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Autore Topic: Il Comandante Domenico Ievoli su De Falco, in risposta a Grasso (Corsera)  (Letto 212 volte)

Offline Anto_57

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Vico Equense, 24 Gennaio 2012
 Costa Concordia – tragico evento 13 Gennaio 2012
 Egr. Dott. Grasso,
leggo da anni con interesse il “Corriere della sera”. Pubblicazione di tutto rispetto per storia antica e per gli uomini che la conducono. E Lei è tra quelli che onorano la stampa nazionale. Mercoledì 18 u.s ho letto con stupore il Suo articolo “Grazie Capitano” redatto in occasione della tragica vicenda della “Costa Concordia”. L’espressione, la forma letteraria è pregevole come solo un artista della penna come Lei poteva esprimere. Ma l’essenza, il contenuto, il significato è fuori onda. Un bel componimento da massimo dei voti con lode, ma lontano, lontano dalla realtà del mare e gli uomini che costellano quel mondo. Lontano perché pregno di inesattezze e previsioni senza fondamento.
Egregio Dottore, chi Le scrive è un vecchio uomo di mare che ha trascorso una lunga vita di lavoro sul mare e nello “shipping”. Conseguii un modesto diploma nautico nel lontano 1948 ed in seguito la vita mi ha dato una “laurea”!!! Spesso ironizzo l’evento con i miei tanti nipoti.  Non faccio specifiche colpe ai “sapienti” della penna quando si accingono a vergare cose di mare. L’Italia è un paese che ha ottomila chilometri di costa ma non ha una cultura marinara. La stampa è disinformata, ignara ed ignora il complesso scenario costituito dalle attività del mare e gli uomini che, con sacrificio e dedizione, ne conducono i tratti. Forse negli ultimi scorci di anni stiamo cercando di migliorare apprendendone nozioni dalla navigazione da diporto, yacht di lusso e la pesca del pesce azzurro. Ma siamo lontani dal conoscere la vera realtà di un settore che rappresenta per l’economia del paese un reddito considerevole nel bilancio nazionale.  Con tali premesse, non ben conoscendo la realtà, non possiamo azzardare e comparare due uomini a testimonianza dei due volti dell’Italia.   Mi inchino reverente ai Suoi premi ed ai Suoi tanti riconoscimenti. Ma La invito, nel frattempo, a riesaminare il Suo articolo e a rendersi conto che ha elogiato frettolosamente un personaggio senza storia, inteso ad identificare il riscatto del paese. Ritengo sia andato fuori tema! Dovrebbe analizzare con cura il significato della parola “eroe”. Eroe è l’emblema di uomini che magnificano la vita con atti di coraggio, solidarietà, altruismo fino al sacrificio estremo. Il presente Suo “Eroe” ha dimostrato totale incapacità psicologica nel gestire una situazione di emergenza. Ha sciorinato tracotanza, prevaricazione ed insensibilità nei confronti di un uomo “colpevole” ma tanto duramente segnato nella mente e nell’animo. La impietosa sceneggiata, pervasa da voglia di emergere in una tragica circostanza, ha fatto il giro del mondo. E’ stata tradotta in tutte le lingue. Che peccato! In questo nostro paese sul viale del “default”, il Cap. De Falco col suo misero show ha contribuito a deturparne maggiormente l’immagine.  Prima di concludere, egregio Dottore, desidero sommessamente evidenziarLe quali sono gli “eroi” a cui ringraziare. Sono “eroi” sconosciuti quegli uomini di mare, quei Capitani ed Ufficiali che quotidianamente, affrontano la veemenza della natura, navigando nei due emisferi, a condurre navi chimichiere, gasiere, petroliere per il trasporto di carichi pericolosi, infiammabili e tossici. Un errore umano può costare la vita. Di tanto in tanto si paga un triste tributo. Ma il paese lo ignora. Non si tratta di diporto, o pesca del pesce azzurro! Sono “eroi” quei modesti ed umili marinai che lasciano affetti e paese natio e perseguono lunghe navigazioni per la sopravvivenza.  Furono “eroi” quei ragazzi nel covo dell’”Olterra”, a Gibilterra che si coprirono di vera gloria, riconosciuta dal nemico. Mi sovviene Corrado Garutti, Ufficiale del Genio Navale, “Decima Mas”, mio Comandante per anni. L’eroe che Lei impunemente ha citato non è un eroe. E’ uno dei tanti, intriso di burocrazia e privo di contenuti pratici, che rappresenta nel paese una struttura che presume di comandare un uomo di mare senza conoscere il mare.  Egregio Dottore, corregga il Suo tiro, riesamini l’umanità che Le ho rappresentato, uomini anonimi che onorano realmente il paese.   Vivo in un lembo di terra che ha una lunga tradizione marinara. Un paese che ha dato i natali a gloriosi uomini di mare. La vita talvolta è matrigna. Tra questi genera degli Schettino, uomini di mestiere, ma che per inspiegabili sussulti del destino, si macchiano di colpe e la Società li condanna giustamente a pagare.
Dia anche Lei un voto al mio scritto. La invito ad essere clemente ed obiettivo e per ciò La ringrazio in anticipo.
Vivi saluti
Com.te Domenico Ievoli
 
