In genere mi rendo subito antipatico, poichè scendo troppo nelle analisi, comunque sono così, quindi portate pazienza, anche perchè sono parecchio impegnato e quindi il discorso sarà a puntate, iniziando oggi dal concetto generale.
Allora: premesso che principalmente vado in libera, ho riscontrato la necessità di avere un raffrescamento all' interno del camper principalmente in due condizioni, ovvero quando il camper è lasciato vuoto al sole (spese, gite etc.) ; ed ovviamente quando è abitato, col distinguo tra giorno e notte.
Con livelli di temperatura alti ma non troppo, ho rimediato incrementando semplicemente la circolazione di aria, il che merita però alcune considerazioni: per esempio è ovvio che non si possono lasciare le finestre aperte col camper vuoto, si possono solo lasciare gli oblò superiori aperti; in tal caso l'interno del camper si surriscalda e l'aria calda NON ESCE dagli oblò superiori poichè nei nuovi camper non sussiste entrata di aria dal basso. Si può pensare di aprire una feritoia in zona porta, come uso in qualche vecchio camper, ma e se poi motivi vari ti costringono a tenere quella fiancata al sole? A ben pensare, l'unico punto sempre in ombra è il pavimento. Ho praticato quindi un foro nel pavimento stesso, sotto le cuccette posteriori, ho costruito una canalizzazione curva in legno (20x20 cm) a 90 ° e sulla parte verticale che dà verso l'interno cellula ho applicato una ventola 12 v. , con sportellino in plastica autochiudente (per i periodi freddi) ed altra paratia scorrevole in corrispondenza dell'apertura sul pavimento, parte inferiore.
Uso: visto il consumo ridotto, quando abbandono il camper lascio la ventola in moto, dimodochè l'aria fresca viene soffiata dentro, si riscalda e viene espulsa attraverso gli oblò superiori. (se apro solo lo sportello senza ventola il ricambio sussiste ugualmente, anche se ridotto)
Se si è presenti sul veicolo (ore diurne) si attiva la stessa procedura, che è migliorabile contenendo l'aria immessa dalla ventola nella zona notte, ottenuta con opportuna separazione fisica dalla zona giorno.
Con livelli di temperature molto alti (aria esterna a 28/30 gradi) ho riscontrato che la ventola serviva a poco, poichè soffiava aria a quella temperatura (anche se comunque abbassava ugualmente quella interna); risultava comunque evidente un passo ulteriore per riuscire a raffreddarla. A tal fine mi sono procurato una colonnina refrigerante dell'acqua potabile, (quei box cromati col beccuccio in sommità, in uso nelle aziende o nei punti ristoro), dalla quale ho estratto la serpentina con relativo compressore e radiatore. Mentre per Le modalità di sistemazione , gli assorbimenti e quindi l'uso effettivo rimando alle prossime puntate, accenno il fatto che la produzione di frigorie non è molto elevata, però è continua ed entra effettivamente aria fresca. Il costo peraltro è stato irrisorio, ore per il fai da te a parte.
In effetti si potrebbe pensare anche ad un riciclo ma bisogna valutare il consumo di una terza ventola e soprattutto che il punto di presa non diventi controproducente (non vorrei modificare il normale flusso convettivo del movimento d'aria ).
Prosegue alla prossima, se di vs. interesse, (ma datemi un cenno).
Salutoni Gipsy