto, rendere tutto molto flessibile, se in un azienda entrano i sindacati si blocca tutto, io lavoro per un azienda con 40 dipendenti e per evitare ciò sono assunti da 3 ditte diverse.Il problema è che in Italia assumere uno in un azienda sopra i 15 dipendenti è un problema ed è per sempre alle sue dipendenze anche se è una persona sgradita per N motivi.Forse se fosse più facile licenziare e assumere tutto cambierebbe, dico forse però all' estero è così perchè noi dobbiamo essere sempre diversi?
------Io credo che forse Monti non abbia espresso al meglio il significato di ciò che intendeva dire. Io ho inteso che volesse spronare i giovani a non fossilizzarsi a cercare un lavoro sotto casa e di non spaventarsi se, eventualmente, debbano cambiare posto. Certamente, come dice John, gli anziani potrebbero avere qualche difficoltà e quindi per loro non sarebbe realizzabile. Tuttavia ritengo che per una certa classe di lavoratori ciò che è stato suggerito, forse malamente da Monti, si potrebbe attuare.In Nazioni come la Francia e la Germania non è un problema cambiare un posto di lavoro e spostarsi parecchio lontano da casa. La gente è oramai mentalizzata e non ne fa un dramma. Certamente i Paesi sono predisposti per questa mobilità. In Italia, come dice Brianza, non siamo ancora strutturati, ma credo che se vogliamo avere la certezza di un lavoro, dovremo organizzarci in tal senso.Insultare Monti o scagliarsi contro certe idee non serve a niente. Il mercato del lavoro, a torto o a ragione, sta andando verso una certa direzione per cui prima ci adeguiamo, prima riusciremo ad emergere dalla crisi.
Ciao PaoloCapisco molto bene quello che stai dicendo e ti assicuro che hai tutta la mia solidarietà per quel che vale.Io ho una discreta conoscenza del mercato del lavoro e so che arrivati dove siamo si impongono dei cambiamenti. Tuttavia non auspico delle riforme fatte alla garibaldina, con la baionetta in canna. Le riforme vanno ponderate e discusse con tutte le parti in causa cercando di tutelare il più possibile le classi più deboli. Che ci piaccia o no, con la globalizzazione il mondo del lavoro sta cambiando. Possiamo protestare, distruggere città intere, ma il processo è irreversibile. L'unica cosa sensata da fare quindi è di adeguarsi e cercare di girare a nostro favore questa situazione. Ci sono molte strade per ottenere ciò: alcune buone altre meno, ma non è certamente scagliando invettive contro il governo Monti o ostacolando le riforme che riusciremo a risolvere il problema. Semmai le invettive dovremmo scagliarle contro i governi degli ultimi trent'anni che non han capito o non han voluto capire quello che sarebbe successo.Monti sta semplicemente facendo in pochi mesi, in modo traumatico, quello che gli altri avrebbero dovuto fare in trent'anni in modo indolore.
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