P.S.: Le allego un mio scritto sulla tragica vicenda.Sarei onorato se prestasse la Sua attenzione.
Com.te Domenico Ievoli
Vico Giusso 1
80069 Vico Equense – Napoli
Email: m.ievoli@marnavi.it
Qui: Il mio canale su youtube



E' sempre meglio farsi un'idea propria delle cose che utilizzare acriticamente l'idea degli altri (mia).
A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada (Churchill).
La lettura di buoni libri potrebbe contribuire a lenire la stupidità umana ma il problema è che la stupidità non ama leggere (Carl William Brown).


Offline sardegna61

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Sul fatto che De Falco abbia esagerato, credo sia una cosa ormai riconosciuta da molti e men che meno io l'ho mai considerato un eroe.. Stimo di più l'ufficiale di bordo che è rimasto 36 ore sulla nave aspettando i soccorsi dopo aver contribuito a salvare molte vite umane o il cameriere filippino (solo per fare un esempio!) che ha messo in pratica ciò che era il suo compito in caso di emergenza, senza cercare di fuggire alle proprie responsabilità...
In Sardegna andare per mare è molto frequente: abbiamo tanti istituti nautici che formano a questa vita ed è uno dei mestieri che, pur richiedendo molti sacrifici, viene scelto spesso da chi non trova alternative. Conosco parecchia gente imbarcata su navi passeggeri e grandi petroliere: è un mestiere ingrato, che ti lascia mesi, a volte anni, lontano dagli affetti e ci vuole stomaco per affrontare tutte le insidie e i pericoli del mare.
Il padre di una mia carissima amica mi racconta che ha visto la sua prima figlia all'età di 6 mesi e non è stato mai presente nè alla nascita nè alla crescita nè all'educazione dei suoi 5 figli. E' vero che, a seconda dell'imbarco, sono ben remunerati, ma quanti di noi, sensibili e romantici, affronterebbero tutto questo?

Offline Anto_57

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Sul fatto che De Falco abbia esagerato, credo sia una cosa ormai riconosciuta da molti e men che meno io l'ho mai considerato un eroe..

Concordo, infatti il motivo per cui insisto è che molti, senza considerare i fatti, si sono espressi "di pancia" e sull'onda del primo momento a considerare De Falco un eroe e Schettino un infame, non solo ma dando dell'eroe a qualcuno,   a un sistema che diffondendo quelle telefonate ha avuto un solo e certo effetto: ci siamo buttati la mer6a addosso senza aspettare le indagini,  quelle serie.

Basta guardare l'atteggiamento degli americani per il Cermis per capire quanto posizioni autoflagellanti non paghino e che un poco di spirito di "squadra" Italia bisognerebbe averlo ed essere prudenti. Cose che De Falco non ha fatto.

E le cose credo siano ancora da accertare nei particolari,  ad indagini in corso, non ci sono elementi per affermare  infamia o codardia da un lato ed eroismo dall'altro.

C'è un errore e una sconfitta umana di Schettino che come uomo e come comandate è già finito. Non c'era minimamente il bisogno di flagellarlo in diretta in una telefonata in mondovisione, da parte di uno che aveva mezzi per avere le informazioni dal componente dell'elisoccorso  che era sceso a bordo e che dunque poteva dialogare con il personale di bordo Costa restato sul lato di sinistra, sono questi che hanno fatto il loro lavoro fino in fondo. Quelli (purtroppo deceduti) sul lato di destra che sono restati sommersi senza possibilità di scalare il pavimento che era diventata una parete potevano soccorrerli solo sommozzatori e alpinisti, gente che poteva mandare De Falco se anziché perdere tempo a fare telefonate del ca220 avesse dato gli ordini giusti e avesse mandato il personale attrezzato, anziché fare la sceneggiata. Un facite ammujna che non serve a nessuno.  Questo io credo.


« Ultima modifica: 29/01/2012 12:00:28 da Anto_57 »
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